Al
potere, al potere
!! È la
mortadella.
Cose
da pazzi.Dalla
Nutella alla mortadella
gli anni passano,
ma i problemi
della sinistra
restano irrisolti,
specialmente se
la loro soluzione
implica la distruzione
della sinistra
attuale. Sarebbe
una rivoluzione,
se non fosse la
vera bufala a
cui la sinistra
preferisce il
potere e non la
mortadella. Così,
quando avremo
la pancia piena
di gustosa mortadella,
alla politica
chi penserà?
Il salumaio?.
Faccia di bronzo.
Dopo il riformismo
al pomodoro («o
così, o
pomì»),
Prodi passa alla
mortadella, che
preferisce alle
bufale. Nella
strenua lotta
per apparire simpatico,
Prodi finisce
per sembrare l'opposto.
Non ne combina
una giusta, il
Prof: ma perché
insultare le bufale?
Sarebbe un atto
di disprezzo verso
uno dei prodotti
culinari più
tipici e rinomati
del nostro Sud.
Gli strateghi
elettorali del
centrosinistra
devono aver sottostimato
la frana di voti
che l'Unione subirà
da parte di tutti
i produttori di
bufale.
Rimorsi di fame
ai pensionati.
L'occasione per
osannare la mortadella
è stata
l'ennesimo imbarco
di profughi politici
sulla spiaggia
dell'Ulivo, ormai
sovraffollata
più dell'Isola
dei Famosi: gli
ultimi arrivati
sono il partito
dei pensionati
e i motociclisti
del Nordest, che
hanno portato
via i loro ricordi
e i loro ferri
dalla Casa delle
Libertà.
Il tempismo è
perfetto. Con
loro Prodi ha
siglato un accordo
elettorale - evidentemente
voti in cambio
di tranci di mortadella,
dopo che la svendita
della lira deve
aver fatto venire
a Prodi rimorsi
di coscienza .
Cambiamo punto
di vista. L'auto-lesionismo
di Prodi non sembra
rispettare limiti
di velocità:
puntare sull'ironia
per ritorcerla
contro l'avversario
(il destinatario
è sempre
Berlusconi) sicuramente
suscita la sana
allegria di qualche
secondo, ma lascia
a bocca asciutta
quando si tratta
di affrontare
argomenti impegnativi
su cui poi gli
elettori baseranno
la loro scelta
di voto. La mortadella
contro le bufale,
come il riformismo
al pomodoro, sono
il simbolo di
questo centrosinistra
che arranca nelle
idee ma sguazza
nelle divisioni
- e allora musica
maestro! Bisogna
distrarre l'elettore
fidato impedendogli
di porsi domande,
e allo stesso
tempo bisogna
accalappiare l'elettore
distratto, quello
che si prende
per la gola con
un cubetto di
mortadella, come
nelle fiere di
paese. Allora
via con Prodi
che s'improvvisa
cabarettista da
avanspettacolo
elettorale.
Scherzi a parte,
questo desolante
quadro continua
ad offuscare l'attenzione
degli elettori,
complice un'applicazione
della par condicio
particolarmente
efferata e la
ritirata di Prodi
dai confronti
televisivi. Non
è comunque
un'immagine convincente
quella di una
coalizione simboleggiata
da un salume,
il cui leader
sfoggia tutto
il suo fair play
considerano l'avversario
un latticino.
L'Unione è
più che
mai una spugna
che assorbe qualunque
tipo di realtà
politica purché
garantisca voti.
In cambio? Una
riga vuota nell'elenco
delle leggi da
approvare nei
famosi primi cento
giorni di governo,
lasciando la matita
a motociclisti,
pensionati, verdurieri,
artigiani, biologi
ed importatori
di tappeti orientali
perché
scrivano la richiesta
di una «legge
ad personam»
per soddisfare
i propri interessi
particolari. Addio
interesse pubblico!
Benvenuto conflitto
d'interessi -
quello vero.