"Berlusconi
e Prodi : chi
dei due è
un Ufo?
SANTO
DOMINGO, 22.03.06
- Esiste un
rapporto preciso
tra immagine
filmica o televisiva
e l orientamento
politico, e
quindi la decisone
per chi votare.
Tutto dipende
dalla comunicazione
non verbale
che il personaggio
politico-candidato
sa tramettere.
Sono importanti
i concetti,
i programmi,
le idee; è
vero, ma non
basta. È
essenziale,
nella civiltà
della immagine,
la carica emozionale
e la statura
televisiva del
politico-candidato,
del lider, perché
deve coinvolgere
e deve alimentare
i nostri valori,
rafforzando
la nostra identità.
È
difficile essere
un buon candidato
in questa nostra
Epoca. Prodi
appare scialbo,
insicuro; satanicamente
falso, un sorriso
da Mefistofele:
egli rappresenta
nel mito di
Faust lo spirito
vago e sottile
dello intrigo
melmoso e pernicioso,
percepisci nella
sua personalità
la poltiglia
della inespressione:
in questo senso
è un
Ufo, perchè
non sappiamo
riconoscere
con compiutezza
i contorni della
sua meta politica,
la linea del
suo incessare
strategico,
se non la ennunciazione
di un catastrofismo
di maniera.
Non è
chiara la proposta
politica. Non
vi è
dubbio, Prodi
è un
talento nel
mostrare le
non-sincerità,
uno sguardo
subdolo,un sorriso
beffardo: potrebbe
riuscire a suggestionare
ed irritire,
forse ammaliare
ma non a convincere
sulla qualità
della sua linea
e proposta politica.
Berlusconi,
al contrario,
appare creativo
e deciso, forse
troppo sicuro
e pieno di sè,
lottatore tenace,
infaticabile
lavoratore;
a Vicenza ha
dimostrato un
gran carattere,
voglia di parlare
forte e chiaro,con
passione e sincerità,
" fuori
dai denti",
senza la danza
sulle belle
parole da minuetto
prodiano. Berlusconi
è un
supremo talento
del vincitore:
occupa quindi
la nostra sensibilità,
e ci fa sentire
piccoli-piccoli,
forse ci preoccupa,
perchè
non cade mai,
e se cade sembra
che cada sempre
in piedi. Ê
la figura dello
invincibile
per eccellenza,
ci costa il
suo pregio e
valore, e siamo
rapiti per un
momento dai
sospetti piu
vaghi. E forse
vogliamo punirlo
perchè
è troppo
bravo, vogliamo
umanizzare
la sua fantasticca
ricchezza patrimoniale,
la sua voglia
costante
e tenace
di guidare
in eterno
i nostri destini.
Siamo deboli,
e quindi iniziamo
ad avere paura
del vincitore
permanente.
Riflessione:
dobbiamo fare
uno sforzo,
e superare questa
trappola di
carattere social-psicologico
e meditare su
un dato essenziale;
sostenere Berlusconi,
Fini, Casini,
Rivolta, Bossi
e Tremaglia,
comunque il
centrodestra,
è una
scelta di civiltà
perchè
tuteliamo la
nostra libertà:
libertà
di analisi,
di accettare
o rifiutere,
libertà
di mettere sotto
critica e proporre
la riforma dei
sistemi istituzionali
come, ad esempio,
la Giustizia
ad orologia
e la consorteria
del pesce-non-mangia-pesce-
della Carriera
Diplomatica
arroccata nei
meandri della
Farnesiana.
Insomma libertà
di sognare un
mondo migliore,
diverso, lontano
dalle pastoglie
del centralismo
soffocate dello
statalismo.
Libertà
anche di commettere
errori, libertà
dalla paura,
libertà
di esere noi
stessi. Libertà
di piangere
anche
sul latte versato!!!.
La piazza tv
è immensa,
contiene milioni
e milioni di
persone; è
una piazza virtuale,
ma i voti e
le adesioni
devono essere
reali e non
immaginati.
La presenza
della tv, ha
partorito la
comunicazione
politica non
verbale :
la dimensione
di questo tipo
di contatto
con la decisione
dello ascoltatore
che deve essere
persuaso, riguarda
sia laspetto
comunicativo
che valutativo.
