LE
PRESIDENZIALI AMERICANE VISTE DALL'ITALIA
La guerra
dei video
19.09.08
- Negli Usa un mese prima del giorno delle
votazioni, martedì 4 novembre,
scadono i termini per la inclusione nelle
liste elettorali, fatta su richiesta dell'interessato,
su presentazione di un documento d'identità.
Sembra facile, ma di fatto questo è
una barriera insormontabile per quelli
che sono ostacolati dalla mancanza di
istruzione in lingua inglese, mezzo che
consente l'accesso ai media americani
ed al web.
Fra questi gruppi svantaggiati ci sono
anche gli anziani di origine italiana,
che di fatto sono esclusi da una piena
partecipazione alla vita civile e politica
per mancanza d'istruzione appropriata.
Ci sono partiti minori (Constitution Party,
Green Party, Independent American Party,
Libertarian Party), ma due sono i grandi,
il partito democratico e quello repubblicano,
fra questi si svolge la battaglia per
l'accaparramento dei voti, fino all'ultimo,
per cui continue sono le richieste di
fondi da ambo le parti.
Caratteristico un video online per la
raccolta di fondi pro Sarah Palin intitolato
Combatti gli attacchi (fight the attacks),
la prima immagine è una incontaminata
distesa di ghiacci con tre lupi in atteggiamento
di attacco, una paesaggio dell'Alaska,
seguito da immagini di incontri e comizi
della coppia McCain Palin.
La produzione delle campagne elettorali
prende forma dalla cultura e dai sentimenti
del pubblico cui è diretta, in
questo caso c'è da chiedersi come
può una distesa di ghiacci rappresentare
l'ambiente della battaglia elettorale
in corso. Immediato il confronto con le
folle variopinte ed entusiaste dei comizi
di Obama, il bianco è forse quello
dei wasps, protestanti anglosassoni bianchi,
per la prima volta nella storia americana
messo a serio rischio dall'uomo nero?
L'appello è per raccogliere danaro,
tanto, come consentito dalle leggi, per
il partito repubblicano che prende anche
i fondi pubblici per la campagna elettorale,
per combattere attacchi da loro definiti
fuorvianti ed offensivi (misleading and
shameful), perché loro sempre mettono
l'America innanzi a tutto. America first,
è il loro slogan.
Un po' diverso un video messo in giro
da Obama for America, a proposito dell'attacco
da parte repubblicana sul punto fondamentale
della campagna elettorale di Obama, secondo
cui, gente del tutto ordinaria, portata
alle urne per la prima volta, può
acquistare un ruolo nel processo politico,
cambiare il modo di fare politica, cambiare,
insomma, il corso della storia.
E' per questo che online si vede un video
che mostra tante strade americane, lunghissime,
ondulate, estese all'infinito, in paesaggi
di maestosa bellezza, illuminati dai caldi
colori della natura nelle varie stagioni,
e su queste e nei centri abitati si vedono
delle persone, assolutamente normali,
come noi, che mostrano un cartello "hope",
speranza, oppure "change",cambiamento.
E' un appello per un mondo meno egoista
e più solidale, con l'assistenza
malattia e l'istruzione pubblica per tutti.
Non dimentichiamo che durante l'amministrazione
Bush, di cui quella di McCain sarebbe
il seguito, 47 milioni di americani, non
hanno avuto nessuna forma di assistenza
malattia.
Esaurito il rimbalzo dovuto ai congressi
di partito, la rilevazione Gallup del
17 settembre sulle previsioni di voto,
indica Obama in leggero,insignificante
vantaggio su McCain. Nello stesso tempo
circola sul web una lettera firmata Bill
Clinton che, insieme ad Hillary, invita
caldamente a votare Obama superando tutte
le forti ed ancora non sanate divisioni
interne del partito democratico, nate
durante la troppo lunga competizione delle
primarie.
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