La
vergogna cambia
nome: si chiama
Fazio!!!
Santo
Domingo, 07.10.05
- : La suonata
della Stampa internazionale
è : "Allarme
per gli scandali
italiani".
"Ormai
praticamente ogni
italiano adulto
ha chiesto ad
Antonio Fazio
di lasciare il
suo incarico alla
Banca d' Italia.
Ma lui resta incollato
alla sua poltrona:
anche se tutti,
dal premier in
giù, chiedono
le sue dimissioni,
anche se nel governo
si aperta per
questo l' ennesima
crisi e anche
se i rappresentanti
dell' opposizione
protestano con
dichiarazioni
che immancabilmente
cominciano con
"In un
paese normale...".
(New York Times)
Il
ritratto della
situazione italiana
pubblicato dal
New York Times
non è proprio
quello di un paese
normale. Il quotidiano
statunitense si
domanda come abbia
fatto Fazio a
resistere al suo
posto, e indica
la complicità
di "fattori
tecnici, culturali
e politici":
l' impossibilità
dell' esecutivo
di allontanare
il governatore,
il sostengo di
importanti rappresentanti
del mondo cattolico,
l' appoggio della
Lega Nord e di
una parte del
mondo finanziario.
La
notizia dell'
iscrizione di
Fazio nel registro
degli indagati
della procura
di Roma non sembra
portare grandi
cambiamenti in
questo scenario.
Il Wall Street
Journal prevede
nuove difficoltà
per il governo
Berlusconi - "che
deve trovare un
modo per convivere
con un governatore
la cui presenza
è diventata
imbarazzante per
il paese"
- ma non si fa
illusioni sulle
dimissioni di
Fazio.
Time definisce
l' Italia "un
paese senza vergogna":
per il settimanale
statunitense il
comportamento
di Fazio è
solo un esempio
di "una mentalità
che è entrata
nella politica
e nel mondo degli
affari nell' ultimo
decennio",
riassumibile nel
motto "reggiti
forte e supera
la tempesta".
L'
apertura del processo
per il crac Parmalat,
il 28 settembre,
aggiunge alle
miserie attuali
il ricordo di
quelle passate.
Quel giorno il
Financial Times
ha aperto con
una grande foto
di Calisto
Tanzi al processo
e il titolo: "Allarme
per gli scandali
italiani".
Sia
Time sia l' Economist
citano il caso
Parmalat come
esempio dell'
inefficienza italiana
nel fare una seria
riforma degli
organi di controllo:
gli investitori
devono ricordare
che "in Italia
le prospettive
di riforma del
sistema dei controlli
in ambito finanziario
sono molto ridotte",
scrive il settimanale
britannico. "La
coalizione di
governo guidata
da Berlusconi
sta andando in
pezzi, e ci sono
poche probabilità
che prenda in
considerazione
la riforma degli
organi di controllo
come piatto forte
nella la campagna
elettorale per
le elezioni del
2006".
Sul
fronte della politica
interna, l' interesse
della stampa straniera
è limitato.
Mentre El Mundo
riferisce lo svantaggio
del centrodestra
nei sondaggi sulle
prossime elezioni,
l' Independent
ironizza sulle
nuove "tendenze
spirituali"
che si sono improvvisamente
manifestate nel
centrosinistra.
A volte penso
che l' Italia
sia diventata
un po' Repubblica
Dominicana.........non
so, forse sbaglio
. O l' errore
è diverso:
la Repubblica
Dominicana ha
imparato........gli
aspetti piu' amari
e deludenti di
una maniera di
fare ammninistrazione
politica in Europa
e in Italia?!.
Siamo proprio
cattivi maestri?.