Giorno
della Memoria (certamente),
ma anche: "Giorno degli
Smemorati!"
01.02.08 - <Com'è
bello il vestito dell' Imperatore!>
si dicevano i dignitari
di Corte perché non
volevano far credere di essere
stupidi o inadatti ai loro
uffici.
<Com'è bello
il vestito dell' Imperatore!>
gridavano i sudditi per
non far anch'essi la figura
degli sciocchi.
<Ma l' Imperatore è
nudo!> gridò
tra la folla un bambino innocente.
(Da "Una
rotta esemplare, alle origini
del mondo moderno" di
Umberto Bartocci).
Del discorso fatto dal Presidente
della Repubblica, Giorgio
Napoletano il 27 gennaio,
"Giorno della Memoria,
una parte mi ha dato particolarmente
fastidio: cioè quando
ha affermato che le leggi
razziali hanno aperto la strada
alla shoah.
"Quelle leggi"
viste con l' occhio di oggi
sono decisamente ributtanti,
come lo sono quelle che portano
i marchi di Scelba, Reale,
Mancino, con la differenza
che le prime furono dettate
dalla necessità del
momento.
Qualcuno a questa mia osservazione
potrebbe ribattere: "Ma
va, sappiamo come la pensi
".
E allora farò parlare
chi "non la pensa
come me" e sarà
la figura del "commesso".
IL COMMESSO: data questa
carica, dovrò illustrare
la situazione politico-militare
dell' Europa negli anni 1939-1940.
Il Continente era per più
della metà nelle mani
della Germania di Hitler;
Hitler con le sue armate poderose
e pressoché intatte
si affacciava al Brennero.
E i tedeschi non avevano dimenticato
lo "scherzetto"
da noi fatto ai loro danni
nel 1915.
PAUL GENTIZON (1945): <Solo
Mussolini si levò non
soltanto a parole ma a fatti
contro Hitler, il nazionalsocialismo,
il pangermanesimo. Se le democrazie
occidentali lo avessero ascoltato,
il destino del mondo sarebbe
stato ben differente>.
WINSTON CHURCHILL ("La
Seconda Guerra Mondiale",
Vol. 2°, Pag. 209):
<Adesso che la politica
inglese aveva forzato (!)
Mussolini a schierarsi dall'
altra parte, la Germania non
era più sola>.
GEORGE TREVELYAN ("Storia
d'Inghilterra", pag.
834): <E l' Italia,
che per la sua posizione geografica
poteva impedire i nostri contatti
con l'Austria e con i Paesi
balcanici, fu gettata in braccio
alla Germania>.
IL COMMESSO: Per completare
il pensiero poco sopra esposto,
debbo aggiungere che, di conseguenza,
all' Italia si presentavano
tre e solo tre soluzioni:
1) Guerra alla Germania; 2)
Neutralità (ma avremmo
dovuto affidarci alla clemenza
di Hitler); 3) Guerra con
la Germania. Quest' ultima
era la più sensata,
anche perché l' Unione
Sovietica era alleata della
Germania, gli Stati Uniti,
per bocca del suo Presidente
Roosevelt, aveva garantito
che "non un solo soldato
americano sarebbe morto per
l' Europa">. Non
esistevano altre alternative.
RENZO DE FELICE: <Una
volta che Mussolini fu costretto
ad allearsi con la Germania,
era impensabile che anche
l' Italia non avesse le sue
leggi razziali>.
BENITO MUSSOLINI: <Noi
rappresentiamo un principio
nuovo nel mondo, noi rappresentiamo
l' antitesi netta, categorica,
definitiva della democrazia,
della plutocrazia, della massoneria
di tutto il mondo, per dirla
in una parola, degli immortali
principi dell' ' '89>.
BERNARD SHAW (In
un'intervista al Manchester
Guardian il 13 ottobre 1937):
<Le cose da Mussolini
già fatte lo condurranno
prima o poi ad un serio conflitto
con il capitalismo>.
PIETRO GERBERE (Diplomatico):
<C'è un documento
unico. Di rado, nella storia
della diplomazia, una decisione
come quella del 10 giugno
1940 è illuminata da
un retroscena altrettanto
minuzioso e coerente. Non
è sconosciuto, i pochi
intenditori lo chiamano dal
nome del suo autore: "Il
Rapporto Pietromarchi">.
