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Ermanno Filosa

 
 
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La forza del terrore psicologico

SANTO DOMINGO, 25.07.05 - Il Papa, è il Papa: lo sappiamo. Sarà anche infallibile, ma non per questo noi uomini liberi perdiamo il valore del nostro giudizio. Papa Benedetto XVI ha detto che nel mondo non è in corso "uno scontro di civiltà", ma che i responsabili di attentati come quello che il 7 luglio ha ucciso oltre 50 persone a Londra "sono solo piccoli gruppi di fanatici". "Non c' è uno scontro di civiltà, ma solo piccoli gruppi di fanatici", ha detto il Papa ai giornalisti a Les Combes in Val d'Aosta, dove si trova per un periodo di riposo.

Benedetto XVI ha detto inoltre che "il terrorismo è irrazionale", mentre è "importante il dialogo tra le tre religioni che hanno Abramo come padre", riferendosi a Islam, Cristianesimo ed Ebraismo. "Si può solo pregare perché si rafforzi questa volontà che esiste nel mondo ... così forte e visibile", affinché "sia più forte della violenza".

Il giorno stesso degli attentati che hanno ucciso almeno 56 persone nella metropolitana e su un bus londinesi, il Pontefice ha definito le esplosioni "atti barbari contro l' umanità". Durante l' angelus del 10 luglio, ha poi invitato i fedeli a pregare per le vittime e si è rivolto agli attentatori chiedendogli fermarsi "in nome di Dio".

Tutto bene. Però non siamo d’ accordo con una parte del giudizio affermato dal Papa, e cioè che “non è in corso uno scontro di civiltà...”.Dobbiamo pensare che il nostro stimato Benedetto XVI è mal consigliato. La questione terrorismo Islamico è vasta e complessa, è una sfida globale alle sorti della umanità. Dobbiamo analizzare bene quello che abbiamo dinanzi, per non cadere vittime poi della nostra icapacità di guardare con chiarezza le vicende di questi anni. Vediamo.

L' effetto «terrore» puo’ colpire senza l' effetto «morte»: questa è una considerazione ancora più sconcertante, perché mostra lo effetto di massa e collettivo degli attentati. Esso non si misura dal numero delle vittime, ma dalla capacità di terrore generale che l' attentato suscita, non nella sua materiale concretezza, ma nella vasta realtà dello immaginario colletivo. E così possiamo parlare di immaterialità delle terrore; gli attentati recenti di Londra e dell’ Egitto ci fanno riflettere, oltre le apperenti azioni criminali.

Ricordiamo che l' Islam è una religione. Conosce i percorsi per soggiogare lo spirito e la psiche: non solo alleva centinaia di uomini e donne disposte a farsi saltare in aria per uccidere, ma sa anche come indurre l’anima collettiva al terrore praticamente con simboli, con bombe finte; è il massimo del terrore che ci viene inflitto. Ecco manifestarsi la incredibile potenza di chi può prescindere anche dalle vittime, per ottenere l’ effetto programmato: quello di diffondere il terrore, praticamente, con la beffa e la bizzarria, con la rappresentazione dello emblema. Ci appare così chiaro il paradigma classico della guerra psicologica; le accademie militari dedicate alla preparazione di agenti sofisticati lo insegnano già da qualche decennio.

E allora, alla violenza si uniscono la scarsa considerazione, e l' irrisione. La beffa del finto attentato di Londra. Senza morti. Senza macerie. Non basta mostrare che si può ripetere il gesto, ma che si è così potenti e addestrati da ripeterlo” simbolicamnete” come una allegoria, scomparendo nell' ombra. Fortissimo. Blair dice: “qusta volta ci hanno spaventato sul serio....”. E' la guerra psicologica, si mira ad attaccare la mente senza colpire il corpo. Al Liceo ci hanno insegnato che nelle antiche guerre combattuti dai crociati, il terrore delle violenze che i vincitori islamici esercitavano sui conquistati diminuiva la volontà di resistenza dei non islamici, cioè dei cristiani. E' la medesima storia di terrore che si ripete: il mondo dei Cristiani l' ha conosciuta, il razionale e pluriculturale Occidente in questi anni la vivrà e capirà che l' Islam non e’ cambiato: piuttosto vuole conquistare con forme nuove uno spazio nella razionale società occidentale.

Oggi noi sperimentiamo il terrore che i cristiani hanno già conosciuto e la violenza che ovunque l' Islam scatena contro di essi. La multiculturalità è fallita in l' Inghilterra: l' ha più rigorosamente praticata, fino ad accettare di essere la patria dei terroristi !!!. Il fanatismo e l’odio dell’ Islam non possono essere fermati con semplici invocazioni. Dobbiamo prendere atto che stiamo assistendo ad una vera e propria guerra di civiltà: sono in gioco valori di libertà e rispetto della dignità umana. E`in gioco il grande principio della libertà di espressione. La libertà di pensiero e la libertà di organizzazione politica sono minacciate. L’ Islam non conosce la parola perdono: non dimentichiamolo. Rispettiamoci.


Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)