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Le Firme * Emanuela Medoro

LE PRESIDENZIALI AMERICANE VISTE DALL'ITALIA
Il lungo viaggio verso la Casa Bianca: la Corte Suprema, come la vorrebbe John McCain

15.05.08 - Accade che Hillary Clinton, nonostante i deludenti risultati delle ultime votazioni, in Indiana e North Carolina, e nonostante le voci di un suo possibile ritiro, abbia deciso di continuare la sua corsa verso la Casa Bianca, vincendo largamente in West Virginia con il voto della classe media bianca che ha fatto riemergere la questione razziale nei suoi aspetti più critici. Nello stesso tempo mi arriva la lettera di Barack Obama, del 12 maggio, contenente sia il conteggio dei delegati ancora mancanti per la nomina, sia i conti delle spese per la campagna elettorale. Lasciando da parte queste ultime, che riguardano solo l'elettorato democratico americano, riporto il conteggio dei delegati. Obama dichiara di aver bisogno ancora di 169 delegati, il 36% dei rimanenti, per arrivare alla maggioranza richiesta per la nomina. Inoltre, sempre alla data del 12 maggio, 281 superdelegati, ovvero i rappresentanti più autorevoli del suo partito, si erano impegnati a votarlo. Oggi, dopo la vittoria della Clinton, rimane nel limbo del "quasi nominato", come titola il New York Times on-line di poche ore fa.

Intanto John McCain, candidato già certo del partito repubblicano, produce il suo programma elettorale, capitolo per capitolo, con lettere circolari titolate "Dalla scrivania di John McCain": prima quella sulla sua vita e sulla prigionia in Nord Vietnam, poi sull'idea di leadership, quindi sulla guerra in Iraq e sulla sanità. La newsletter più recente parla del futuro della Corte Suprema Usa. Segnala che durante il prossimo turno presidenziale si faranno almeno due posti liberi nella Corte Suprema e che la nomina dei giudici è compito del Presidente. Sottolinea poi l'importanza anche di un solo voto in quella sede e che argomenti di fondamentale importanza - come i diritti degli Stati, l'aborto, il Secondo Emendamento e la libertà di religione - sono stati decisi con un solo voto di maggioranza, 5 a 4.
Quindi McCain dichiara che, come Presidente, opererà perché siano nominati solo quei giudici che interpretano strettamente la Costituzione, consapevoli del fatto che il loro ruolo è solo quello di applicare fedelmente la legge scritta e non di imporre la loro volontà per mezzo del loro intervento. Invece, se sarà eletto uno dei suoi rivali democratici, si può essere certi che le nomine saranno per giudici che fanno la legge, incuranti della volontà popolare.

Dice ancora, McCain, di aver operato già in passato per favorire la nomina e la conferma di due giudici della Corte Suprema, Chief Justice John Roberts e Samuel Alito, i quali hanno entrambe dimostrato di essere degni della fiducia popolare, perché ritengono loro unica responsabilità l'applicazione della legge fatta dai rappresentanti eletti dal popolo. Essi, dunque, sono giudici di cui ci si può fidare per il rispetto dei voleri del popolo, i cui diritti previsti nelle leggi e le cui proprietà essi hanno giurato di difendere. Se invece sarà eletto Presidente uno dei democratici, quello nominerà giudici attivisti che dal loro seggio faranno le leggi, invece di applicarle. Conclude affermando che l'America ha bisogno di un leader il quale riconosca che è compito del popolo e degli Stati decidere che cosa è meglio per il Paese, non certo delle Corti e dei giudici.

Per chiudere con argomenti più leggeri, cito la lettera inviata dalla moglie di John McCain, Cindy, in occasione della Festa della mamma dove parla dei figli numerosi e del loro futuro, che lei vede sicuro solo se il marito diverrà Presidente. Acclude quindi un video con un dialogo tra John e la madre, Roberta, felicemente in vita all'età di 96 anni. Infine, sempre a scopo di raccogliere fondi, viene data notizia dell'apertura di un nuovo reparto aggiunto al negozio on-line, per la vendita di magliette e berretti ecologici (ecofriendly).

emedoro@yahoo.it


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Emanuela Medoro

E' nata il 29 novembre 1940 a L'Aquila, dove risiede. Compiuti gli studi classici, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere (Inglese) con una tesi su Joseph Conrad.

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