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Ermanno Filosa

 
 
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L' Italia come Troia

Dr. Ermanno Filosa - Mon, 28 Aug 2006 - Non so quante Italie esistano, certamente sono molte e sanno convivere ed alimentare un tremendo errore storico. Sembra che si stia sottilmente affermando, in una forma straordinaria e subdola, il pensiero dei Catari, movimento religioso diffusosi nell’ anno 1.200 in Francia, parte dell' Europa e nell' Italia del Nord ; alla base del movimento vi era il credo del dualismo del Bene e del Male, di tipo manicheo, sentendo molto forte una fede spirituale. E fu inevitabile, quindi, che subito si scontrassero con la prassi della corruzione del mondo in generale, soprattutto per quanto riguardava il lusso del clero cattolico. I Catari disprezzavano la materia, perchè ospitava il Male e predicavano il candido ritorno allo spirito originario del Vangelo. Insomma degli “eretici pazzi”; oggi come i Catari : il cattolicesimo più in voga è quello per cui esiste solo la ” verità della povertà “ dell' altro e per cui la negazione dell' identità cristiana per affermare e accogliere l'identità dell' altro è il massimo della carità. Ecco il clima il cui prospera l’ errore storico che inizia a strangolare l’Italia.

Assistiamo alla politica vista come “compassione”. E si applica, quindi, verso l’ondata di immigrati clandestini un sorta di principio non scritto: “accoglienza.” E quindi appare che lo spessore della carità cristiana vada al di là del rispetto delle leggi, oltre la giustizia: sembra aver detto proprio questo il vescovo ausiliare di Brescia dopo i tre fatti di sangue che hanno inciso profondamente sulla vita bresciana: egli e`un Cataro “ un eretico pazzo”, e non lo sa. Brescia: tre omicidi, uno dei quali motivato come il compimento della legge musulmana. I lunghi capelli neri sciolti attorno al viso sorridente, il suo ritratto ha occupato per giorni le prima pagine dei giornali italiani. In pieno torpore estivo, l'omicidio della giovane pachistana Hina Saleem ha profondamente sconvolto l'Italia e rilanciato il dibattito sull' integrazione degli immigrati. Siccome non tollerava più il suo modo di vivere "all'occidentale" e la sua relazione con un ragazzo italiano, suo padre, Mohammed Saleem, l'ha sgozzata e seppelita nel giardino della sua casa, in provincia di Brescia. Come un cane. Cogliamo il significato: secondo il vescovo di Brescia, novello Cataro, la comunità ecclesiastica bresciana non deve reagire alla violenza, ma considerarla una parte della normalità e quindi convivere placidamente con essa. Ecco il segno di una altra faccia dell' errore: la diffusione di “ una carità sbagliata”.

La carità, in questa concezione, non supera soltanto la giustizia e il rispetto delle leggi, ma li annulla. Sembra, così, che l' altro debba essere più considerato di se stessi, in cui “l' alienazione, dimenticandosi della propia identità culturale-religiosa, è la perfezione cristiana.”. Stupefacente. Milano: venerdì 25 agosto 2006. E' notte, quando i poliziotti raccolgono il racconto di due turiste francesi ventenni che denunciano di essere appena state violentate. E' solo l'ultimo caso di questa estate milanese: appena domenica un'infermiera era stata stuprata, giovedì una giovane rumena ha subito un tentativo di violenza vicino alla stazione Centrale. I responsabili sono sempre immigrati nordafricani: figli della nostra “compassione, accoglienza, carità”.

La compassione e lo spirito di accoglienza, mettono in crisi allora il diritto-dovere di difendere la propria identitá e il rispetto delle leggi? Da che cosa è determinata la moralità dell' atteggiamento e lo spessore della cultura dell'identità del cattolicesimo e dei laici?. Ancora un aspetto dell' errore: non ascolto, non vedo un cattolico autorevole e degno in autentici sentimenti che difenda, in quanto tale, i diritti della Nazione a conservare la sua cultura, la sua convivenza, la sua legalità, come valore cristiano. Ma allora, è già entrata in funzione l’essenza del movimento dei Catari?!. E' mai possibile? Appare che parlare di “amor patrio” significa adesso essere retrogrado, perchè non globalizzati ; e così dobbiamo aprire “ le braccia e i nostri cuori” agli immigrati e agli immigrandi, come se fosse un dovere dell' Italia verso i trenta milioni di africani che dalle regioni subsahariane e dal Corno d' Africa tentano di salire verso il nostro Paese. Questo mondo cattolico non considera l'Italia come una entità che ha diritto di vivere la sua cultura e soprattutto di non avere le sue donne stuprate o i suoi anziani scippati. Occorre ricordare che integrare gli immigrati mussulmani non è un compito facile. Un musulmano non stuprerebbe mai una donna musulmana, ma un miscredente non ha, agli occhi del musulmano, alcun diritto.Eppure si predica di aprire i nostri cuori, mentre i nordafricani aprono le gambe alle nostre donne, alle nostre sorelle. Con il gusto della violenza. Da vigliacchi.

E ancora. Sull' Islam la Chiesa uffialmente tace, nonostante il dramma delle donne cattoliche che sposano musulmani e perdono tutti i loro diritti. La shari'a si pratica in Italia, poligamia compresa, nel silenzio dello Stato.” Sono felice di essere nato Italiano”, concludeva così il suo breve saluto alla comunità italiana presente nella sua residenza l’ Ambasciatore di Santo Domingo, Enrico Guicciardi. Da commuoversi, sinceramente. Una frase che mi ha fatto molto riflettere: ecco, adesso mi sono detto, ho trovato un altro “spirito eletto illuso“ come me. Da “ Italiano felice perchè tale” i fatti che accadono intorno a noi in Italia, mi dicono che non sappiamo difendere la nostra identità culturale e tradizionale. L’ Italia è in preda all’ errore, e corre il pericolo di essere spolpata a poco a poco fino all’osso; si sta consolidando la convinzione del diritto del povero a emigrare nel Paese più ricco, intendendo la ricchezza di questo Paese come “peccato”. E quindi chi pecca deve espiare, alimentando lo spirito di accoglienza. Siamo messi sulla graticola e non lo sappiamo. Qusta non è l’ Italia disegnata da Silvio Berlusconi, Dario Rivolta, Franco Frattini, Scajola, Pera, e Fini e Ferreti. È l’Italia di Prodi e Di Pietro, Luxuria e Pecoraro Scanio. Siamo abbagliati da uno spirito di carità sbagliato, da una compassione di maniera e rituale, da uno spirito di accoglienza che è la sublimazione del “cavallo di Troia”; è iniziata da tempo la volatizazzione dei grandi valori della identità italiana. La sensibilità cattolica ha radici popolari, e forse per questo vi è un punto di convergenza, tra la sensibilità cattolica e la sinistra: e quindi un ampliamento del volume delle ondate di immigrati.” Sono felice di essere nato Italiano”: poco male, essere in questa magnifica illusione insieme ad un Ambasciatore come Guicciaridi, in fondo è una ottima compagnia; ce ne fossero come Lui.

Mi sia lecito sperare che nel 2050, i nostri figli, i nostri nipoti non abbiano a domandarsi, con occhi smarriti, “ma a che cosa si faceva riferimento quando si affermava ”Sono felice di essere nato Italiano”.?! Se così fosse, è probabile che qualcuno risponderà: “Erano alcuni pazzi eretici "

Ermanno Filosa


Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)