Le
Presidenziali Usa viste dall'Italia
Aggiornamenti
sulla campagna elettorale dei candidati
03.04.08-
Questa ultima settimana ho ricevuto moltissimo
materiale da tutti e tre i candidati alla
Presidenza, i due democratici e quello
repubblicano. Scelgo di fermarmi un po'
di più sul discorso che Barack
Obama, candidato per il partito democratico,
ha tenuto a Filadelfia sulla razza ed
il razzismo, semplice ed essenziale nell'argomentazione,
ma stimolante e fecondo di spunti di riflessione
anche per noi. Obama incomincia col ripercorrere
la propria storia personale. Figlio di
un keniota e di un'americana bianca, ha
frequentato le migliori scuole americane,
fino alla laurea in giurisprudenza ad
Harvard. Ha sposato un'americana che ha
sangue di schiavi e di padroni di schiavi
- è opportuno ricordare che i farmers,
coltivatori di cotone e tabacco, bianchi,
di solito d'origine nordeuropea, padroni
di schiavi, compravano giovani nere con
cui procreavano figli, schiavi a loro
volta perché di colore, anche se
figli del padrone -, un' eredità
che lui e sua moglie passano alle due
figlie. Obama ha fratelli, sorelle, nipoti
e parenti d'ogni razza e sfumature di
colore, sparsi fra tre continenti, e pensa
che in nessun altro paese del mondo sia
possibile la realizzazione di una storia
del genere, un vero figlio del melting
pot americano. Guardando al futuro, Obama
ritiene necessaria l'unità nel
Paese ed assolutamente superate le dichiarazioni
infuocate sulla discriminazione razziale
del reverendo Wright di Chicago,
perché problemi come due guerre
in atto, la minaccia terroristica ampliata
dalle guerre, i problemi dell'economia
e del sistema sanitario, i cambiamenti
climatici potenzialmente catastrofici,
non hanno colore. Non sono bianchi o neri,
latinoamericani o asiatici, appartengono
a tutti. In nome di tali problemi, gravi
ed impegnativi per tutti, Obama invita
a superare le vecchie polemiche sulla
discriminazione razziale. E' un cambiamento
dal basso in alto, non dall'alto in basso
(not from the top down, but from the
bottom up), per il miglioramento dell'unione
nata duecento anni fa dalla guerra d'indipendenza
americana contro la nobiltà inglese.
Per la sua campagna elettorale, poi, Obama
propone cene con lui e cinque altri commensali
soltanto, sorteggiati fra i contributori
della campagna elettorale, in cui gli
ospiti sono liberi di porre domande e
discuterne le risposte, cosa ben diversa
dalle immense cene per centinaia di persone
offerte per John McCain ed Hillary Rodham
Clinton.
Dal
materiale ricevuto dall'altra candidata
del partito democratico, Hillary Rodham
Clinton, è evidente l'impegno
di tutta la famiglia. Caratteristiche
le parole del marito Bill, che ci fa sapere
che la sua famiglia non abbandonerà
la competizione. A sua volta la figlia
Chelsea invita tutti a partecipare al
concerto che Elton John terrà a
New York il 9 aprile a sostegno della
madre, per cui chiede aiuto e contributi.
Secondo lei, la madre sarà un'ottima
presidente, perché sa bene come
deve essere l'America. Auguriamoci che
questa competizione all'interno del partito
democratico finisca al più presto.
C'è il rischio che i candidati,
ambedue ottimi, si logorino a vicenda.
La
campagna elettorale di John McCain
suscita fantasie ed immagini spettacolari.
Ve lo immaginate un suo comizio al Grand
Canyon, l'immensa cavità, una
specie di catena montuosa rovesciata,
creata in milioni di anni dal fiume Colorado?
I migliori film dell'epopea western, storie
della penetrazione dell'uomo bianco nelle
terre dell'ovest, delle guerre contro
i nativi che le abitavano da millenni,
hanno scene indimenticabili girate in
quell'ambiente che sono parte dell'immaginario
del mondo occidentale. Bene, John McCain,
per la sua campagna farà un giro
in autobus, lo "Straight Talk Express",
negli Stati del sud - Mississipi, Virginia
e Florida - giro che avrà
la sua conclusione in Arizona,
sua terra natale. Fra tutti coloro che
sosterranno la campagna con una donazione
dai 50 dollari in su - in alto non ci
sono limiti! - saranno estratti a sorte
posti sull'autobus per un giorno di campagna
elettorale. L'evento culminante del giro
sarà un comizio al Grand Canyon.
Facile prevedere che sarà un avvenimento
di grande impatto emotivo, con un forte
richiamo ai valori tradizionali fondanti
della confederazione, largamente condivisi
dagli americani. L'invito a partecipare
al tour termina con questa descrizione
del candidato: "
è
veramente un uomo con un'audace visione
della nazione, il solo candidato pronto
a servire come comandante in capo della
Casa Bianca". Bella l'idea
che essere il numero uno della Casa Bianca
è un servizio.
.
emedoro@yahoo.it