LA
MAZZATA ELETTORALE!!!!
Il
pianto del Polo
sulle regioni perdute:
Piemonte, Liguria,
Lazio, Puglia, Abruzzo
e Calabria. Risultato
finale undici a
due per l
Unione Formigoni
e Galan unici governatori
uscenti riconfermati.
Berlusconi pensa:
che fare??!!. Pero`sarebbe
meglio che riflettesse
su un altro punto:
perchè e
successo. Come puo
un NON-PARTITO,
vivere la stagione
della governabilità
se non ha radici
profonde sul territorio??.
Puo un capo
virtuale, guidare
masse aleatorie
e virtuali,piazze
televisive??: e
se puo farlo,
dove sta l
errore??!!.
SANTO
DOMINGO -5.04.05
- Non ci sono storie:
il punto è
che il centrodestra
queste regionali
le ha perse e in
malo modo. . E dunque
la sua dote elettorale
resiste soltanto
nelle due roccaforti
strategiche del
nord. Nella Lombardia
di Roberto Formigoni
(oltre dieci punti
sopra il candidato
dell Unione
Riccardo Sarfatti)
e nel Veneto governato
da Giancarlo Galan
(in vantaggio di
oltre cinque punti
sull ulivista
Massimo Carraro).
Anche in Lombardia
e Veneto comunque
il Polo sconta qualche
voto in uscita,
e con quello che
è accaduto
altrove quasi non
si nota. Per il
resto non è
affatto inverosimile
immaginare che nella
notte venga ufficialmente
ammessa dai leader
della Cdl una sconfitta
senza appello. Temuta
alla vigilia e politicamente
pesantissima, una
disfatta che avrà
conseguenze nelle
regioni che fino
a ieri sera venivano
considerate ancora
in bilico
Quanto alla Puglia,
è stato un
testa a testa lungo
e sorprendente tra
Nichi Vendola e
Raffaele Fitto.
Per qualche ora,
il candidato di
Rifondazione sembrava
avercela fatta comodamente
contro il governatore
polista. Poi la
rincorsa di Fitto
si è fermata.
Contando anche le
sconfitte
preventivate
in Calabria (dove
l ulivista
Agazio Loiero ha
avuto gioco facile
su Sergio Abramo)
in Abruzzo (dove
il presidente uscente
Giovanni Pace era
dato sconfitto in
partenza contro
Ottaviano Del Turco)
e nella Liguria
di Sandro Biasotti
(espugnata senza
difficoltà
da Claudio Burlando),
se è vero
che la maggioranza
di centrodestra
ha lasciato all
Unione undici regioni
su tredici, da ieri
sera, voti alla
mano, il Polo potrebbe
essere minoranza
nel paese.
L affluenza
bassa, ma non troppo
Di
certo c è
che l affluenza
alle urne è
stata del 71,4 per
cento, 1,7 per cento
in meno rispetto
alle ultime consultazioni.
Dunque una flessione
non tanto forte
come si temeva alla
vigilia e che non
può aver
modificato chissà
quali equilibri.
Non esattamente
buona, ma forse
quanto basta per
risultare decisiva,
invece, la performance
della lista guidata
dalla Mussolini,
Alternativa sociale.
La nipote del duce
non incassa i consensi
che auspicava in
Campania, nel Lazio
e al nord. Ma contando
le sue percentuali
oscillanti
dall uno e
qualcosa al due
per cento
e sommandole a quelle
ottenute dalla neonata
Democrazia cristiana
di Gianfranco Rotondi,
si può pensare
che il pacchetto
di voti sarebbe
stato decisivo per
la Cdl in Piemonte
e Puglia. Lo ha
riconosciuto da
subito il coordinatore
vicario di An, Ignazio
La Russa, quando
ha commentato in
televisione i primi
e più preoccupanti
exit poll. Quanto
ai partiti del centrodestra,
complessivamente
Forza Italia continua
a perdere elettori
(nellordine
del punto e mezzo
percentuale) e soprattutto
al sud. Fa notare
qualche esponente
forzista: E
venuta a mancare
la tanto attesa
svolta che avrebbe
dovuto innescare
nel movimento il
ritorno alla politica
sul territorio di
Claudio Scajola.