Entrano in gioco
la vicinanza
o la distanza
(intese proprio
in senso spaziale
e temporale
e emozionale),
che l
uomo-ascoltatore
stabilisce tra
sé e
levento
politico che
scaturisce dalla
comunicazione
non verbale.
Vicinanza e
distanza non
solo fisica
ma anche emozionale
quindi: vicinanza-mentale
e distanza-immaginativa,
non ingannevole
visione, alterata
rappresentazione
della realtà.
La comunicazione
politica non
verbale,
che va al di
là del
cosiddetto linguaggio
del corpo, dovrebbe
costituire oggetto
di studio per
la psicologia
generale, quella
attenta e senza
tabù
o preconcetti.
La psicologia
senza catene
e pesi da trascinare!.
La dimensione
della comunicazione
politica non
verbale riguarda
sia l' aspetto
valutativo che
quello comunicativo:
e realizzata
dallo analista
politico in
sede di osservazione
quando si tratta,
ad esempio,
di rilevare
dati e fatti
che hanno rilevanza
politico-elettorale.
È un
discorso complesso.
Taluni ritengono
che apparire
in Tv sia solo
una questione
di mezzi. È
un errore, e
si pensa che
a loro manchi
solo la possibilità
di accedere
ai mezzi di
informazione.
Non è
così.
La cosa più
importante,
certo, sono
le idee: il
linguaggio ne
è solo
portatore, serve
a evocarle.
Ma se non sai
usare il linguaggio
giusto, se non
sai comunicarle,
perdi. Il duello
in Tv Berlusconi-Prodi,
in verità,
ci ha trasmesso
un mondo. Il
Cavaliere era
nervoso, incerto?.
No. Scriveva
come un dannato
e, inoltre,
apriva e chiudeva
rettangoli e
figure geometriche
lineari, passando
dai lati per
giungere alla
base. Perché
il suo stile
è pragmatico,
è lo
stile del capo
d'azienda, che
non rotea le
mani, come Prodi,
cercando le
farfalle nello
studio simile
ad una camera
iperbarica,
con colori della
stessa vivacità
dei muri delle
celle di un
gulag rumeno
ai tempi di
Ceausescu; Berlusconi
sa, apre e chiude
i problemi,
fornisce soluzioni,
offre chiavi
di apertura
e chiusura dei
problemi. Il
Pragmatico al
Governo: questo
è il
messaggio. Altro
che debolezza
o, peggio ancora,
nervosismo da
scaricare. Vi
era in lui una
forte tensione,
ma si tratta
dello stress
prima del match,
non dell'isteria
del politico
in difficoltà.
Del Professore
abbiamo capito:
chi guarda la
tv non vota
Prodi perchè
egli è
un Ufo; egli
raffigura il
mistero, il
dramma esistenziale
di chi non sa
parlare ai cittadini,
perchè
ha parlato soltanto
agli oppositori
di professione
che dominano
la sua pseudo-coalizione,
la Dis-Unione
permanente:
sfascio, crisi,
declino, crollo.
Prodi soffre,
vive un intenso
dramma interiore:
è consapevole
che non è
nessuno nella
sua coalizione,
legato com'
è, mani
e piedi alla
sinistra rifondarola
e neo-comunista.
E in ostaggio
del potere di
ricatto da parte
di D'Alema.Veramente
uno scenario
sconfortante,
e un futuro
pieno di incubi
con la minaccia
di un
Giudizio universale
e l avvio
di gironi danteschi.
E già
a Vicenza il
Cavaliere, muovendo
con un attacco
a Corriere,
Stampa, Sole,
Repubblica,
Messaggero,
diceva: «Ci
sono cose inconfessabili,
domandatevi
se non siamo
già in
una situazione
di pericolo
per una vera
e compiuta democrazia.
C' è
qualcosa che
non va quando
i giornali stanno
tutti da una
stessa parte?
E la radio della
Confindustria
tutte le mattine
attacca il governo?
E allora apriamo
gli occhi, per
cortesia!».
Siamo all
inizio in Italia
di un nuovo
carattere della
guerra fredda
politica?.