L'
AMERICA VISTA DALL' ITALIA
Il
problema e la soluzione
16.12.08
- I sondaggi Gallup di dicembre sull'andamento
del mercato americano dicono che la spesa
per i consumi è aumentata dal giorno
del Ringraziamento, ben oltre la media
di spesa precedente quel giorno ed anche
al di sopra della media del 2008. Dunque
sembrerebbe che una buona ventata di ottimismo
percorra i mercati americani nel periodo
prenatalizio.
Però nello stesso tempo la crisi
dell'auto progredisce e si aggrava. I
tre colossi dell'industria automobilistica
privata, General Motors, Chrysler e Ford
annunciano di avere liquidità sufficiente
fino alla fine dell'anno, e che in mancanza
di interventi a loro immediato soccorso
dovranno dichiarare fallimento, con la
perdita di milioni di posti lavoro, nelle
loro fabbriche e nell' indotto. Il senato
non ha approvato il provvedimento necessario
per mancanza di voti repubblicani, però
il presidente in carica G.W. Bush fa sapere
che per il salvataggio dell'industria
automobilistica si possono dirottare i
fondi del progetto Paulson destinati ai
mercati finanziari. Il Presidente eletto
Obama si dice deluso per i risultati del
voto del senato e ribadisce la necessità
di provvedimenti a breve ed a lungo termine
per l'industria automobilistica.
È con questi provvedimenti federali
di salvataggio per l'industria privata
che si chiude e passa alla storia la presidenza
Bush. Diceva R. Reagan, l'ideologo dell'iperliberismo
e della deregulation, che lo stato non
è la soluzione, ma il problema.
Appare chiaro che i fatti conclusivi di
questi otto anni di politiche fondate
sulla legge del profitto privato e sui
suoi effetti miracolosi vadano in direzione
ben diversa.
Nello stesso tempo altre ombre scendono
sul periodo di transizione presidenziale
per lo scandalo dell'Illinois dovuto alla
successione del seggio senatoriale di
Obama, successione governata da un certo
Blagojevich, a cui il Presidente Eletto
dice di non aver mai parlato.
Rivolgendo l'attenzione alle idee oltre
che ai fatti di questo periodo di transizione
verso una presidenza nuova, appare interessante
un articolo apparso sul NewYorkTimes ai
primi di decembre che riguarda la parola
partisan, parola che oggi sarebbe
in cerca di un prefisso, bi o post. Il
primo suggerisce l'idea dell'esistenza
di due parti, il secondo il superamento
dell' esistenza di due parti e dunque
l'unità.
L'odierna idea vincente è quella
del superamento delle differenze di parte
in nome di un comune destino di progresso
che unisce e non separa. Di fronte ai
gravi problemi dell'economia, si è
tutti americani, non repubblicani o democratici.
Attenzione però nel mettere in
pratica l'idea di unità, la sparizione
delle differenze significa accontentare
tutti, e dunque può portare cambiamenti
gattopardeschi, quelli per cui bisogna
che tutto cambi perchè tutto resti
tale e quale. La sacrosanta divisione
fra ricchi e poveri, fra chi ha troppo
e chi ha troppo poco, ed una chiara linea
di demarcazione fra queste due parti,
rimane necessaria per politiche significative
e veramente utili almeno a qualcuno, se
proprio non a tutti.
A commento della formazione del suo governo
il Presidente eletto Obama ha rilasciato
un'intervista pubblicata anche su La Repubblica
di cui riporto un breve passo :
Domanda: Alcuni dei suoi sostenitori
più liberal temono che lei sia
stato troppo centrista nel selezionare
la sua amministrazione:
Risposta:"...io ho scelto
le persone che ritenevo maggiormente idonee
a realizzare il nostro programma di cambiamento....Io
intendo cambiare il nostro sistema fiscale,
così da aiutare le famiglie della
middle-class. Voglio ritirare dall'Iraq
i nostri soldati entro 16 mesi. Voglio
creare un sistema di assistenza sanitaria
che tutti si possano permettere. Voglio
promuovere una trasformazione energetica
in questo Paese così da ridurre
la nostra dipendenza dal petrolio straniero.
Non ho cambiato nulla né mi sono
rimangiato nulla di quanto ho promesso
in campagna elettorale".
Welcome to the White House, Mr President!
Benvenuto alla Casa Bianca, Sig. Presidente!
E veda un po' di riuscire a fare quello
che ha promesso. Il cambiamento da lei
progettato che realizza un processo politico
che muove dal basso verso l'alto è
utile pure a noi italiani, che siamo un
paese vecchio governato da vecchi con
vecchi problemi per cui abbiamo un disperato
bisogno di soluzioni nuove.
emedoro@yahoo.it
emedoro@gmail.com