GLI
STATI UNITI D' AMERICA VISTI DALL' ITALIA
Riflessioni
sul progetto economico di Obama
02.03.09
- "... un bilancio è molto
di più che un elenco di cifre,
è il progetto del futuro nostro
e dei nostri figli..." così
Barack Obama commenta il suo progetto
di bilancio, presentato al Congresso ed
in Senato. Che bella frase!
Le cifre del bilancio sono talmente grandi
da risultare incomprensibili a comuni
mortali viventi in Europa, pertanto mi
dichiaro del tutto incapace di esprimere
commenti personali, riporto solo delle
notizie attinte, come al solito, dai materiali
messi in circolazione sul web dal partito
di attuale maggioranza e dall'opposizione
repubblicana.
Dunque, piazza pulita della reaganomics
seppellita per sempre, ed avanti la obamanomics,
risultato di una volontà popolare
espressa chiaramente nelle recenti elezioni
per il presidente.
Il bilancio presentato al parlamento vuole,
con provvedimenti a breve e lungo termine,
assicurare agli USA un futuro di prosperità
e pace, per questo punta tutte la sue
risorse su: 1. Energia, 2. Sanità,
3.Istruzione.
Per l'energia il bilancio Obama investe
moltissimo sulla ricerca delle energie
pulite, per creare nuovi posti di lavoro
in modo da riconsolidare la classe media,
che è quella che alimenta i consumi
interni, cioè la produzione di
beni di massa per la massa. Non si parla
di nucleare, come non se ne parlava nel
Blueprint for Change, il programma elettorale
di Obama, disponibile sul web.
È ampliata la spesa per la copertura
sanitaria di gran parte della popolazione,
con provvedimenti che diminuiscono questa
spesa che impietosamente taglia i salari
delle famiglie, e che estendono la copertura
sanitaria a chi non ce l'ha affatto, a
cominciare dai bambini.
È riformato e rinforzato il sistema
dell'istruzione, condizione prima dell'innovazione
e della competitività future.
Per pagare tutto questo sono aumentate
le tasse a carico dei ricchi, con un forte
sistema progressivo. Sono ricchi quelli
con reddito superiore a 250.000 dollari
l'anno.
Fortissime le reazioni dei repubblicani
conservatori, caratteristica la circolare
web firmata dal governatore della Louisiana
Bobby Jindal, definito una stella in ascesa
del suo partito, definizione qualche anno
fa riservata ad Obama. La foto mostra
un giovane uomo bruno dall'aspetto vivace,
certamente molto bruno, forse un meticcio
pure lui.
B. Jandal richiama alla necessità
di difendere lo spirito di impresa dei
cittadini dalle interferenze dello stato,
difende insomma quel lassez faire lassez
passer di reaganiana memoria, che
ha originato in qualche modo la Caporetto
bushista dell'economia che si cerca
di combattere. Poi sostiene la necessità
di tenere bassi i prezzi delle fonti di
energia. A proposito dei problemi dell'energia
ricordo che il progetto Lexington diffuso
da parte repubblicana durante la recente
campagna elettorale di John McCain, prevedeva
la costruzione di 40 centrali nucleari
a breve termine fino ad arrivare a 100
nel lungo termine, senza alcuna riflessione
sul problema della distruzione delle scorie
e con la garanzia di generare energia
pulita ed innocua per la salute dei cittadini.
L' appello di B. Jindal è: "Crediamo
che per rinforzare il nostro paese bisogna
limitare le spese di Washington, dare
forza agli individui ed alle piccole imprese..."
Oltre questo, annuncia la collaborazione
bipartisan su provvedimenti condivisibili.
I media riportano notizia di fortissime
reazioni anche di tipo ideologico da parte
repubblicana, che agitano lo spettro di
un'America socialista. Queste argomentazioni
sono il seme della violenza che arma i
gruppi conservatori più estremisti,
quelli dei cristiani bianchi incappucciati,
e simili, che difendono la loro purezza
etnica ed ideologica dal multiculturalismo
imperante. Pensando a questi non ci resta
che augurare a B. Obama vita lunga e buona
salute per portare avanti il suo programma,
e segnare un' epoca di prosperità
come fece a suo tempo R. Reagan.
Allen Sinai, economista consulente
di due presidenti, Bush padre e B.Clinton,
ha così commentato, fra l'altro,
questo intervento sull'economia: "...In
questi anni, quelli di Bush per intendersi,
il divario fra ricchi e poveri è
aumentato in maniera insopportabile. E
si sono ingigantite le fasce di disagio
sociale. E' giusto che si colga il momento
in cui il sistema esplode per cercare
di ristabilire qualche equilibrio."
A conclusione riporto un'altra frase di
Obama, che mi pare adatta a completare
queste note. Nel discorso del giuramento
Obama ha detto " ...il tempo in
cui a governare erano gli uomini e non
le leggi è finito...".
Frase che mi suscita un sogno, I have
a dream... che anche da noi emerga
dalle giovani generazioni un costituzionalista
di valore, raffinato oratore, proprietario
di nulla e fascinatore di folla, che sappia
usare e divulgare la sua dottrina a vantaggio
di tutti, che tenga presenti i diritti
delle classi medio basse, che sono quelle
che alimentano e sostengono i consumi
interni, degli anziani, disoccupati, donne,
licenziati e perdenti, ed anche di quelli
con reddito bassissimo ora tacitati con
la vergognosa, per chi la distribuisce,
ed umiliante, per chi la riceve, elemosina
di una social card.
Nel rispetto, vero, della Costituzione
dei nostri padri fondatori.
emedoro@gmail.com