LE
PRESIDENZIALI AMERICANE VISTE DALL'ITALIA
Una
questione di stile
26.08.08
- Tante notizie si affollano in questa
settimana di convention democratica, a
Denver. Mi concentro su alcuni punti salienti
ed incomincio con un episodio narrato
su un comunicato online di "Obama
for America".
Ad un giornalista che gli chiedeva quante
case ha, McCain, confuso, ha chiesto di
rivolgersi al suo staff. Non solo ha problemi
nel tenere il conto delle sue case, ma
considerando i prezzi del petrolio alle
stelle, la crisi dei mutui, e milioni
di persone senza assistenza medica, dice
che l'economia è forte. Inoltre
McCain ha detto che uno che guadagna meno
di 5 milioni di dollari l'anno non può
considerarsi ricco. Come può rendersi
conto dei problemi della classe media?
Obama si concentra in uno sforzo per recuperare
i voti di quel 15% di classe media bianca
tradizionalmente appartenente al partito
democratico che a suo tempo ha votato
per Hillary, e che nei sondaggi risulta
voler votare per McCain. Dunque, all'interno
del suo Progetto per il Cambiamento (Blueprint
for Change), che chiunque può consultare
online, presenta un piano per tagliare
le tasse delle famiglie delle classi medie
di 1000 dollari l'anno ed offre agli studenti
universitari che fanno volontariato nelle
comunità uno sconto di 4.000 dollari
delle tasse annuali. Inoltre Obama vuole
che i salari minimi salgano secondo il
tasso d'inflazione reale, mentre McCain
ha votato 19 volte contro gli aumenti
dei salari minimi.
Un altro comunicato online diffuso da
John McCain, all'indomani del Saddleback
Civil Forum, dell'incontro/scontro televisivo
dei due candidati, racconta che John McCain
ha dato risposte franche, chiare, sicure
su tutti gli argomenti proposti, nelle
migliori tradizioni del partito repubblicano.
È stato pragmatico, conservatore
e dei valori di libertà dei padri
fondatori degli USA, e dei valori della
sua famiglia, di tradizioni militari risalenti
al tempo di George Washington. Lo stesso
comunicato afferma che, nel corso dell'incontro,
Obama ha dato, invece, delle risposte
vaghe ed imprecise, dunque poco affidabili.
Merita un commento quest'affermazione.
Quest'uomo di colore, il nonno pastore
nella savana del Kenia, il padre nero
trasferitosi e laureatosi negli USA, la
madre americana bianca, descritto da Mario
Cuomo come dotato di una intelligenza
non comune, per primo nella storia degli
USA sfida la oligarchia dominante wasp,
bianca, anglosassone e protestante, ed
usa, semplicemente, un modo di esprimersi
diverso, onirico e suggestivo, perché
diverse sono la sua cultura, la sua formazione
e la sua sensibilità.
Profondamente americano, famiglia impeccabile,
moglie professionista e due figlie, è
un figlio del melting pot, dell'America
dell'emigrazione recente, di gente che
ci arriva piena di speranza per una vita
migliore per sé e per i suoi figli.
Come Arturo Bandini, il personaggio di
John Fante che ringrazia il padre per
averlo fatto nascere in America anziché
in Abruzzo a Torricella Peligna, anch'egli,
a modo suo, sta ringraziando il padre
per averlo fatto nascere in America, anziché
in un villaggio del Kenia.
Ripropone così il sogno di un'America
migliore che fu di John Kennedy e Martin
Luther King. Il sogno di un'America dove
finalmente cadano le mura di cristallo,
durissime, invisibili e finora infrangibili,
che dividono gli appartenenti alle diverse
etnie.
Ted Kennedy, il vecchio leone del partito
democratico, presente alla convention
di Denver nonostante sia gravemente malato,
con poche e semplici parole che hanno
commosso le migliaia di persone presenti,
ha voluto indicare Barack Obama come l'unico
vero erede di John Kennedy, in una sorta
di testamento che indica il futuro politico
del partito democratico americano.
Il prescelto per la vicepresidenza, il
senatore Joe Biden, bianco, cattolico,
occhi chiari, (elemento di grande rilevanza,
in una elezione in cui etnia e colore
della pelle valgono più di tante
promesse), esperto di politica estera,
compensa un punto debole di Obama, ritenuto
poco preparato in politica estera. Come
cattolico, inoltre, Joe Biden è
rassicurante per la massa di milioni di
americani di origine ispanica, anch'essi
determinanti in queste elezioni. Straordinarie,
proprio per la mossa del partito democratico,
che ha lanciato due candidati nuovi, una
donna bianca e bionda ed un uomo nero.
La sfida tra loro due ha provocato fratture
all'interno del partito democratico, da
superare, subito, ci sono solo due mesi
di tempo per farlo.
emedoro@gmail.com