La linea difensiva
dei forzisti, affidata
a Fabrizio Cicchitto
e Sandro Bondi è
nota: per tutta
la coalizione ha
pesato il fatto
che Berlusconi non
sia sceso in campagna
elettorale. In più,
molto ci sarà
da discutere con
gli alleati che
hanno posto veti
su Mussolini e Rotondi,
mentre il centrosinistra
si compattava e
ingrossava le sue
preferenze. La Lega
nord risulta decisiva
nella conservazione
del Veneto e della
Lombardia. Il che
consente a Umberto
Bossi, per bocca
di Roberto Calderoli,
di affermare: Per
noi è facile
commentare i risultati
perché la
Lega cresce in ogni
regione, sia rispetto
alle politiche che
alle ultime europee.
Non sembra brillare
particolarmente
An. Non crescerebbe
o crescerebbe poco
e con discontinuità
l Udc. Il
che non impedisce
ad alcuni centristi
dindicare
in Silvio Berlusconi
e nella sua linea
di governo la causa
di una maggioranza
franante. Lo ha
detto Bruno Tabacci,
aggiungendo: Negli
ultimi anni, quando
ha affrontato la
prova elettorale,
la Cdl non è
andata mai bene.
E dire che Berlusconi
non si è
speso in campagna
elettorale è
sbagliato.
. E possibile
che provino a imputare
la sconfitta di
Storace a un contraccolpo
generale riflettutosi
anche sul buon lavoro
dei governatori.
Cauto ma sconsolato
il commento del
ministro dellAgricoltura
Gianni Alemanno:
Il giudizio
definitivo su queste
elezioni lo potremo
dare soltanto quando
si saprà
l esito dei
testa a testa. Però
dobbiamo fare tutti
quanti insieme con
serietà e
umiltà una
profonda riflessione
per capire dove
correggere, e per
gettare le basi
per tornare a vincere.
Toni preoccupati
e richieste di autoanalisi
per la coalizione
anche dal ministro
delle Comunicazioni
Maurizio Gasparri.
Prodi trionfante
Romano
Prodi aveva annunciato
che al centrosinistra
sarebbe bastato
strappare una regione
al Polo per proclamarsi
vincitore. Con questi
presupposti e soprattutto
con i dati largamente
favorevoli a diposizione,
oggi può
esultare trionfante.
Abbiamo vinto
in numero di voti
e in numero di Regioni,
ha detto Prodi nella
sede dell
Unione di piazza
Santi Apostoli:
Con questo
voto gli italiani
ci chiedono di prepararci
a governare.
Come Prodi anche
il segretario dei
Ds Piero Fassino,
che parla di uno
spostamento di milioni
di voti. Fassino
si è spinto
fino a decretare
che il centrosinistra
ha un consenso di
7-8 punti percentuali
in più dellalleanza
di centrodestra,
mentre il leader
della Margherita
Francesco Rutelli
sostiene che l
Ulivo e la coalizione
sono nettamente
avanti nel voto
popolare.
Esulta con discrezione
Fausto Bertinotti.
Ma il segretario
di Rifondazione,
a sinistra, incassa
forse il risultato
più dirompente
grazie a Nichi Vendola.
Infine il Cav. E
rimasto silenzioso
come il defilatissimo
ministro degli Esteri
e leader di An Gianfranco
Fini. Come il vicepremier
e leader dell
Udc, Marco Follini.
Il premier ha seguito
gli exit poll da
lontano e si è
limitato a telefonare
per complimentarsi
con Galan e Formigoni,
unici candidati
della Cdl festeggiabili
ieri sera.
Per Silvio Berlusconi,
adesso si apre la
scommessa piu' dura:
risalire dalla sconfitta;
è qui che
si vede la tempra
dell'uomo forte
e capace di dominare
gli avvenimenti
politici avversi.
Stare a galla, significa
anche prevedere
che cosa fare quando
la barca apre grandi
buchi. Buona riflessione,
caro Silvio!!!!...
e rifletti al miracolo
fino adesso compiuto
con IL PARTITO
CHE NON C'E!!!!.