LE
PRESIDENZIALI AMERICANE VISTE DALL'ITALIA
La tempesta
09.10.08
- Purtroppo non la tempesta sognante e
simbolica di W. Shakespeare, ma quella
molto più concreta americana, tamponata
con il maxi intervento statale di 850
miliardi di dollari, il più grande
intervento pubblico nel mondo della finanza
e delle banche dalle origini del capitalismo.
Ed è già stato calcolato
che non basteranno, ce ne vorranno tanti
altri.
I disastri come i trionfi sono figli di
tutti, e non dimentichiamo che prima Ronald
Reagan e poi Bill Clinton ci hanno dato
insieme un bel periodo di crescita. La
presidenza Bush con le guerre al terrorismo
ha lentamente cambiato la situazione,
ed ora è al termine. Pertanto il
clamoroso crack ha scatenato una serie
di attacchi personali, accuse ciniche
e violente e rivendicazioni, che suonano
come un si salvi chi può, tristissimo.
Il tutto fatto, come al solito, anche
con video ed email.
Cominciamo da parte repubblicana, riporto,
tradotto alla lettera, un passo di una
email firmata Sarah Palin: Il senatore
Obama ed i suoi amici dell'estrema sinistra
dicono sempre una cosa e ne fanno un'altra.
Dicono che danno il loro sostegno alle
truppe, ma con una giravolta votano per
togliere i fondi ai nostri uomini e donne
in uniforme. Dicono di tagliare le tasse,
e con un'altra giravolta, votano per l'aumento.
Dicono di essere per l'indipendenza energetica,
ma non vogliono sostenere le trivellazioni
in territori nuovi. E' chiaro che non
possiamo fidarci di loro.
Segue la richiesta di contributi per le
spese della campagna elettorale, da 25
a 2000 dollari.
L'attacco più duro di Obama invece
riguarda lo scandalo Keating, fine anni
'80 primi anni '90, questo testo è
corredato da un documentario di un quarto
d'ora. Fu il fallimento della Lincoln
Savings and Loan, una delle più
grandi del paese, che costò al
governo americano, ed in definitiva al
contribuente, 124 miliardi di dollari
per salvare i risparmiatori. In quell'occasione
McCain finì difronte al comitato
etico del senato che giudicò sconsiderata
la sua posizione in difesa di Charles
Keating, il quale finì poi in prigione
per la bancarotta fraudolenta della sua
banca californiana. Segue un parallelo
con la situazione odierna.
Come questa mattina riporta Rainews, l'incontro
scontro di Nashville del 7 ottobre ha
mostrato McCain stanco e nervoso, Obama
più aggressivo, ambedue hanno risposto
alle domande del pubblico ribadendo tutti
i punti chiave del loro programma. McCain
ha accusato Obama di voler aumentare le
tasse, ed ha promesso riforme per l'energia,
assistenza sanitaria e sicurezza sociale.
A sua volta Obama ha ribadito che il suo
piano farà pagare meno tasse al
95% degli americani ed ha indicato le
sue priorità: al primo posto l'energia,
favorendo l'indipendenza dal Medio Oriente,
poi riforma dell'assistenza sanitaria
e dell'istruzione. Scontate le reciproche
accuse in politica estera.
Il sondaggio Gallup del 7 ottobre dà
a McCain il 42% delle preferenze, il 51%
ad Obama, con una crescita costante di
giorno in giorno dalla fine di settembre,
dato confermato, sia pure con variazioni
delle proporzioni, da altri istituti di
ricerca. Si aspettava una rimonta repubblicana
con questo incontro, ma finora sembra
che non ci sia stata. C'è meno
di un mese perché possa realizzarsi.
Aspettiamoci dunque una raffica di nuovi
colpi di scena, sorprese, attacchi e contrattacchi.
Certo è che considerati tutti i
problemi economici ed internazionali che
il nuovo presidente, chiunque esso sia,
eredita da otto anni di presidenza Bush
ci vorranno talenti, intelletto e temperamento
veramente eccellenti, superiori, per cambiare
il paese ed il mondo e portarli in una
direzione migliore.
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