I
vincitori del Premio L' Aquila "Zire'
d'oro", intitolato ad Angelo Narducci
I riconoscimenti per il 2007: tra i
premiati Ottaviano Del Turco, Goffredo
Palmerini ed Antonio Centi
05.04.08
- Si è tenuta venerdì 4
aprile all'Aquila, nella stupenda cornice
del teatro San Filippo, la cerimonia di
consegna ai vincitori del Premio L'Aquila
"Zirè d'oro" intitolato
ad Angelo Narducci - direttore storico
del quotidiano cattolico Avvenire,
Parlamentare europeo e poeta -
del quale l'anno prossimo ricorre il venticinquesimo
anniversario della scomparsa. La manifestazione,
giunta alla nona edizione ed organizzata
dall'Istituto di Abruzzesistica e Dialettologia,
ha riguardato le tradizionali due sezioni:
il Premio ai Personaggi dell'Anno
ed il Premio Letterario Nazionale
di poesia e narrativa, in lingua e in
dialetto. Gran pienone per l'evento, ospiti
da tutta Italia, parterre d'eccezione
con le massime autorità civili
della Regione, della Provincia e della
città capoluogo d'Abruzzo.
Lavoro
non lieve per la Giuria, presieduta da
Angelo Paoluzi - successore di
Angelo Narducci alla direzione
del quotidiano della CEI - e composta
da Liliana Biondi, Maria Lenti, Mila Marini,
Gastone Mosci, Mario Narducci, Stefano
Pallotta, Elio Peretti, Raimondo Rossi,
Mario Santucci, Fabio Maria Serpilli e
Mariarita Stefanini, nella indicazione
delle personalità distintesi nel
2007 e nella valutazione delle tante opere
letterarie in concorso. Questo, infine,
il verdetto della Giuria che ha deciso
di attribuire il Premio "Personaggi
dell'Anno" alle seguenti personalità
abruzzesi, nei rispettivi campi: Ottaviano
Del Turco, presidente della Regione
Abruzzo (politica), Vittoriano Esposito
e Carlo De Matteis (saggistica),
Sandro Arduini (arte), Goffredo
Palmerini (rapporti con il mondo dell'emigrazione),
Luciano Ardingo (imprenditoria),
Domenico Marcozzi, Franco Avallone
e Marina Marinucci (giornalismo),
Antonio Centi, presidente regionale
dell'ANCI (istituzioni), Francesco
Rivera (poesia, alla carriera), Maurizio
Zaffiri (sport, rugby), Sigilfredo
Riga, presidente regionale Acli (associazionismo),
Giannettore Rovo (artigianato),
Maria Pia Nolletti (sindacalismo),
Mimmo Evangelista, dirigente della
Scuola Alberghiera, Maria Laura Giuliani,
presidente dell'Università della
Terza Età, Roberto Marotta,
presidente della Fondazione Carispaq,
Suor Maria Felicita Decio, Superiora
dell'Istituto Micarelli (formazione e
solidarietà).
Tra
i riconoscimenti ne segnaliamo tre per
il loro rilievo anche sulle comunità
abruzzesi all'estero. Questa la motivazione
del premio per la politica all'on. Ottaviano
Del Turco, presidente della Regione
Abruzzo: "Per il rigore e la
trasparenza riportati nel massimo Ente
istituzionale abruzzese. In particolare
per avere operato tagli nei settori più
adusi agli sperperi, come molti Consigli
di amministrazione, e per aver posto mano
al riordino della sanità, offrendo
così un'immagine positiva della
nostra Regione". Il conferimento
del premio a Goffredo Palmerini,
componente del Consiglio Regionale Abruzzesi
nel Mondo (Cram), è stato così
motivato: "Per aver interpretato
con competenza e passione il suo ruolo
di consigliere regionale del Cram, tessendo
una fitta rete di rapporti con gli abruzzesi
residenti all'estero, fino a collaborare
attivamente con le testate giornalistiche
delle rispettive località, sia
inviando servizi che riguardano l'Abruzzo,
sia rilanciando in Abruzzo le notizie
che provengono dall'estero. Questo genere
di giornalismo culturale e di servizio,
ha riscosso tale successo che l'autore
ha raccolto in un primo volume le cose
migliori sotto il titolo "Oltre confine",
che è testimonianza pura dell'affetto
che corre tra gli abruzzesi nel mondo".
