Uccisi
due italiani
in Repubblica
Dominicana
SANTO DOMINGO,26.04.06
- La nona edizione
della Feria
Internacional
del Libro, Santo
Domingo 2006,
è stata
inaugurata in
una cerimonia
toccante e fortemente
emotiva dal
Presidente della
Repubblica dominicana
Leonel Fernandez;
si tratta della
giornata culturale
piu importante
del Paese, e
la cerimonia
ha avuto inizio
con un atto
formale nella
sala Edoardo
Brito del Teatro
Nazionale.In
questo clima
di festa
culturale, non
mancano osservatori
nazionali e
internazionali
che mettono
in evidenza
le profonde
contraddizioni
di questo Paese
dei caraibi.
La violenza
provocata, in
verità,
dalla delinquenza
piu spicciola
e ambigua, ha
macchiato di
sangue un avvenimento
social-culturale
di notevole
portata; in
differenti luoghi
del Paese, infatti,
si sono verificati
svariati fatti
di sangue, sintomo
di una crimalità
scatenata. Episodi
che fanno riflettere.
Sono stati uccisi,
tra l
altro, due italiani,
mettendo in
ansia la vasta
comunità
dei residenti
italiani ed
anche gli oltre
130 mila turisti
che annualmente
visitano queste
terre toccate
da quel gran
navigatore che
fu il genovese
Cristoforo Colombo.
I fatti.
Robert Donald,
40 anni, di
nazionalità
italiana e la
sua compagna
dominicana Cecilia
Encarnacion,
30 anni, sono
stati uccisi
da individui
non identificati
a pugnalate
nella loro residenza,
nel municipio
di Monte Plata
al nord dell
isola della
Repubblica Dominicana.
La polizia locale
ancora non sa
dare informazioni
sul movente
e gli autori
del duplice
delitto.
Sconoscuti hanno
ucciso, ancora,
con cinque colpi
di pistola Raffaele
Panariti, di
57 anni, imprenditore
italiano stimato
da tutti e ben
voluto anche
dai dominicani
ivi residenti,
e iscritto all
AIRE; il fatto
di sangue e`
avvenuto a Juan
Dolio, una località
alla moda a
circa 40 chilometri
da Santo Domingo.
La polizia locale
sostiene che
non sono chiari
i motivi del
fatto criminale,
considerato
che i malviventi
non hanno sotratto
denaro o beni
alla vittima.Le
comunità
italiane e europee
residente nella
località
hanno stigmatizzato
l episodio
criminale con
una manifestazione
tipo marcia
silenziosa,
con fascia nera
al braccio,
che ha visto
una vasta partecipazione
oltre che di
italiani, anche
di francesi,
tedeschi, spagnoli
e domenicani,
e la momentanea
chiusura per
protesta di
tutti i locali
pubblici; la
signora Rigamonti,
consigliere
Comites, residente
nella località
teatro dello
omocidio, aveva
già avvisato
l on Visca
presidente del
Comites della
Repubblica Dominicana,
il quale con
sofferto tempismo
aveva partecipato
ad una riunione
assembleare
in Juan Dolio,
assicurando
il piu
incisivo intervento
del Comites
presso le autorità
locali e la
autorità
Consolare italiana.
Una delegazione,
così,
guidata dal
presidente Visca,
unitamente al
presidente della
associazione
Azzurri
nel Mondo-Forza
Italia
Ermanno Filosa
e al delegato
Citm Paolo Dussich,
e al rappresentate
della comunità
italiana di
Juan Dolio lo
stimato imprenditore
turistico Giuliano
Gagliola, è
stata ricevuta
dal Console
Dr. Del Pero
il quale con
una ampia disponibilità
umana e attenta
partecipazione
di ufficio ha
concordato le
iniziative da
avviare per
meglio tutelare
la sicurezza
della comunità
italiana presente
nell isola.
Il presidete
Visca, al margine
dell incontro,
ha dichiarato
tra laltro
che finalmente
per la prima
volta la Comunità
Italiana riesce
ad avviare un
dialogo positivo
con il Consolato
italiano, al
fine di concordare
iniziative per
tutelare la
sicurezza degli
imprenditori
e dei residenti
italiani.Tutti
noi, consiglieri
Comites, siamo
grati al Console
Del Pero..
Non può
sfuggire a chi
scrive, infine,
di mettere in
evidenza le
dichiarazioni
rilasciate,
in relazione
al clima di
violenza che
si vive nel
Paese, da Franklyn
Almeyda, Secretario
de Interior
y Policía
della Repubblica
Dominicana,
quando egli
afferma testualmente:
Habrá
que ver si son
delincuentes
vestidos de
policías
o son policías
haciendo labor
de delincuentes.
Considerazione
drammatica e
triste. La denuncia
di una mescolanza
tra delinquenza
e forze dell
ordine crea
un intreccio
preoccupante
che mette in
crisi, forse
in pericolo,
la sicurezza
democratica
dello Stato
caraibico. Non
vi è
dubbio, si fa
osservare, esiste
una solidarietà
omertosa
tra i ranghi
deviati della
polizia e forze
che si muovono
nell ombra,
possibilmente
la oscura trama
di un disegno
eversivo contro
il Governo Leonel;
si sta mettendo
in atto tra
mille ostacoli,
comunque, una
azione per depurare
e rendere cristallina
l azione
delle forze
dell ordine.
La questione
polizia
assume i connotati
di una vera
e propria emergenza
nazionale. Adesso
il dilemma della
Repubblica Dominicana:
è posibile
aprirsi e andare
incontro al
mondo economico
internazionale
tramite la futura
applicazione
del Trattato
del Libero Commercio,
con una confusione
di ruoli nel
campo della
giustizia e
delle forse
dell ordine?
Dr.
Ermanno Filosa