Le
Firme * Emanuela
Medoro
La
politica estera di John McCain, secondo
Rick Davis, dirigente della sua campagna
elettorale.
22.05.08
- Dalla scrivania di Rick Davis, dirigente
della campana elettorale di John McCain,
candidato del partito repubblicano alle
prossime presidenziali americane, arriva
un lettera circolare con data 20 maggio
2008 avente per oggetto la parola reckless,
ovvero sconsiderato, irresponsabile. Leggendo
la prima riga della lettera apprendiamo
che l'irresponsabile in questione è
Barack Obama, considerato tale per le
sue dichiarazioni in politica estera.
Infatti il senatore Obama ha manifestato
il proposito di incontrare direttamente
il presidente dell'Iran, Ahmadinejad,
per discutere il programma nucleare. Rick
Davis scrive che la gonfia retorica non
convincerà l'Iran a rinunciare
al suo programma nucleare, e che è
semplicemente sconsiderato per il presidente
degli USA accettare un incontro diretto
con il leader dell'Iran, il più
grande stato al mondo sostenitore del
terrorismo, perché questo renderebbe
legittimo un regime che vuole l'estinzione
dello stato d'Israele e che è responsabile
della morte di tanti americani.
E, sempre secondo Rick Davis, il senatore
Obama vorrebbe anche incontrare, senza
condizioni, i capi di regimi oppressivi
come quello di Cuba, dove il regime dei
Castro, prima Fidel ed oggi il fratello
Raul, pone forti limiti alle libertà
di espressione, associazione, assemblea,
movimento e parola. Inoltre questo regime
manifesta continuamente odio contro gli
USA, e tuttavia il senatore Obama vorrebbe
tenere incontri senza condizioni. Sarebbe
bello un mondo senza nemici, ma non è
quello in cui viviamo, e fino a che Obama
non accetta questo punto, è lecito
mettere in dubbio le sue capacità
di giudizio e la sua determinazione a
mantenere la sicurezza in USA.
Lo stesso dubbio emerge per le sue posizioni
sulla guerra in Iraq. Se fosse eletto,
infatti, il senatore Obama ritirerebbe
subito le truppe dall'Iraq, senza tener
presente la situazione di quello stato
ed il parere dei capi dell'esercito. Francamente,
aggiunge R. Davis, è una posizione
irresponsabile che di nuovo mette in discussione
le capacità di Obama ad essere
il comandante in capo degli USA. La ritirata
prematura dall'Iraq farebbe sopravvivere
AlQaeda, provocherebbe tensioni e genocidi
e destabilizzazione nell'intera regione.
Inoltre l'Iran considererebbe il ritiro
come una sconfitta americana e pertanto
crescerebbe troppo la sua influenza in
Medio Oriente. Tuttocciò trascinerebbe
gli USA in una guerra più ampia
e difficile, con gravi e pericolose conseguenze
per il futuro.
John McCain crede che l'America abbia
sì bisogno di cambiamenti, ma tali
che non favoriscano Hamas, che non siano
una resa in Iraq, e che non siano incontri
senza condizioni con il presidente dell'Iran.
Tutto questo da parte di John McCain e
Rick Davis, in attesa di risposta da parte
del candidato certo del partito democratico
per le prossime elezioni presidenziali
USA.
emedoro@yahoo.it
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E'
nata il 29 novembre 1940 a L'Aquila, dove risiede.
Compiuti gli studi classici, si è laureata
in Lingue e Letterature Straniere (Inglese) con
una tesi su Joseph Conrad.
Curriculum
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