Infine, la motivazione del riconoscimento
ad Antonio Centi, presidente regionale
dell'Associazione Comuni italiani (Anci):
"Per avere portato nell'organismo
che raggruppa i comuni dell'Abruzzo una
ventata di freschezza propositiva ed operosa,
facendogli raggiungere traguardi di grande
prestigio. Per l'attenzione portata, in
particolare, ai piccoli comuni raccolti
sotto lo slogan "Voler bene all'Italia",
riuscendo ad inserire in questa galleria
carica di suggestione un grande numero
di paesi della nostra regione, pieni di
storia, di arte e di bellezze naturali".
L'opera di Antonio Centi in seno all'Anci
nazionale ha sta dando un contributo importante
nella promozione dell'ambiente abruzzese
nel mondo, verso il quale si indirizza
crescentemente l'interesse di significativi
settori del turismo di qualità.
Il club "Borghi più belli
d'Italia" vanta ormai ben 15
paesi d'Abruzzo (Anversa, Bugnara, Castel
del Monte, Castelli, Civitella del Tronto,
Guardiagrele, Introdacqua, Pacentro, Pescocostanzo,
Pettorano sul Gizio, Pietracamela, Rocca
S. Giovanni, S. Stefano di Sessanio, Scanno
e Tagliacozzo).
Per
la letteratura, questi i premiati, in
ordine di classifica. POESIA IN LINGUA:
Marzia Masiello (L'Aquila), Maria
Grazia Maiorino (Ancona), Germana
Pegoraro (Montebelluna). RACCONTO
IN LINGUA: Daniele Bondi (Modena),
Vittoria Addari Petrucci (Avezzano),
Antonio Chiades (Pieve di Cadore).
POESIA IN DIALETTO: Evandro Ricci (Sulmona),
Sandra Cirani (Genova), Benito
Galilea (Roma). L'evento è
stata condotto da Mario e Franco Narducci.
Il Coro di Tornimparte, diretto dal Maestro
Mario Santucci, ha eseguito brani tradizionali
abruzzesi tra i due tempi della manifestazione.
Interventi di saluto del presidente della
Regione, Ottaviano Del Turco, della
presidente della Provincia, Stefania
Pezzopane e dell'assessore alla Cultura
del Comune dell'Aquila, Anna Maria
Ximenes. L'intera manifestazione è
stata trasmessa in diretta (in streaming
anche all'estero) dall'emittente TVUno
(www.tvunoaq.tv).
Il
Premio, come si diceva, è intitolato
ad Angelo Narducci. Figura di spicco
del giornalismo e della cultura italiana,
scomparso prematuramente nel 1984, era
nato a L'Aquila il 17 agosto 1930. Dopo
le esperienze professionali maturate in
Prospettive Meridionali (1955-1958),
mensile di studi e cultura del Mezzogiorno,
nel settimanale della Democrazia Cristiana
La Discussione (1956-1958),
nel quotidiano della Dc Il Popolo
(1956-1966) ed alla Gazzetta del
Popolo (1966-1968), giornale politico
di Torino, nel 1968 Paolo VI lo
volle nel gruppo fondatore di Avvenire.
Del quotidiano della Conferenza Episcopale
Italiana Angelo Narducci è
stato il direttore più longevo,
dal 19 ottobre 1969 al 30 aprile 1980.
Ne lasciò la direzione solo a seguito
dell'elezione, come indipendente nella
Dc, al Parlamento europeo, alla sua prima
costituzione con voto popolare. Di lui
resta una grande eredità: professionale,
morale e politica. Ma Angelo Narducci,
oltre che per l'impronta del suo giornalismo
nello stile e nel rigore, va anche segnalato
per la sensibilità poetica, come
traspare dalla produzione data alle stampe
o solamente scritta per restare nella
ristretta cerchia degli intimi. Una vita,
la sua, spentasi a soli 54 anni, il 29
aprile 1984. Una testimonianza cristiana
autentica. Negli anni della sua direzione
- e poi in quella dei suoi successori,
in primis con Angelo Paoluzi -
Narducci fece del quotidiano Avvenire,
nello spirito del Concilio Vaticano II,
uno strumento di forte dialogo tra i cattolici
italiani e non solo. Un legame che Egli
costruiva attraverso le sole parole, che
sanno di testamento morale nel tempo arido
che viviamo: "Noi ci ostiniamo
a lavorare come artigiani sulla parola,
perché sia onesta, perché
non tradisca, perché corra, in
qualche modo liberante, sulle labbra e
nasca da coscienze illuminate, severe,
semplici. Non cerchiamo il successo, ma
interlocutori. Quella cosa povera che
sono le parole vogliamo che sia la nostra
grande ricchezza, la grande ricchezza
dell'uomo".
emedoro@yahoo.it