Ancora
"Bulow"
07.02.08
- Alcuni
lettori ricorderanno il mio
intervento su Arrigo Boldrini,
nome di battaglia "Bulow",
Medaglia d'Oro al Valor militare,
Presidente dell'ANPI (Associazione
Nazionale Partigiani d'Italia).
Arrigo Boldrini è morto
a Ravenna, sua città
natale il 22 gennaio 2008.
Dopo aver ricevuto in vita
innumerevoli encomi e alti
riconoscimenti, in occasione
del funerale il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano
inviò un telegramma
al sindaco di Ravenna ove,
dopo aver espresso il suo
cordoglio per la scomparsa
del valoroso partigiano, fra
l'altro, ha detto: <(Esprimo)
la gratitudine dell'intero
paese per il prezioso patrimonio
di dedizione alla causa della
libertà e dell'indipendenza
nazionale e insieme del progresso
sociale e civile del paese
che Arrigo Boldrini ha saputo
impersonare>.
Nel confermare completamente
quanto scrissi nel mio precedente
articolo, compreso l'augurio
che la Sua anima trovi la
pace, trascrivo un'altra testimonianza
che riguarda direttamente
Arrigo Boldrini, comandante
della 28^ Brigata Garibaldi
"Mario Gordini".
Questa testimonianza è
riportata come "lettera
al Direttore" e pubblicata
il 2 febbraio scorso su un
quotidiano nazionale di ampia
divulgazione.
Riporto interamente la lettera
che ha per titolo:
"MIO PADRE, IL MEDICO
DI BULOW". Tralascio
ovviamente la firma in quanto
non sono autorizzato a indicarla.
Ecco il testo: <Vorrei
chiarire un aspetto quasi
sconosciuto del defunto on.
Boldrini detto Bulow, pludecorato
per meriti resistenziali.
Si tratta di una verità
mai indagata a livello politico
e giudiziario. Boldrini era
approdato al movimento della
Resistenza per poi comandare
la "28esima Brigata Garibaldi
Mario Gordini" nella
Romagna e confine Veneto.
In "1945 - Ravennati
Contro - La strage di Codevigo"
scritto da Gianfranco Stella,
si può leggere di cosa
si rese responsabile la famosa
Brigata principalmente dal
1943-1945. A guerra finita,
dopo il 25 aprile e precisamente
dal 29 aprile al 10 maggio,
la Brigata comandata da Boldrini
con il commissario politico
Gino Gatta, poi primo sindaco
di Ravenna, su ordine di Bulow
organizzò nella zona
di Codevigo-Bussolengo un
feroce rastrellamento di giovani
ex militari della Rsi già
smobilitati e in movimento
per tornare a casa. In tutto
furono torturati e fucilati
106 giovani, sepolti a Codevigo
i 3 fosse comuni (ero presente
all'esumazione nel 1962 e
vidi che molti erano stati
legati con fil di ferro, le
mani trapassate da chiodi
di 20 cm. Con il quali erano
stati inchiodati alle porte
delle stalle e poi finiti
con un chiodo, "una ciudela"
nella nuca) 17 sepolti a St.
Margherita, 12 a Brenta d'Adda,
15 a Santa Maria, 18 a Punta
di Brenta. Un macello di giovani
civili. Mio padre, medico
condotto a Ravenna, spesso
curava l'on. Boldrini e in
tutti i 30 anni in cui lo
vide professionalmente. Bulow
mai una volta si disse pentito
della responsabilità
dell'eccidio, così
come Gino Gatta, che pur curava
e che chiamò mio padre
quando la moglie iniziò
le doglie perché non
si fidava dei medici di partito!
Mio padre curò anche
il commissario aggiunto poi
senatore del Pci Ennio Cervellatim
di cui era amico d'infanzia,
l'unico a pentirsi di ciò
che era successo tanto che
rifiutò un funerale
di partito. Segue la firma>.
Come si vede poco da aggiungere
a quanto scrissi nel precedente
articolo, "Addio
Compagno Bulow"
, se
non una serie di particolari
agghiaccianti di torture.
Questo è stato Arrigo
Boldrini, detto "Bulow",
eroe della Resistenza.
Che la sua anima trovi la
pace.
Questo
articolo sarà pubblicato
anche su "Progetto Sociale"
Visita il sito http://www.filippogiannini.it
Codevigo
(ndr)