Sangue
amaro sull' Italia
Il
film di Michele
Soavi tratto
dal romanzo di
Massimo Carlotto,
ex militante di
Lotta continua
si intitola: Arrivederci
amore, ciao.
Esce in Francia.
Ecco le opinioni
della stampa francese
sulla pellicola.
Tiepida l' opinione
di Le Figaro,
che non trova
originale un giallo
che parla "di
nuovo dell' Italia
post Brigate rosse
che ha barattato
i suoi ideali
con la delinquenza".
Per il quotidiano
usare il passaggio
dalla lotta armata
alle rapine per
mostrare che il
paese è
cambiato non è
una novità.
Soprattutto, perché
Soavi tratta la
metafora "in
modo più
semplicistico
e sbrigativo"
di come ha fatto
Michele Placido
in Romanzo criminale.
E conclude: "Un
giallo sì,
ma anche qualcosa
di più,
che strappa il
velo di quest'
Italia di oggi
in pieno smarrimento
e che tira ancora
fuori la pistola
per far regnare
una legge senza
morale e imporre
una forza senza
valori. Una constatazione
tenebrosa e allucinante".
"Ci
sono vari modi
di mostrare quello
che è diventata
oggi l' Italia,
di interrogarsi
sulla sua storia
recente e la sua
evoluzione. Per
farlo Arrivederci
amore, ciao, di
Michele Soavi,
usa la strada
del romanzo di
formazione criminale
a rovescio. Paradossalmente
l' uso dei mezzi
offerti da questo
complicato genere
cinematografico
dà un vigore
più autentico
alla metafora
politica",
scrive Jean-François
Rauger su Le Monde.
"Quello
che si legge dietro
questa storia
brutale è
la trasformazione
recente di un'
Italia dove il
cinismo contemporaneo
è cresciuto
sopra l' ingenuità
politica",
scrive ancora
il quotidiano.
Nella sceneggiatura
e la regia di
Soavi si ritrovano
cose che si erano
perse nel cinema
italiano: "Un
modo un po' teatrale
e stilizzato fino
alla condiscendenza
ma indiscutibilmente
seducente
di mescolare la
sensazione e la
riflessione pura".
"Come un
film poliziesco
può diventare
il riflesso dell'
ingresso in una
nuova fase inquietante
della storia,
dove il caos regna,
protetto dalla
facciata tranquilla
di un ordine costituito?
Tutta la forza
del film di Soavi
è di essere
riuscito a porre
la domanda con
eleganza",
conclude Le Monde.
Libération
non ha apprezzato
questo film, la
cui uscita conferma
"come il
contesto politico
degli anni settanta
ispira i registi
italiani di oggi".
"Anche Soavi",
scrive il quotidiano,
"cerca di
testimoniare l'
influenza degli
anni di piombo
sulla società
italiana contemporanea".
Non solo, "riferimenti
all' attualità
politica sono
abilmente disseminati
in questo racconto
realistico punteggiato
con sequenze al
limite della fantascienza".
Alla fine, conclude
Libération,
"l' allucinante
misto di generi
cuciti di citazioni,
il ritmo che non
rallenta mai,
la colonna sonora
con una canzone
italiana retro.
Io ho l
impressione che
il film di Soavi
è prima
di tutto il ritratto
di un mostro freddo,
una specie di
seducente cinico
che sembra nascondere
un' anima particolarmente
nera. Pericolosa
per la crescita
delle nuove generazioni.
Ma la prima qualità
di questo affresco
del male è
di appesantirsi
sulle determinazioni
psicologiche dell'
inumanità
del suo personaggio.
Un film da non
vedere, non si
perde niente.
Ho visto la cassetta
in TV con grande
fatica e solo
per curiosità
giornalistica.
di
Ermanno Filosa