L'
AMERICA VISTA DALL' ITALIA
Le
prime donne della Casa Bianca
15.01.09
- La First Lady uscente Laura Bush
ha oggi un indice di popolarità
doppio di quello del marito, secondo USA
Today/Gallup. Evidentemente gli
americani intervistati le riconoscono
di aver svolto con dignità e correttezza
il suo compito, non facile. È riuscita
a comunicare alla gente con le parole,
l'impegno nel sociale ed anche con il
modo di apparire e di vestire corretto,
semplice ed appropriato, di essere l'incarnazione
dei valori tradizionali relativi a fede
religiosa, vita sociale e famiglia, cari
ai repubblicani. Il pubblico l'ha vista
positivamente durante l'intero periodo
presidenziale del marito, con un indice
di popolarità quasi doppio rispetto
a quello di lui. G.W. Bush incominciò
il suo mandato presidenziale con indici
di popolarità molto alti, ma questi
cominciarono a decrescere all'inizio del
secondo mandato.
Vista in relazione ad un'altra First Lady,
Hillary Clinton, emerge il fatto
che Laura Bush ha indici di gradimento
più alti di Hillary. Questo è
dovuto all' esplicito impegno politico
di Hillary, specialmente nel campo della
sanità, argomento spinoso, controverso,
ed anche impopolare.
Michelle Obama, la First Lady entrante,
debutta nel suo ruolo con una lettera
circolare, reperibile sul web, il cui
oggetto è Your call to service,
la tua chiamata in servizio, un ottimistico
invito rivolto al movimento di base del
partito democratico ad impegnarsi presso
le proprie comunità.
Per esprimere l'invito in maniera realistica,
suggerisce alla fitta rete di volontari
che ha operato con successo per la vittoria
del marito, di organizzare alcuni servizi
nella comunità dove vivono, es.:
ripulire un parco, dare il sangue, lavorare
in un ricovero per senza tetto, aiutare
i giovani a rischio. Michelle Obama tiene
a sottolineare che il volontariato è
molto più di un solo giorno di
lavoro, è l'inizio di un impegno
costante presso la propria comunità.
Aggiunge poi: "Barack ed io saremo
volontari (will be volunteering) in Washington,
D.C., la nostra nuova casa. Spero che
vi unirete a noi etc. etc."
C'è da chiedersi a chi è
rivolto l'appello, e che cosa si intende
per volontariato. Per fare il volontariato
in modo non sporadico, ma costante, come
lei propone, ci vuole tempo, tanto tempo
libero ed anche tanta energia. Certamente
ne avranno ben poco tutti quelli che vivono
nelle sterminate aree suburbane, più
di un'ora di treno dalla propria abitazione
al luogo di lavoro, che impiegano per
lavorare la giornata intera e la sera
tornano a casa solo per mangiare un pasto
caldo, guardare un po' di televisione
e dormire, pronti a ripartire il giorno
dopo la mattina presto. Ed anche i pensionati
potranno impegnarsi solo secondo lo stato
di salute.
Forse questo impegno volontario nelle
comunità può diventare un
vero e proprio lavoro, retribuito dalle
stesse comunità che ne hanno bisogno
e che lo istituiscono. Se è così,
è evidente da un lato il tentativo
di ridurre subito il numero dei disoccupati,
dei jobless, altissimo in questo momento
di gravissima crisi economica conseguente
ad eccessi, irresponabilità ed
ingordigia di profitto, e dall'altro la
divisione dei compiti in seno alla famiglia
presidenziale, con l'assunzione della
responsabilità da parte di Michelle
per ciò che riguarda la comunicazione
con il movimento di base, la motivazione
dei volontari nell'impegno a favore delle
comunità, il mantenimento della
loro fiducia nel futuro per la realizzazione
di giorni migliori. Insomma è una
bella fetta del lavoro per la realizzazione
dello slogan di tutta la campagna elettorale
del marito: "Change, yes we
can". Auguriamole di cuore
buon lavoro.
emedoro@gmail.com