Una
risposta ai lettori di "Civium
Libertas"
24.02.08 - Il mio precedente
articolo "il Partito
Fascista Repubblicano e Giulietto
Chiesa" ha trovato
riscontro nel blog "Civium
Libertas" e alcuni
lettori hanno posto sia delle
osservazioni sia delle critiche.
Proverò a rispondere
alle une e alle altre.
Poco dopo il termine del Secondo
conflitto mondiale, nel 1947,
per ordine dei "liberatori"
(dietro ai quali, ripeto,
c'era la grande finanza e
il capitale internazionale)
ci fu imposta una commissione
parlamentare incaricata ad
indagare su gerarchi, Prefetti,
alti funzionari circa loro
ipotetici "illeciti
arricchimenti" negli
anni del Ventennio. La commissione
parlamentare era presieduta
dallo "stalinista"
Umberto Terracini.
Sempre sotto la spinta degli
stranieri vincitori, i quali
più di qualsiasi altra
cosa volevano la distruzione
completa di ogni idea di Fascismo,
vennero inquisiti 5.005 fra
gerarchi, alti funzionari,
Prefetti che avevano svolto
attività nel corso
dell'infausto regime. Lo scopo,
era ovvio: squalificare il
Fascismo in modo definitivo,
dimostrandone la corruzione
del sistema.
Grande fu lo scorno quando,
dopo mesi e mesi di indagini,
condotte in un clima di accanita
caccia al fascista, non uno
solo degli inquisiti risultò
penalmente perseguibile. Quando
questo beffa si stava concludendo,
sui giornali dell'epoca apparve
una scritta esultante: "Trovato
il tesoro di Italo Balbo".
Si trattava di una cassetta
riposta in una banca a nome,
appunto, del grande trasvolatore.
Quando gli inquisitori andarono
ad aprire il "tesoro"
trovarono solo una "Sciarpa
Littoria", guadagnata,
appunto da Italo Balbo.
Sarei spinto, a questo punto,
a cessare il mio intervento
in quanto comparare questo
aneddoto con l'attuale "sistema"
mi porterebbe ad amarissime
considerazioni, e considerare
concluso il mio intervento.
Ma non credo che questo sarebbe
opportuno, di conseguenza
amplio, anche se di poco,
le mie osservazioni.
Il Fascismo era una religione,
un modo di vivere che la generazione
di oggi non potrebbe comprendere.
Essa naviga nella corruzione
e delle menzogne più
sfrenate, l'una e le altre
necessarie per confondere
le idee del popolo e continuare,
così, a ingannarlo
e tradirlo, unico modo perché
l'attuale classe politica
(oggi ben individuata in "casta")
possa perseverare nel ladrocinio.
Durante il Ventennio fascista
furono compiuti dei veri e
propri miracoli, ma ricordarne
anche solo alcuni richiederebbe
quello spazio che non posso
pretendere.
Mi piace però citare
solo un paio di quei miracoli,
quelli che a me sono più
cari; quelli, cioè
che riuscirono a pacificare
due grandi avversari: il
lavoro e il capitale.
Lo Stato Corporativo Fascista
riuscì a far superare,
prima e meglio di qualsiasi
altro Stato, la grande crisi
iniziata nel 1929. Con queste
parole Zeev Sternhell, professore
di Scienze Politiche presso
l'Università di Gerusalemme,
descrive quell'"eccezionale
fatto" ("La
Terza Via Fascista",
pag. 128): <Il Fascismo
fu una dottrina politica,
un fenomeno globale, culturale,
che riuscì a trovare
soluzioni originali ad alcune
grandi questioni, che dominarono
i primi anni del secolo>.
L'autore continua: <Le
ragioni dell'attrazione esercitata
dal Fascismo su eminenti uomini
della cultura europea, molti
dei quali trovarono in esso
la soluzione dei problemi
relativi al destino della
civiltà occidentale>.
Il professor Sternhell aggiunge:
<Il corporativismo riuscì
a dare la sensazione a larghi
strati della popolazione che
la vita fosse cambiata, che
si fossero dischiuse delle
possibilità completamente
nuove di mobilità verso
l'alto e di partecipazione>.
