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Ermanno Filosa

 
 
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"Berlusconi non si faccia "prodizzare"".

SANTO DOMINGO, 25.03.06 - Suggerimenti per il duello-ballottaggio che il prossimo 3 aprile, nella casa di Bruno Vespa, proprio agli sgoccioli della campagna elettorale, riguarderà Prodi e Berlusconi. Posto che la speranza è quella di un confronto realmente all' anglosassone, dove il candidato-premier possa condividere "almeno" qualche legge o iniziativa del premier-uscente e dove quest' ultimo riesca a dare anche ragione al suo antagonista, "almeno" su qualche proposta o ragionamento (pura utopia o follia in Italia, visto che, a differenza di inglesi, francesi e americani, siamo figli di "patrie di parte" e, malgrado l' impegno del capo dello Stato Ciampi, non abbiamo una vera memoria condivisa), ecco un codice che i due "cloni del 1996" dovrebbero cercare di seguire. La condizione preliminare è che il Professore e il Cavaliere non ripetano gli stessi errori compiuti durante la trasmissione arbitrata da Clemente Mimun, e che siano il primo un po' meno Professore-cavaliere e il secondo un po' meno Cavaliere-professore.

SILVIO BERLUSCONI. Il capo della Cdl non deve parlare soltanto di passato. È giusto che dia i numeri sull' operato del governo, ma dare "soltanto i numeri" è da professore-ragioniere e ottiene il risultato contrario: l' effetto-overdose… e la gente non capisce più nulla. La qualità migliore della comunicazione di Berlusconi è la vendita, la forza immaginifica, il sogno e l' identificazione (mutuata dal "fai-da-te" reaganiano) che suscita negli italiani (un milione di posti di lavoro, il miracolo italiano, tutti possono essere ricchi, famosi e importanti, protagonisti della loro vita). Se smette di essere carismatico e suggestivo perde la sua energia. La smetta, poi, di lamentarsi. Nel ballottaggio-mediatico il vittimismo anticomunista, anti-alleati, anti-europeo, anti-11 settembre non pagherà. Se snocciola le 33 riforme della Cdl, non può prendersela con l' opposizione per la situazione ereditata, perché l' obiezione sarebbe facile e scontata: il governo "ha fatto unicamente ciò che ha voluto fare, secondo i propri interessi" (i provvedimenti ad personam, il non risolto conflitto d' interessi, etc). E soprattutto il Cavaliere, non "sbarelli" nella replica finale: non se la prenda con le regole e dimostri di esserne all' altezza (non parli, quindi, come un disco meccanico o un nastro registrato, incapace di stare nei termini stabiliti). E dica quello che i cittadini, di centro-destra e non, vogliono sentirsi dire: il 9 aprile siamo ad un bivio, o continuiamo con la modernizzazione che abbiamo avviato con le riforme o torniamo indietro con la sinistra della restaurazione.Il Cavaliere sa comunicare, sa trasmettere, non si faccia "PRODIZZARE".

ROMANO PRODI. Quando apre bocca, Romano Prodi fa venire il latte alle ginocchia. Il latte è una prima indicazione. Quando si indigna, muggisce: «Gr-ra-vi-ss-si-mo». Quando tace, rumina la parola che non gli viene. Il soprannome è Mortadella. Tutto in lui spira, ispira e respira, casearia e arte norcina, zootecnia e ruralità. Parla il sangue, che non mente. Il capo dell' Unione non parli esclusivamente di futuro. La gente intende conoscere il presente, il programma, nero su bianco, anti-Cavaliere. La forza di comunicazione del professore, il suo DNA, al contrario, non sono quelli del venditore, del cavaliere-bandiera di illusioni, ma di un presunto manager di Stato. Da lui ci si aspetta un messaggio pragmatico da tecnico, non da imbonitore di parrocchia, incapace tra l' altro di sorridere. Infatti, Prodi da Mimun ha insistito troppo con l' omelia "cantalenante" da curato di campagna e ha esagerato con concetti astratti, tipo serietà, onestà, serenità, pulizia, giustizia, progresso. Da Vespa dovrebbe tranquillamente affrontare ogni argomento scottante (non scappare o contrattaccare): il suo rapporto, ad esempio, con la sinistra massimalista che detiene il 12% del suo pacchetto-coalizione (i no-global, gli ultracomunisti, i centri sociali); e faccia capire meglio su quali nuove sintesi governerà (con Luxuria o con Rutelli? Con i garantisti o con Caruso, con i cattolici o con i laici, con la famiglia o con le coppie di fatto pure omosessuali, con i liberali o con gli statalisti, con le missioni di pace o per il ritiro immediato dall' Iraq, per la Tav o contro la Tav?). Venditore di tappeti (l' accusa rivolta a Berlusconi), frequentatore di sedute spiritiche (l' accusa rivolta a Prodi), i due, comunque, non dimentichino una cosa: sono un film già visto. O no?!.

Ermanno Filosa


Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)