IL COMMESSO: In effetti
il documento citato da Pietro
Gerbere non è "uno",
ma due: il primo è
datato 11 maggio 1940 e il
secondo 8 giugno 1940. Questi
due documenti riportano le
precise circostanze di 1340
casi di fermi e dirottamenti
di nostri mercantili e navi
di linea operati dalle marine
da guerra franco-inglesi.
L'intento era di soffocare
la nostra economia e costringerci
ad entrare in guerra.
Vediamo solo alcuni casi di
come venivano applicate le
leggi razziali.
ISAAC SCHNEERSOHN (Presidente
del Centro Ebraico di Documentazione
Contemporanea): <C'era
un costante scambio di calde
impazienti note fra le autorità
di occupazione tedesca e il
Governo di Berlino, fra il
Governo di Berlino e il Governo
di Roma, fra le autorità
di Vichy e le autorità
italiane. La Germania chiedeva
che le leggi italiane si adeguassero
allo spirito dei regolamenti
tedeschi. L'Italia rifiutò
e resistette>.
FRANCO MONACO: (*)
<Le leggi razziali del
1938 furono, comunque, in
Italia una conseguenza diretta
ed esclusiva del nefasto Asse
Roma-Berlino di cui eravamo
stati costretti a gravarci
come di una croce (
).
E allorché a un piroscafo
carico di ebrei, partito da
Amburgo, fu vietato l'attracco
a New York, questi fuggiaschi
vennero accolti in Italia
e poi dislocati in varie zone
della Francia, della Dalmazia
e della Grecia. Contro le
proteste dei tedeschi e le
loro richieste di consegnare
gli ebrei residenti nelle
zone occupate dagli italiani,
Mussolini ordinò al
generale Robotti di inventare
tutte le scuse possibili per
non consegnarne nemmeno uno>.
KLAUS VOIGT ("Rifugio
precario"): <Fino
all'entrata in guerra dell'Italia
non risulta neppure un caso
di condanna o allontanamento
di un emigrante per attività
politica (
). Eppure
nel 1936, la Germania è
il principale alleato e quegli
'emigranti' sono suoi nemici.
Polizia e carabinieri ricevevano
disposizioni dal Duce, chiare
ed essenziali, anzi ridotte
ad una sola parola: 'Sorvegliare'.
Non arrestare>.
DANIELE VICINI ("L'Indipendente",
20 luglio 1993): <Ebrei
e comunisti sciamavano verso
il Brennero, frontiera che
possono varcare senza visto
a differenza di altre (americana,
sovietica ecc.) apparentemente
più congeniali alle
loro esigenze (
). Strana
dittatura quella fascista.
Strana democrazia quella americana>.
ROSA PAINI (Storica
ebrea. "Il Sentiero della
Speranza", pag. 22):
<Quel colloquio (con
C. Weizmann, futuro primo
Presidente di Israele, nda)
lo aveva voluto Mussolini
ancora più favorevole
agli ebrei, in modo da essere
indotto a concedere tremila
visti speciali per tecnici
e scienziati ebrei che desideravano
stabilirsi nel nostro Paese>.
LEON POLIAKOV ("Il
Nazismo e lo sterminio degli
ebrei", pagg. 219-220):
<Mentre, in generale,
i governi filofascisti dell'Europa
asservita non opponevano che
fiacca resistenza all'attuazione
di una rete sistematica di
deportazioni, i capi del fascismo
italiani manifestarono in
questo campo un atteggiamento
ben diverso. Ovunque penetrassero
le truppe italiane, uno schermo
protettore si levava di fronte
agli ebrei (
). Un aperto
conflitto si determinò
tra Roma e Berlino a proposito
del problema ebraico>.
GEORGE L. MOSSE (Dell'Università
ebraica di Gerusalemme):
<Il principale alleato
della Germania, l'Italia fascista,
sabotò la politica
ebraica nazista nei territori
sotto il suo controllo (
).
Come abbiamo già detto,
era stato Mussolini stesso
a enunciare il principio 'discriminare
non perseguire'. Tuttavia
l'esercito italiano si spinse
anche più in là,
indubbiamente con il tacito
consenso di Mussolini>.
SALIM DIAMOND (INTERNMENT
IN ITALY, 1940-1945"):
<Per più di dieci
anni vissi in Italia dove
studiai, lavorai e perfino
in campi di concentramento.
Non ho mai trovato segni di
razzismo in Italia (
).
