Le
Firme * Emanuela
Medoro
LE
PRESIDENZIALI AMERICANE VISTE DALL'ITALIA
Barack
Obama e la raccolta di fondi per la campagna
elettorale
26.06.08
- I più recenti interventi firmati
da Barack Obama, candidato del Partito
Democratico alle prossime elezioni presidenziali
USA, o da David Plouffe, direttore
della sua campagna elettorale, presentano
ripetutamente l'espressione broken system,
riferito all'attuale sistema politico americano
ed alla politica di Washington. Vari sono
i significati per l'aggettivo broken:
rotto, danneggiato, rovinato, ferito, indebolito
da malattie. Dalla lettura dell'intero testo,
dedicato all'organizzazione della campagna
elettorale, l'equivalente italiano di quella
frase è "sistema politico
rovinato". Ad esempio e sostegno
di questa definizione del sistema politico
sono citati John McCain, candidato
del Partito Repubblicano, ed il presidente
uscente G.W. Bush. Apprendiamo da
queste note che John McCain, il Republican
National Committee ed i loro alleati
organizzati in 527 gruppi, raccolgono e
spendono contributi illimitati, usano questo
sistema rovinato per raccogliere la maggior
quantità di danaro possibile. Ed
hanno effettivamente raccolto e speso cifre
stellari.
In risposta a tutto questo, Barack Obama
ed il suo gruppo di sostenitori e consiglieri,
hanno preso una decisione nuova, senza precedenti:
rinunciare al danaro pubblico, ovvero a
quello proveniente dalle tasche dei contribuenti
per la campagna elettorale, e rivolgersi,
invece, soltanto a sostenitori e simpatizzanti.
Questa decisione aggiunge una caratteristica
particolare a quello che finora è
stato soltanto un movimento di base a sostegno
della candidatura di Obama e lo fa diventare
un movimento per l'indipendenza da un sistema
politico logoro e corrotto. Lo slogan in
inglese dice: "Independence from
a broken system", seguito da un
invito ai sostenitori: sostieni la prima
elezione presidenziale veramente fondata
sulla gente. Per ora fissano un certo obiettivo
per la raccolta di fondi entro la storica
data del 4 luglio, giorno che ricorda e
celebra la dichiarazione d'indipendenza
americana dalla corona inglese.
I sostenitori e simpatizzanti ricevono una
promessa solenne: "As a president
I will work to fit this broken system"
(Come presidente lavorerò per mettere
a posto, riparare, questo sistema rovinato).
Mancano in questi testi indicazioni o elenchi
di provvedimenti specifici per raggiungere
lo scopo. Dunque, finora siamo solo al fortissimo
impatto emotivo delle parole, dell'oratoria
che promette un rinnovamento ed un cambiamento
possibile, Change, yes, we can, particolarmente
forte in zone poco popolate, come North
Dakota, Montana ed Alaska, luoghi dimenticati
da sempre, che solo ora acquistano cruciale
importanza, a causa della presenza di questo
movimento di base a favore di Barack Obama.
Si ha l'impressione che il fenomeno Obama
per ora sia un bell'esempio di politica
spettacolo, tutta fondata sull'incantesimo
di parole che promettono cambiamenti radicali
del sistema a gente da sempre estranea ad
ogni partecipazione politica e che per la
prima volta sta vivendo questa esperienza.
Politica spettacolo fondata anche sull'aspetto
dei protagonisti, da stelle di Hollywood.
Ambedue, lui e sua moglie Michelle, esibiscono
linea invidiabile, da top model, testa alta
e sorriso accattivante, stile impeccabile,
disinvolto, linee sobrie nel vestire, colori
tenui, sfumature e non contrasti. Donatella
Versace, in una recente intervista,
ha dichiarato che le piacerebbe tanto vestire
Barack Obama.
Novembre è ancora lontano. Vincerà
la politica delle emozioni, delle belle
parole, degli slogan, della promessa di
cambiamenti radicali, del coinvolgimento
nella politica di gente finora ad essa estranea?
O invece vincerà la politica più
tradizionale, quella dei provvedimenti elencati
con cura, materia per materia, che promettono
sicurezza, prosperità e cambiamenti
nel rispetto della tradizione? Solo qualche
mese di pazienza per la risposta.
emedoro@gmail.com
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E'
nata il 29 novembre 1940 a L'Aquila, dove risiede.
Compiuti gli studi classici, si è laureata
in Lingue e Letterature Straniere (Inglese) con
una tesi su Joseph Conrad.
Curriculum
emedoro@gmail.com
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