Venezuela:
The day after
Il
giorno dopo le elezioni
presidenziali in Venezuela
04.12.06
- É iniziata,
con la conferma dellattuale
mandatario, la lunga
teoria delle calamità
nazionali; qualcosa
che assomiglia a quello
che accadde in Egitto
quando il faraone cacciò
via Moisè ed
il suo popolo.
Non
possiamo certo ignorare
che cominciamo a scomparire;
tutto si assottiglia
sempre più nella
dimensione zero di unimmagine
meccanica del mondo
che può essere
sostituita a piacere
ed allora come possiamo
parlare didentità,
dellidentità
di questo popolo venezolano?
In un mondo in cui le
informazioni, i bits
and bytes percorrono
alla velocità
della luce un pianeta
in cui tutti , il paese,
le distanze, le lontananze
si sono accorciate sino
a diventare attimi;
un mondo in cui tutto
si polverizza e gradualmente
svanisce mentre in Venezuela
nasce un problema che
diventa loggetto,
ovvero il popolo o per
meglio dire una parte
di questo popolo. Il
problema é scoprire
come sia possibile evitare
che lesperienza
delle precedenti elezioni
si trasformi solo in
un vissuto immediato,
in che modo sia possibile
ricostruire il ponte
necessario tra identità
sociale e culturale.
Già, la cultura
del voto e specialmente
nellattuale momento
critico e decisionale
per il futuro immediato.
Arretrare nel futuro
sembra essere il destino
di questo popolo già
che una parte, numericamente
preponderante, ha adottato
la politica dellastensione
come una forma di disprezzo
ed indifferenza verso
chi governa attualmente
questo paese.
Non
é un tramonto
però, come sostiene
il candidato dellopposizione,
perchè tramonto
significa rivolgersi
al proprio fondo, ma
se ci immaginiamo il
mondo come compiuto
sciveva Schlegel allora
tutto il nostro agire
sarebbe annullato ;
mentre, invece, già
da domani si deve pensare
a ricostruire il paese
con rinnovato vigore
fisico e mentale. Già,
però nel frattempo,
il popolo dellastensione
ha permesso questa disgrazia
sociale per i
prossimi 6 anni; sono
i milioni del popolo
eterogeneo e senza la
cultura del voto che
ha condannato lintera
nazione a vivere la
tragedia degli
anni a venire.
Abbiamo il sospetto
che queste indifferenze
appaiono semplicemente
come un ballo mascherato
del potere, una farsa
dove sempre le stesse
persone balzano da una
parte allaltra
seguendo solo le regole
dellopportunismo.
Allora é una
disciplina della speculazione
davanguardia o
un elemento dello sviluppo
delle personalità
e della rappresentazione,
oppure esistono costanti
che rimangono identiche?
Oppure sono una evirazione
del cerebrum e dalla
quale si evince un preoccupante
encefalogramma piatto?
Forse é il caso
di allinearci alla teoria
del Gadda: Siamo vittime
dellimbecillità
ne verremo fuori?
Franco Farro* - Italia
chiama Italia
*direttore
Italia OVUNQUE