L'
AMERICANA VISTA DALL' ITALIA
Le
donne nel governo Obama
02.012.08
- Durante la prima fase della campagna
elettorale americana, nelle primarie del
partito democratico i toni della competizione
fra Hillary Rodham Clinton e Barack Obama
per la nomination furono aspri ed anche
preoccupanti per le eventuali conseguenze
negative nell' elettorato democratico.
Ma se ricordiamo la geniale scena del
congresso di Denver tenuto alla fine di
agosto, in cui Hillary Clinton interruppe
la conta dei voti dei delegati e propose
di nominare B. Obama leader del partito
democratico, prevediamo bene quello che
è accaduto oggi.
Ed ecco Hillary Clinton Segretario
di Stato, la terza carica americana,
sarà rappresentante degli USA nel
mondo e dovrà seguire alla lettera
le decisioni del governo e del suo capo.
Da senatrice, a suo tempo votò,
ma poi se ne pentì, a favore dell'
intervento militare in Iraq. Ottima scelta,
Hillary, per cultura ed esperienza politica
nel partito ed ai livelli più alti
nell' amministrazione pubblica. Ed anche,
ma sì! perchè bionda e chiara
in rappresentanza di quell' America wasp
che, in minoranza alle elezioni rispetto
alla valanga multiculturale, esiste ancora
e mantiene il suo potere economico, sociale
e politico.
Un'altra donna con una carica di peso
e significato fondamentale è Susan
E. Rice, 44 anni, consigliera di
Obama per la politica estera, nominata
ambasciatrice alle Nazioni Unite, incarico
che negli Usa ha il rango di ministro.
L'esperienza fondamentale della sua vita
politica fu la visita che fece in Ruanda
dopo il genocidio del 1994. L' immagine
di migliaia di cadaveri abbandonati l'
ha perseguitata a lungo e l' ha portata
alla determinazione di agire, anche facendo
uso dell' esercito, perchè questo
non accada mai più. Dunque la sua
nomina è un impegno a forti interventi
per fermare i genocidi di massa in Africa
e nel resto del mondo.
Fra le donne del governo Obama spicca
anche un cognome di chiara origine italiana,
Janet Napolitano, governatrice
dell'Arizona, nominata ministro della
Sicurezza Interna. Nell'accettare
la nomina ha ricordato un suo discorso
in Arizona, quando disse: "La
nostra forza sta nella diversità
e nelle nostre radici. Dobbiamo affidarci
a questi due doni nei giorni avvenire."
Oggi quelle parole sono ancora vere ed
utili per far fronte ai cambiamenti necessari.
Finora nella squadra Obama ci sono altre
due donne: Christina Romer, esperta
di Storia dell' Economia, è Presidente
del Council of Economic Advisors,
e Melody C. Barnes , avvocato è
Director of Domestic Policy Council.
Mancano ancora parecchie nomine, fra cui
quella per l' Istruzione, l'Energia e
l'Agricoltura.
Il New York Times del 1 dicembre 2008
riporta un elenco di brevi profili di
possibili componenti dell' amministrazione
Obama. Spicca nell' elenco un altro nome
di chiara origine italiana, Laura D'Andrea
Tyson, che riporto perchè,
insieme a Janet Napolitano, esprime il
contributo che queste discendenti dei
nostri emigrati hanno dato e daranno al
progresso ed alla crescita della democrazia
americana.
emedoro@yahoo.it
emedoro@gmail.com