LE
PRESIDENZIALI AMERICANE VISTE DALL'ITALIA
Non
mi tassate
22.10.08
- Lo scontro politico fra la oligarchia
conservatrice wasp, bianca, anglosassone
e protestante ed il multiculturalismo
della società futura sta avvenendo
all'interno di una tempesta economica
e finanziaria di portata storica, che
oltre a costituirne lo sfondo può
influenzare il risultato finale.
Intanto la campagna elettorale, lunghissima,
segna i suoi ultimi passi con qualche
resoconto in cifre.
I primi vengono da David Plouffe, uno
dei dirigenti della campagna di Obama
e riguardano i contributi per la campagna
elettorale. Ricordiamo che Obama a giugno
rinunciò ai contributi federali.
Nel mese di settembre, dunque, la media
dei contributi è stata di 86 dollari
a persona, per 3.100.000 contribuenti.
Segue l'elenco delle professioni dei contribuenti,
da cui emerge una larga partecipazione
della classe media: artisti, insegnanti,
lavoratori, impresari, medici, veterinari,
farmacisti, militari, lavoratori del sociale,
impiegati, studenti, elettricisti. I maggiori
contributi sono arrivati da pensionati
e studenti, i primi perché si sentono
troppo sacrificati dalla precedente amministrazione,
i secondi sentono più forte la
speranza di un cambiamento.
Tanti tipi di lavoro da classe media sono
elencati nel resoconto dei democratici,
manca però l'idraulico, perchè
Joe the plumber, più o meno Beppe
lo stagnino, fu una bella invenzione di
J.McCain, che manda un bel messaggio scritto,
"I am Joe the plumber, don't tax
me for working hard". Beppe lo
stagnino sono io, non mi tassate perché
lavoro sul serio".
Joe the plumber chiese a Obama perchè
lo voleva punire per il suo lavoro, ebbe
questa risposta, "Quando si diffonde
la ricchezza (when you spread the wealth
around), è un bene per tutti."
quindi, secondo McCain gli americani dovranno
scegliere fra chi vuole compensare il
duro lavoro e chi, invece, vuole diffondere
la ricchezza. La diffusione della ricchezza
per mezzo di un' equa tassazione deve
essere, secondo lui, proprio il peccato
capitale del mondo.
Ed ecco ora Sarah Palin, che incalza forte
a proposito dell'affare ACORN, gruppo
di sinistra sotto inchiesta per frode
nella registrazione di nuovi elettori.
Ricordo che negli USA si diventa elettori
su domanda.
Quest'anno risultano iscritti nelle liste
elettorali 9 milioni di nuovi elettori.
Queste nuove liste sono dunque oggetto
di contestazioni e ricorsi, cosa che fa
prevedere chissà quali lungaggini
e discussioni per i risultati finali.
Poi ho casualmente pescato online uno
slogan, "tornatene in Africa terrorista
rosso", testo di una telefonata
registrata (phone robocall) trasmessa
agli elettori incerti. Questo slogan la
dice lunga sulla cultura dei destinatari,
chiaramente una fascia della popolazione
poco istruita e dai gusti sempliciotti
per non dire rozzi, e la dice lunga anche
sulla cultura dell'emittente.
A sostegno di Obama è sceso in
campo Colin Powell, il più grande
e rispettato ufficiale e statista afroamericano
nella storia degli USA, della stessa età
di John McCain, ed ex segretario di stato
dei Repubblicani.
Secondo lui Obama ha una particolare intelligenza,
curiosità, larghezza di vedute
ed idee chiare nell'economia, candidato
adatto al cambiamento di generazione di
cui l'America ha bisogno. McCain, invece,
gli appare di vedute limitate, incerto
e non adatto a questo momento storico.
Inoltre Sarah Palin, secondo lui, non
è pronta per fare il presidente.
Dichiarazioni venute dopo lunghe osservazioni
e riflessioni, ed espresse con dignità
ed autorevolezza.
Gli ultimi sondaggi Gallup danno Obama
su McCain, 52% e 41% delle preferenze
degli elettori. Cifre sempre poco attendibili,
non dimentichiamo che nelle ultime elezioni
vinse Bush anche se le previsioni dicevano
il contrario.
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