Il diario digitale italiano dei Caraibi
Le Firme
Ermanno Filosa

 
 
in questo

La burocrazia "Rivoluzionata"!!!

Una rivoluzione per tutti gli uffici d´Italia, e per una volta siamo i primi ad avercela in Europa: niente più file, niente ricevute e stop alla burocrazia. Sto parlando della cosiddetta “posta elettronica certificata”, o raccomandata elettronica: il servizio che permetterà di inviare documenti, in tempo reale, in qualsiasi ora del giorno dal proprio pc di casa o dell´ufficio, collegandosi a una rete telematica. Con il vantaggio di poter conservare sul proprio computer non solo la ricevuta di ricezione, ma anche il documento inviato. Ce n´era necessità? Certo che sì. Perché l´e-mail è diventata già da oggi lo strumento di comunicazione preferito negli uffici, sia per l´invio di documenti che per dare disposizioni o spiegazioni. Ma ovviamente, quando si parla di rapporti interni è facile; quando invece si tratta di rapporti tra aziende diverse – e magari “ufficiali”, come l´ invio di una fattura – la semplice e-mail è uno strumento troppo “labile” e insicuro. Ed ecco allora gli uffici postali riempirsi di segretarie che fanno la fila per spedire raccomandate su raccomandate.

Con la raccomandata elettronica tutto questo finirà. E sarà possibile utilizzare uno strumento finalmente sicuro, affidabile, senza il rischio che il server si “mangi” gli allegati o che un´ e-mail importantissima tardi proprio quando servirebbe che arrivasse prima di subito. Così si renderanno più efficienti e rapide le comunicazioni tra pubbliche amministrazioni centrali e locali, si eviterà qualche spreco e si miglioreranno anche i rapporti tra privati e Pubblica Amministrazione. Senza contare che l´e-mail certificata avrà valore legale (come la normale raccomandata), oltre alla garanzia di riservatezza. Ed è poi anche da considerare l´ aspetto economico: lo Stato risparmierà 7,7 milioni di euro l´ anno, visto che la spesa pubblica dovrebbe passare dagli attuali 8,2 milioni a circa 500.000. Il costo di una lettera tradizionale, ha fatto sapere il ministro Stanca, era per l´ amministrazione addirittura di 20 euro, calcolando le spese di gestione anche per l´ archiviazione dei documenti. Con la posta certificata la spesa supererà di poco 1 euro, mentre il costo netto di una raccomandata passerà da 2,8 euro a 39 centesimi.

Ora, però, si potrebbe fare quindi un passo in più: nei confronti della Pubblica Amministrazione sono gli utenti a dichiarare il proprio indirizzo, e questo mette al riparo dal rischio che qualcuno “faccia il furbo” dichiarando che l´e-mail contenente una fattura da pagare non gli è mai arrivata. Ma la casella elettronica, purtroppo, non si può ancora intendere come indirizzo telematico universale.

E allora si potrebbe dotare i cittadini di un indirizzo mail “certificato”, che li accompagni per tutta la vita come il codice fiscale o la nuova tessera sanitaria. Facendo passare poi da lì tutte le comunicazioni che hanno necessità giuridica di essere “sicure”. Così lo Stato potrebbe utilizzare quell´ indirizzo e-mail anche per assolvere a una serie di obblighi di informazione che oggi garantisce attraverso la normale posta che si riceve nella casella postale. Un´ utopia? Non credo: sono convinto che prima o poi si arriverà anche a questo. In ogni caso, con la raccomandata elettronica ormai si è fatto trenta: possiamo fare anche trentuno.

 

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)