Romano
Prodi , il politico
sopravvalutato........
di Ermanno
Filosa
29.01.07
- Nato il 9 agosto
1939 a Scandiano
(Reggio Emilia).
Allievo di Beniamino
Andreatta all'
Università
di Bologna, dopo
la laurea si specializza
presso la London
School of Economics
e diventa incaricato
di economia e
politica industriale.
Nel
1978 diviene ministro
dell' Industria
nel Governo Andreotti
pochi mesi.
Nel
1982 il Governo
gli affida la
presidenza dell'
Iri, il più
grande gruppo
industriale del
Paese, rimane
per sette anni
fino al 1989.
Nel
1996, spuntando
dal nulla, riesce
ad unire una vastissima
coalizione da
Lamberto Dini
a Fausto Bertinotti,
vincere le elezioni
politiche e diventare
Presidente del
Consiglio.
Nel
1998 il suo governo
cade per il mancato
sostegno elettorale
di Rifondazione
Comunista.
Nel
1999 è
Presidente della
Commissione europea.
2006
CAPO DEL GOVERNO
Riflessioni in
libertà.
I maligni affermano
che pronunciare
il nome di Romano
Prodi, significa
annunciare quello
di Ciriaco De
Mita. Non essendo
maligni, ma sempre
propositivi crediamo
nelle facoltà
mentali dell'
attuale Premier.
Della sua carriera
politico-amministrativa,
più amministrativa
che politica,
si ricordano di
continuo il suo
bilancio della
presidenza all'
Iri e l' entrata
nella moneta unica
dell' Italia.
In entrambe i
casi l' enfasi
sulle sue capacità
sono esagerate.
Nella gestione
dell' IRI non
si può
ascrivere alle
qualità
di Prodi l' attivo
di bilancio alla
fine del suo mandato,
ma alla svendita
delle migliori
aziende del Gruppo
e bisogna, per
forza, tirare
in ballo le politiche
dei governi del
paese. Infatti,
Prodi fu collocato
all' IRI anche
per la sua obbedienza
alla dirigenza
della sinistra
democristiana.
Nel secondo caso
l' Italia è
entrata in Europa,
perché
tutti gli italiani
hanno pagato per
entrare...
Riteniamo
Romano Prodi,
il politico più
sopravvalutato
d' Europa, un
buon economista
e nulla più...ed
il nostro miglior
commento è
affidato al professore
stesso
Leggiamo con attenzione
:
Chi
conosce La-politica.net
sa che Romano
Prodi è
ritenuto l' uomo
politico più
sopravvalutato
d' Europa, di
scarse doti intellettive
pure, ma di ottima
pedanteria burocratica
ed amministrativa.
Di
seguito lasciamo
al giudizio del
lettore, il dattiloscritto
e l' audio di
una risposta sulle
politiche energetiche
dell' eventuale
governo di centro-sinistra,
che Romano Prodi
dà ad un
imprenditore al
convegno di Confindustria
del 17/03/06 a
Vicenza.
Download
risposta di Prodi
(913k)
Tasto destro "salva
con nome"
Dattiloscritto
della risposta
di Prodi: "La
politica energetica
nostra, mia, a
breve e a lungo,
a breve qui c'
è poco
da fare siamo
con l' acqua alla
gola, bisogna
diversificare
gli approvvigionamenti
che abbiamo adesso
alla svelta, alla
sveltina, quindi
altri tubi gas,
gas...ah..., liquefatto
da da mettere,
gas liquefatto...oh...eh...che
noi dobbiamo trasformare
in gas e quindi
io ho detto alle
regioni interessate
e che decidano
loro dove, discorso
che ho fatto alla
Regione Puglia
dove il blocco
del gassificatore
di Brindisi era
in comune accordo
fra una provincia
ed un comune di
diverso colore,
quindi non c'
era, c' era proprio
la logica non
voglio la roba
nel mio cortile,
dico benissimo,
la regione Puglia
se andiamo a gua...il
gassificatore
lo fa, poi se
lo volete fare
a Brindisi o a
Taranto o dove
vi pare, questo
lo decidete voi,
ma un gassificatore
lo dovete fare,
cioè il
dialogo con le
regioni e con
gli enti locali
ci deve essere,
perché
se no non si fa
nessuna opera
pubblica in un
paese, ma poi
arriva il momento
della decisione
da parte del governo
e bisogna decidere.
Allora subito
il problema di
non andare sotto
con l' influsso
di nuova energia,
secondo, discorso
di lungo periodo,
continuare la
trasformazione
ammodernizzazione
di centrali, si
guadagna in costi
enormemente, come
voi sapete, è
un processo già
in corso lo dobbiamo
portare a termine.
Un legge d' incentivazione
del risparmio
e d' energia,
io ho fatto quella
delle ristrutturazioni
delle abitazioni
che il governo
attuale ha mantenuto,
perchè
ha avuto un enorme
successo e la
dobbiamo fare
per il risparmio...eh...per
il riscaldamento,
illuminazione
e motori elettrici
in modo da aver
un' incentivazione
al risparmio,
poi, energie alternative,
per quello che
possono valere,
io non ho posto
nel solare dei
grandi livelli,
ma di arrivare
a livello, entro
legislatura, a
livello della
Germania, mi sembra
qualcosa di serio
di utile e che
tralaltro da un
bell' aiuto anche
alla manodopera.
Sul vento l' Italia
può fare
poco...ehh...quel
poco che si può
fare lo si faremo,
lo lo faremo,
ma è...eh...eh...geograficamente
abbastanza inadatta
e poi la trasformazione
delle centrali
a carbone già
decise portarle
avanti con la
mior pericologia
con la raffinatezza
con cui l' Enel
si è impegnata
e, quindi, sorvegliare
questo tipo di
attività.
Sul nucleare..eh...io
faccio quello
che ho ho, la
politica che ho
seguito dell'
Unione europea,
ogni anno io ho
fatto un controllo
sullo stato della
tecnologia se
cevano l' evoluzione
tecnologica o
meno da poter
riassicurare sulla
sicurezza e sulle
scorie, mi è
sempre dato una
risposta lungo
nel tempo, allora
la decisione dell'
Unione è
riprendere la
ricerca sul nucleare,
ma non decidere
alcuna centrale
nucleare adesso.
Questa è
la struttura.
(continuazione
della domanda
da parte dell'
imprenditore sull'
impegno da parte
dell' Unione di
ridurre del 20%
i costi energetici)
Si si perché
con le misure
che ho detto e
con l' effecintizzazione
si arriva a queste
20 per cento in
cinque anni è
una roba realistica,
è una roba
realistica."
Questo
è Romano
Prodi, questa
è la politica
energetica del
centro-sinistra:
il nulla. L' Italia
non può
permettersi di
venire amministrata
da individui senza
carisma, da poteri
occulti, mascherati
da visi paffuti.
Per
fortuna tutto
il bene fatto
in questi cinque
anni resterà
a lungo ed i benefici
si vedranno con
il passare degli
anni anche nella
malaugurata ipotesi
che gli italiani
tolgano la fiducia
a Silvio Berlusconi.
P.S.
Ricordiamo a Prodi
che non bisogna
fare "gassificatori",
ma rigassificatori.
A
cura di Ermanno
Filosa