Anche quando apparvero le
leggi razziali, le relazioni
con gli amici italiani non
cambiarono per nulla (
).
Nel campo controllato dai
carabinieri e dalle Camicie
nere gli ebrei stavano come
a casa loro>.
SPARTACO CAPOGRECO.
<L'ingresso
e il soggiorno in Italia degli
ebrei provenienti da Paesi
dove era in vigore la discriminazione
razziale erano stati per lungo
tempo consentiti da Mussolini.
Persino dopo l'ascesa al potere
del nazismo, quando col repentino
inizio della persecuzione
molti ebrei cominciarono ad
abbandonare la Germania (
).
Nonostante l'apparenza di
lager come quelli nazisti,
il campo di Ferramenti si
trasformò in una vera
e propria cittadina>.
HARRY ELMER BARNES (Storico
statunitense): <Cercare
di studiare con competenza,
obiettività e veridicità
la questione dello sterminio
è sicuramente nell'ora
attuale l'impresa più
rischiosa per uno storico
o per un demografo>.
IL COMMESSO: Per motivi
di spazio sono costretto a
consegnare la parola all'
autore di queste note.
Ripresa la parola osservo
che "qualcuno"
potrebbe osservare: <Ma
allora, se le cose stavano
come è scritto, quei
sei o settemila ebrei italiani
deportati nei lager?>.
<Ottima domanda>
risponderei. <Signori
miei, osservate quando avvenne
ciò. A Roma il 16 ottobre
1943, cioè dopo che
Mussolini fu abbattuto a seguito
di un colpo di Stato. Quindi,
e tengo a sottolinearlo, gli
ebrei catturati dai tedeschi
furono consegnati di fatto
dal primo Governo antifascista,
per la precisione da quello
formato da Badoglio>.
Prima di concludere mi piacerebbe
esporre le mie idee in merito
ai sei milioni di ebrei gasati
dai nazisti.
Fino a qualche decina di anni
fa non dubitavo assolutamente
su come la storia veniva presentata.
Ricordo, doveva essere la
fine degli anni '50 che andai
a vedere un film-documentario,
"Notte e Nebbie".
Trattava, appunto, questo
argomento. Rimasi inorridito.
E' passato del tempo, abbiamo
tutti navigato in un mare
di menzogne, nel quale anch'io
stavo per annegare. Troppe
bocche tappate, troppi
revisionisti (che brutto termine)
incarcerati e, soprattutto
l'opprimente, tirannica manipolazione
ultradecennale, a senso unico,
dell'informazione in generale,
e della Tv in particolare.
Con ciò non voglio
negare che gli ebrei morti
nel corso della Seconda Guerra
Mondiale siano stati, come
raccontato, sei milioni. No
assolutamente. Solo che, a
seguito delle mie letture,
vanno cambiati alcuni soggetti.
E mi spiego: Dobbiamo credere
allo studioso sovietico Arkady
Vakasberg, il quale sostiene,
"dopo accurate ricerche",
che il numero degli ebrei
eliminati da Stalin è
stato "presumibilmente
5 milioni". Di conseguenza,
se sottraiamo questa cifra
ai sei milioni sopra indicati,
otteniamo questa classifica
dell'orrore: cinque milioni
vanno addebitati al comunismo
e un milione al nazionalsocialismo.
E, come si suol dire: "i
conti tornano".
Quel che "non torna"
(per la verità "torna
e torna bene") è
perché le più
alte istituzioni mondiali
condannano senza mezzi termini
lo "sterminio"
effettuato dai nazisti e non
quello ben più grave
messo in atto dai comunisti.
E il Presidente Napolitano,
così preciso nelle
sue affermazioni, perché
non cita anche quelle mostruosità?
Quindi, amici miei, dubitate,
dubitate di tutti e di tutto.
E quando sarete giunti ad
una convinzione, ricordate
quel che lasciò scritto
Eraclito: <Non
troverai mai la verità
se non sei disposto ad accettare
anche ciò che non ti
aspetti>.
Dato che non siamo tonti,
"Noi" lo
sappiamo bene. Voi lo sapete
?
(*) Franco
Monaco,
giornalista e scrittore, è
un "unicum":
a 92 anni continua normalmente,
con grande impegno professionale,
la sua attività sulla
stampa quotidiana e periodica.
Questo
articolo sarà pubblicato
anche su "Nuovo Fronte"