Crisi
di Governo
Rebus
continuo,
i numeri al Senato
e i voti ballerini.
di Ermanno
Filosa
27.02.07 - Il
presidente del
Consiglio, Romano
Prodi, sarà
in aula del Senato
per chiedere la
fiducia di Palazzo
Madama. Il voto
è previsto,
in diretta televisiva,
nel tardo pomeriggio
di mercoledì.
Lo ha deciso la
Conferenza dei
capigruppo del
Senato. Il presidente
del Consiglio
Romano Prodi,
dopo le sue comunicazioni
all aula
del Senato, si
recherà
alla Camera. La
seduta di Palazzo
Madama sarà
sospesa e riprenderà
alle 18,30 per
concludersi alle
20,30. Mercoledì
alle 18 in diretta
tv vi sarà
la replica del
premier e le dichiarazioni
di voto; la chiamata
dei senatori per
la fiducia prenderà
il via tra le
20,30 e le 21.
IL
REBUS dei voti
ballerini
«Il
mio voto? Vedremo
domattina a Roma».
Tutti i riflettori
sono puntati su
di lui e, come
nel copione di
un film, il senatore
Luigi Pallaro,
sulla passerella
dell aereo
che sta per portarlo
da Buenos Aires
a Roma, dove spera
di vedere Prodi,
lascia la suspance
sul suo atteggiamento
di mercoledì
in Aula, anche
se al Tg1 dice
di essere orientato
per il sì,
anche se c
è un «però».
L anziano
italo-argentino
tiene l
Unione con il
fiato sospeso
visto che con
il suo voto, oltre
a quello di Marco
Follini, e
contando anche
Franco Turigliatto
tra quelli che
premeranno il
bottone verde,
il governo raggiungerebbe
la fatidica soglia
158: la maggioranza
dei senatori eletti,
e quindi la cosiddetta
maggioranza politica,
cioè quella
che è stata
auspicata dal
presidente della
Repubblica Giorgio
Napolitano,
con la condivisione
dell ex-capo
dello Stato Oscar
Luigi Scalfaro,
e sulla quale
il centrodestra
non transige.
TURIGLIATTO
"deve riflettere".
Nella
maggioranza si
osserva che il
mancato raggiungimento
di quota 158 aprirebbe
un problema di
carattere politico,
ma non istituzionale,
perchè
la mozione di
fiducia sarebbe
comunque approvata.
Nessun problema
politico per il
governo, si dice
sempre dall
Unione, nemmeno
in caso di "pareggio",
con 157 a 157
tra gli "eletti",
visto che un 158/esimo
in favore del
centrosinistra
ci sarebbe, anche
se non può
votare per prassi,
ed è il
presidente
Franco Marini.
Sono 156, al momento,
i voti certi sui
quali il centrosinistra
può contare,
compresi quelli
del leader dell
Idm Marco Follini,
che ha annunciato
che darà
il suo sostegno
a Prodi, e quello
dell ex-Pdci
Ferdinando
Rossi, che
conferma che il
suo voto ci sarà.
Non ha ancora
fatto sapere come
voterà,
ma potrebbe rientrare
anche il senatore
della "Sinistra
Critica"
Franco Turigliatto,
che però
solo domani comunicherà
le sue decisioni,
dopo aver sentito
il discorso di
Romano Prodi.
«La decisione
la prenderò
solo domani -
spiega - perchè
sto ancora riflettendo».
Ma anche se si
dice pronto a
dar battaglia
su Afghanistan
e Tav, aggiunge:
«Non voglio
certo la destra
al governo».
Il suo voto è,
dopo quello di
Pallaro, il più
«ballerino»,
e che quindi rischia
di far mancare
al centrosinistra
lobiettivo
della maggioranza
tra i senatori
eletti, escludendo
cioè i
senatori a vita.
ANDREOTTI
? Voterebbe si.
Oltre
ai 158 voti di
senatori eletti
(se Turigliatto
e Pallaro si pronunciassero
alla fine per
il sì),
il centrosinistra
dovrebbe contare
ai fini del quorum
(162, se tutti
i parlamentari
saranno presenti)
su quattro senatori
a vita: Carlo
Azeglio Ciampi,
Oscar Luigi Scalfaro,
Emilio Colombo
e Rita Levi Montalcini
(che dovrebbe
rientrare per
il voto dagli
Emirati Arabi).
È di oggi,
poi, la notizia
che anche il senatore
a vita Giulio
Andreotti
pigerà
il tasto verde,
visto che «dal
programma sono
scomparse assurdità
come la discontinuità
in politica estera
rispetto a Berlusconi
e i matrimoni
omosessuali».
Al suo voto si
aggiungerebbe
quello di Sergio
Pininfarina,
che si è
detto propenso
per il sì,
ma non sicuro
di poter essere
in Aula
A cura di Ermanno
Filosa
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