Presidenziali
Usa viste dall'Italia
Le parole
d'ordine dei candidati alla Presidenza,
nell'agone delle primarie
13.03.08
- Nella lunga, faticosissima e dispendiosa
battaglia verso la candidatura per la
Casa Bianca, in campo democratico continua
avvincente la battaglia fra Hillary Clinton
e Barack Obama, quest'ultimo ancor più
in vantaggio di delegati con le recenti
vittorie in Wyoming e Mississippi . Il
messaggio di ringraziamento di Hillary
per la vittoria nel Texas, pubblicato
sul sito ufficiale, non contiene battute
polemiche verso l'avversario del suo stesso
partito. L'immagine la mostra in un locale
immenso, circondata da migliaia di persone
plaudenti, e tutti sono chiamati a sentirsene
partecipi. "La vittoria appartiene
a tutti noi
dobbiamo andare avanti,
dobbiamo essere forti
ed andremo
fino in fondo: "Critical primaries
are approaching and we need your help
in this neck-and-neck race for the nomination."
"Primarie critical - termine che
in questo caso significa difficile e d'importanza
determinante - si avvicinano e abbiamo
bisogno del vostro aiuto in questa gara
testa a testa". Bella l'espressione
"neck- and- neck race",
alla lettera "gara collo a collo".
Le espressioni del ringraziamento sono:
"This victory belongs to all of
us, we are going on, we are going strong,
we are going all the way. Questa vittoria
ci appartiene, andiamo avanti, andiamo
forti, andiamo fino in fondo".
Il messaggio di Barack Obama, invece,
contiene battute polemiche verso Hillary,
unita in questo caso al vero avversario
che è John McCain. Barak Obama
incomincia col dire: " La nostra
campagna è fondata su un movimento
di base (grassroots supporters)
e diversamente dalla Senatrice Clinton
e dal Senatore McCain non abbiamo mai
preso danaro dai lobbisti". Mette
dunque insieme il vero avversario, che
è Mc Cain, con la Clinton, che
comunque appartiene al suo partito. Accusa
poi Hillary d'usare tutte le sue risorse
per sostenere una campagna negativa contro
di lui, che danneggia tutto. Bella l'espressione
coniata per descrivere questo fenomeno:"throw-everything-
including- the kitchen- sink campaign".
In questo caso "una campagna che
butta via tutto, incluso il lavandino
della cucina", un po' come il proverbio
italiano "butta con l'acqua sporca
anche il bambino". C'è da
domandarsi se questa forte rivalità
in seno al partito democratico non sia
legna per il fuoco del vero avversario,
che é McCain. C'è infine
da notare che Barack Obama assicura agli
elettori che continuerà la battaglia
per il suo progetto di cambiamento per
migliorare la vita degli americani, forte
del fatto che i suoi sostenitori hanno
raccolto 55 milioni di dollari nel solo
mese di febbraio, rilevando con legittima
soddisfazione come nessuna campagna per
le primarie presidenziali abbia mai raccolto
tanto in un mese solo.
Ed ecco John Mc Cain, che ha già
guadagnato la nomination dei Repubblicani
(has clinched the Republican nomination".
Il verbo "to clinch"
ha il significato base di concludere,
decidere una questione. Nato in una base
militare americana in Panama, comandata
dal padre, per John McCain c'è
stata a lungo la questione se potesse
o meno correre per la presidenza, dato
che il presidente deve essere "natural-born
American", americano nato in
America, una norma inventata dai padri
fondatori per evitare che a qualche inglese
venisse in mente d'andare a comandare
nelle ex-colonie oltre Atlantico. Da non
confondere questa espressione con "native
American", nativo americano che
si usa per gli indiani, Navajos, Sioux,
Apache etc. Il caso è stato poi
risolto a favore di Mc Cain, perché
le basi militari all'estero sono considerate
territorio americano.
Vediamo ora come McCain ha iniziato la
sua campagna per le presidenziali. Ho
ricevuto dal suo sito un video, con sfumature
di colori e suoni molto dolci e suggestivi.
L'incipit è una solenne citazione
tratta da Teddy Roosevelt: "The
time has come, John Mc Cain is the Man
in the Arena". L'ora è
scoccata, John McCain è l'uomo
nell'arena. Singolare l'uso del termine
"arena", un luogo di battaglie
sanguinose. Segue una citazione d'archivio
con la viva voce di Winston Churchill
che dice in tempo di guerra: "We
shall never surrender ! (Non ci arrenderemo
mai!) . A seguire la voce di Mc Cain:
"Stand up, we are Americans, we
will never surrender, they will!
never
give in, never, never, never
..(In
piedi, siamo americani, non ci arrenderemo
mai, loro lo faranno
mai cedere,
mai, mai, mai). Segue l'elenco delle guerre
da combattere e dei nemici da sconfiggere
per sempre. Poi,venuto a più miti
consigli, McCain aggiunge che il prossimo
presidente deve dichiarare come "lui
o lei", intesi come Barack o Hillary,
intendano arrivare alla più rapida
conclusione possibile delle due guerre
in corso, in Iraq e in Afghanistan (The
swiftest possible conclusion).
Parla anche di leadership, John Mc Cain,
oltre che di battaglie. Afferma che, secondo
lui, la leadership è più
che un'aspirazione: é un grande
senso di responsabilità. E che
il suo sarà un governo saggio e
coraggioso, frutto anche di grande esperienza
politica. Di nuovo, prima di concludere,
una esortazione alla battaglia: "Alzatevi
in piedi con me e combattete per l'America,
la contesa incomincia questa sera. (Stand
up with me and fight for America, the
contest begins tonight), urlata a
piani polmoni. Il discorso termina con
un più pacifico augurio "God
bless you. Dio vi benedica" -
saluto al quale ci ha già abituati
l'attuale presidente Bush - appena sussurrato
da una voce che si spegne.
Questi tre candidati sono molto diversi
l'uno dall'altro. Nuovo e sognatore Obama,
esperta ed impegnata nel sociale Hillary,
per il partito democratico. Battagliero
e coraggioso McCain per il partito repubblicano.
Ma in un aspetto sono proprio uguali tutti
e tre, nella continua richiesta di fondi
per la campagna elettorale. A questo proposito
della Clinton segnalo il conio d'un bel
neologismo: "Hillraisers",
da raisers for Hillary, coloro
che raccolgono fondi per Hillary, diversi
dai semplici contributors.
emedoro@yahoo.it