SI
TEME UN EFFETTO
DOMINO CHE COINVOLGEREBBE
USA E AUSTRALIA.
Voto all' estero
annullato in Canada?
di
Ermanno Filosa
15.03.07 - L'
annuncio formale,
secondo fonti
giornalistiche,
è atteso
a giorni ma il
primo ministro
di Ottawa Stephen
Harper avrebbe
già emesso
il suo parere.
Le dichiarazioni
di Claudio
Lizzola.
Gli Italiani allestero
dovranno costituire
un gran mal di
pancia per lintera
classe politica
italiana. Prodi
incassa la fiducia
senza dire una
parola sugli italiani
che risiedono
nei cinque contineti;
eppure , un senatore
eletto allestero,
il ballerino ricattato
Pallaro è
stato determinante
per Prodi nel
superare la fiducia
al Senato, unitamente
al cinico tumore
Follini. Dai banchi
della Casa della
Libertà
, neanche una
parola sulla questione;
non so,rilanciare
la proposta della
Commissione Bicamerale
formata tra laltro
da tutti i deputati
eletti allestero
ad esempio. Niente.
La contraddizione
è palese.
Si afferma che
gli Italiani all
estero sono una
grande risorsa,
e poi non si sviluppa
una programmazione
per renderli protagonisti,
non di fantasie,
ma per contribuire
a rafforzzare
il Sistema Italia.
La tensione politica,
invece, si muove
fra lesbiche,
froci, transessuali
e drag queen,
che hanno di recente
sfilato per le
strade di Roma
per manifestare
a favore delle
coppie di fatto
- anche quelle
omosessuali -
e di una legge
che le possa tutelare.
Pare che fare
"outing"
faccia moda.
Questi i contrasti
del mondo attuale.
Il difficile equilibrio
tra accoglienza
delle minoranze
e relazioni diplomatiche
con i Paesi di
provenienza è
al centro di un
provvedimento
preso recentemente
dal governo canadese
e che verrà
formalizzato tra
qualche giorno.
Una decisione
ufficiale di Ottawa
che tocca anche
la politica italiana:
lo stop all'elezione
presso rappresentanze
politiche straniere
di cittadini residenti
nel territorio
canadese. La notizia
che qui anticipiamo
è stata
raccolta dal Corriere
Canadese, giornale
online di lingua
italiana, è
riportata nel
numero di venerdì
del settimanale
Diario.
«La
decisione è
arrivata come
un pugno nello
stomaco, anche
se in molti non
negano un sentore
legato a una serie
di episodi, di
conversazioni
negate e di indifferenze
da parte dei due
Paesi che già
nel novembre del
2005 avevano siglato
l'accordo storcendo
il naso»
scrive il settimanale.
Ma il fatto scatenante
sarebbe la possibilità
che comunità
"a rischio"
come quella cinese
e quella indiana
pretendano lo
stesso diritto,
aprendo contenziosi
diplomatici di
difficile soluzione.
Attenzione però,
potrebbero esserci
delle sorprese».
Vale a dire, si
sussura nei corridoi
della diplomazia
mondiale che anche
gli Stati Uniti
e l' Australia
potrebbero seguire
l'esempio Canada
mettendo definitivamente
la parola fine
al voto all' estero.
Molte le reazioni.
Claudio Lizzola,
vive in Canada,e
rappresenta Forza
Italia nel Cgie.
Egli afferma con
rassegnazione
: L'Italia
dovrà cercare
di correre ai
ripari al più
presto cercando
attraverso i suoi
canali diplomatici
di far rivedere
questa decisione
da un lato, dall'altro,
se la decisione
venisse mantenuta,
è chiaro
che l'intero concetto
del voto agli
italiani all'estero
ne riuscirebbe,
per qualche verso,
stravolto.
E poi : il
diritto degli
italiani in Canada
sia tutelato,
secondo, che il
Governo canadese
debba rivedere
la sua posizione,
terzo, qualora
ciò non
avvenisse, dovrà
essere il Governo
italiano a rivedere
il concetto di
rappresentatività
degli italiani
all'estero in
modo congruo con
la nuova realtà.
Ma quale saranno
i contenuti di
questo nuovo concetto
di rappresentatività
degli italiani
all'estero
?. Quali le procedure
per consolidarlo?.
Ermanno Filosa