L'
AMERICA VISTA DALL' ITALIA
La
speranza che possa dischiudersi un pugno
21.01.09
- Difficilissimo commentare il discorso
del giuramento di Barack Obama, discorso
su cui si sono cimentate le migliore penne
del giornalismo mondiale. E' un discorso
ispirato e commovente, ricco di storia,
spunti di riflessione e visione critica
del modo contemporaneo, espresso in una
lingua bellissima, che stimola chiunque,
anche un dilettante, a dire la sua. Tentare
di commentarlo è come misurarsi
con una montagna altissima, arrivi fin
dove le tue forze ti consentono di arrivare.
Tenterò di farlo anch'io.
Bellissime le espressioni poste all'inizio
del discorso, legate all'acqua, origine
della vita, ed alla natura, metafore ed
immagini usate per descrivere le altalene
dei fenomeni della società e dell'economia:
alte maree di prosperità, calme
acque di pace, nubi tempestose, uragani
violenti.
Alla metafora della natura segue il viaggio
nel tempo e quindi nella storia, dalle
origini della storia americana fino ai
tempi nostri. E' dai sacri testi messi
dai padri fondatori a base dell'unione
quattro secoli fa (che nessuno si sogna
di toccare per adattarli ad esigenze proprie),
che Obama attinge i valori fondamentali
del suo viaggio nel futuro: lavoro duro
ed onestà, coraggio e correttezza,
tolleranza e curiosità, lealtà
e patriottismo.
Sostenuti da questi valori...costruiremo
strade e ponti, le reti elettriche e le
linee digitali che alimentano i nostri
commerci e ci legano gli uni agli altri.
Restituiremo alla scienza il suo giusto
posto e maneggeremo le meraviglie della
tecnologia per risollevare la qualità
dell'assistenza sanitaria....Imbriglieremo
il sole, i venti ed il suolo per alimentare
le nostre auto e andare avanti le nostre
fabbriche...
Con una frase brevissima liquida otto
anni di teorie bushiste di guerre preventive:...
quanto alla difesa, noi respingiamo
come falsa la scelta fra sicurezza ed
ideali. Per ideali in
questo caso s'intendono quelli provenienti
dalla tradizione dell'habeas corpus act
del diritto anglosassone, la cui difesa,
secondo cui, non è in contrasto
con la sicurezza dello stato nel suo interno.
Da notare che all'inizio del suo discorso
Obama aveva ringraziato il presidente
uscente per il servizio prestato. Cortesia
e gentilezza di modi non gli hanno impedito
di esprimere posizioni radicalmente critiche
su punti fondamentali della politica di
G.W. Bush.
Quando Obama tocca gli aspetti religiosi
del multiculturalismo, sostiene che essi
sono una forza piuttosto che una debolezza,
siamo una nazione
di cristiani e musulmani, ebrei e induisti
e non credenti. Da notare che
è assente per i cristiani la differenza
fra cattolici e protestanti tanto cara
all'aristocrazia wasp di origine nordeuropea
e che sono messi sullo stesso piano cristiani,
musulmani, ebrei e non credenti.
Per quanto riguarda i musulmani, in particolare,
guerra aperta ai terroristi,
vi sconfiggeremo, ma mano
tesa nel caso che essi vogliano costruire
e non distruggere,...vi
tenderemo la mano se saprete aprire il
vostro pugno.
Dunque, ecco finalmente di nuovo in auge
i concetti base della democrazia americana
che garantisce tutte le libertà
di pensiero, parola e religione, e che
pertanto ora può pensare di riconquistare
la leadership del mondo.
Insomma è un discorso che tocca
il profondo, il cuore ed i sentimenti,
non solo il cervello e la ragione, caratteristica
peculiare della oratoria di Obama. Questa
abilità, insieme ad un carisma
enorme ed una altrettanto grande capacità
di organizzare una fortissima base a suo
sostegno in modo capillare, lo ha fatto
giungere fin dove un meticcio mai si sarebbe
potuto sognare di arrivare, almeno fino
a tempi recenti. Sessant'anni
fa mio padre non sarebbe stato servito
in un ristorante.
La presenza accanto a lui di tutta la
sua famiglia, non solo della moglie Michelle,
ma anche delle bambine e della loro nonna
suggerisce, accanto ai valori pubblici
prima ricordati, una forte attenzione
ai valori privati della famiglia.
Sondaggi Gallup recenti ci dicono che
gli americani, nonostante siano presi
da preoccupazioni economiche, per il 72%
credono che il paese sarà migliore
fra 4 anni. Ciò dipende dalla diffusa
fiducia che B. Obama sarà un presidente
eccezionale, capace di unificare il paese,
lavorare con il Congresso per riuscire
a realizzare il suo programma.
Dulcis in fundo: il richiamo alla responsabilità
fatto da B.Obama agli americani è
valido anche per quei nostri governanti
che insistono ad esortare a lieti e spensierati
consumi gente squattrinata, sottoccupata,
precaria, in cassa integrazione, con la
paura del licenziamento, o con pensioni
sempre più piccole.
emedoro@gmail.com