Tremila
azzurri in arrivo
dallestero
DA ROMA, 03.12.06
- .Il pullman
da Berlino è
partito alle sei
di ieri sera,
quello da Colonia
alle dieci, con
breve tappa in
Svizzera dove
ha raccolto un
drappello di italo-ticinesi
vogliosi di manifestare.
Qualcuno si è
mobilitato anche
prima causa distanza
e fuso orario
avverso e sono
gli antiprodiani
di New York, un
piccolo gruppetto
approdato a Roma
in aereo.
In
piazza della Repubblica
sono attesi tremila
italiani residenti
all'estero, furiosi
per i tagli della
finanziaria che
costringono alla
chiusura le sedi
consolari, riducono
pensioni e servizi
sanitari, quasi
azzerano i fondi
destinati alle
comunità
all'estero. Lo
striscione «Azzurri
nel mondo»
(così si
chiamano i club
di Forza Italia
in versione straniera)
è lungo
dieci metri, poi
ci saranno i cartelloni
delle singole
città che
partecipano alla
protesta, quarantuno
da tutto il mondo.
Istanbul, New
York, Francoforte,
Barcellona, Santo
Domingo con Filosa,tanto
per dare il via
all'elenco.
La
passione politica
è stata
riscaldata dal
primo voto della
storia e nonostante
la sonora batosta
dovuta proprio
agli elettori
in trasferta,
gli azzurri nel
mondo sono scatenati.
Salvatore Ferrigno,
parlamentare azzurro
eletto nella circoscrizione
americana, plana
da Philadelphia
e si porta dietro
supporter Usa.
Molti saranno
armati di mortadella
da distribuire
lungo il corteo,
segno che il nomignolo
di Romano Prodi
ha valicato i
confini nazionali.
«Il novantacinque
per cento dei
partecipanti arriva
a proprie spese
e molti portano
con sé
anche la famiglia.
La voglia di manifestare
contro Prodi ha
il vantaggio di
permettere anche
un week end a
Roma» scherza
l'onorevole Massimo
Romagnoli residente
a Atene e eletto
nella circoscrizione
Europa della Camera
per Forza Italia.
Tra
gli italo-stranieri
c'è un
po' di tutto,
a partire da negozianti
e imprenditori,
esattamente come
accade in Italia.
E' arrivato ieri
sera da Sofia
Marco Montecchi,
presidente della
Camera di commercio
italo-bulgara,
in pieno allarme
manovra. Sfilerà
anche Vittorio
Zagaglia, titolare
della più
grande azienda
di autotrasporti
in Europa con
sede a Istanbul.
Gerardo Tanga
importa prodotti
italiani in Germania
e arriva da Wiesbaden,
Fabio Castellani
produce tubi a
Hannover. Non
mancano i professionisti,
come l'avvocato
Melis in arrivo
da Barcellona
e il dottor Adriano
Visconti, che
opera in una finanziaria
londinese.
Come
in tutti i cortei,
c'è il
settore studenti.
«Hanno chiesto
di partecipare
e sono saliti
su treni, aerei
e pullman anche
molti giovani
che studiano nelle
scuole italiane
all'estero e naturalmente
i militanti azzurri
che puntano a
un futuro in politica»
spiega Romagnoli.
Un gruppo di intrepidi
arriva in aereo
da Manchester
e Londra, circa
duecento raggiungono
Roma in treno
da Montecarlo
e dalla Costa
Azzurra, cinquanta
calano da Liegi
e una rappresentanza
si muove da Bruxelles.
Consistente il
gruppo tedesco,
con autobus in
partenza da Francoforte,
Stoccarda, Leverkusen
e Monaco. C'è
anche chi ha deciso
di unirsi al corteo
senza pullman
treni o altri
mezzi speciali.
«Un manifestante
viene a Roma da
Parigi in aereo
da solo»
raccontano gli
organizzatori.
Tremila
non è una
cifra da poco,
anzi è
difficile credere
che tutta questa
gente che non
vive in Italia
si sia sobbarcata
centinaia e centinaia
di chilometri
pur di contestare
la manovra Prodi.
Ma
l'onorevole Romagnoli,
forte di un collegio
elettorale che
va dagli Urali
allo stretto di
Gibilterra, non
è soddisfatto:
«Il tema
della finanziaria
penalizzante è
molto sentito
dagli italiani
all'estero, basti
pensare ai 52
milioni di tagli
che hanno colpito
la Farnesina.
So che non è
una trasferta
facile, ma speravo
che i partecipanti
fossero più
numerosi. Chissà...».
Appuntamento in
piazza Esedra
per il conteggio
finale.
Ermanno Filosa
- Corriere d'Italia
Caraibi