Uno dei lettori del "Civium
Libertas" ha scritto,
oltretutto in modo stupidamente
villano, che parlare di Fascismo
significa far ridere i polli.
Questo lettore appartiene
alla grande schiera dei truffati,
quindi è solo da compiangere,
ma augurarsi che apra gli
occhi e la mente e studi,
studi e, ancora, studi quel
grande fenomeno che appartiene
a tutti noi italiani: il Fascismo
e di quel grande uomo, che
tutto il mondo ci invidiò
e che Winston Churchill stesso
così definì
la sua attività: <Il
genio romano è impersonato
da Mussolini, il più
grande legislatore vivente
(
). Se fossi italiano
sono sicuro che sarei del
partito di Mussolini>.
Nicola Bombacci, il fondatore
con Antonio Gramsci del Partito
Comunista d'Italia, dopo la
più che deludente esperienza
negativa in Urss, rientrò
in Italia e volle morire accanto
al Duce e, accanto al Duce
fu esposto appeso per i piedi
a Piazzale Loreto. Ebbene
Nicola Bombacci scrisse e
dichiarò che solo Mussolini
avrebbe portato il vero socialismo.
Infatti lo Stato Corporativo
era un ponte di passaggio
dalla "Carta del Lavoro"
del 1927, con la quale, per
la prima volta nella storia
mondiale venivano codificati
i diritti del lavoratore,
e la "Socializzazione",
legge emanata nel 1943. In
poche parole: "Partecipazione
dei lavoratori alle decisioni
aziendali e alla partecipazione
degli utili". Per
la prima volta nella storia
della vita sociale, i lavoratori
sono gli arbitri del loro
domani, ma essi hanno un grande
nemico: il capitalismo e chi
ad essa si oppone per miserevoli
interessi politici, di centro,
di destra e di sinistra.
Tutto questo sarebbe stata
una "mazzata"
per il capitalista e per il
potere finanziario; e allora
si spiega il perché
del già citato articolo
17 del Trattato di Pace (ricordato
nel mio precedente articolo)
e dell'articolo 30 del così
detto "Armistizio
Lungo", firmato da
Pietro Badoglio sulla nave
britannica "Nelson"
il 29 settembre 1943. L'articolo
recita: <Tutte le organizzazioni
fasciste, compresi tutti i
rami della milizia fascista
(MVSN), la polizia segreta
(OVRA) e le organizzazioni
della Gioventù Fascista
saranno, se questo non è
già stato fatto, sciolte
in conformità delle
disposizioni del Comandante
Supremo delle Forze Alleate.
Il Governo italiano si conformerà
a tutte le ulteriori direttive
che le Nazioni Unite potranno
dare per l'abolizione delle
istituzioni fasciste, il licenziamento
ed internamento del personale
fascista, il controllo dei
fondi fascisti, la soppressione
della ideologia e dell'insegnamento
fascista>.
A seguito di queste imposizioni
i politici che subentrarono
di centro, di destra e di
sinistra dettero luogo allo
smantellamento di quel che
il fascismo aveva costruito,
prima fra tutte la legge sulla
Socializzazione. L'abrogazione
di questa legge porta la data
del 26 aprile 1945. Le aziende
vennero così restituite
ai "responsabili tecnici
della produzione",
ossia, per essere più
chiari, ai padroni (art. 5
del Decreto), Decreto che
porta la firma di Mario Berlinguer,
il padre di Enrico, l'uno
e l'altro "difensori
dei diritti dei lavoratori".
<Il bilancio del Fascismo?>
si chiede Paul Gentizon, il
più grande giornalista
svizzero, che così
scrive: <Dopo secoli
di silenzio e di decadenza,
l'Italia ha nuovamente parlato
e agito. Dopo la marcia su
Roma, lungo la strada del
suo destino, pietre miliari
imponenti hanno segnato, durante
quasi un quarto di secolo,
i suoi sforzi e le sue realizzazioni.
Esse hanno nome: strade, autostrade,
ferrovie, canali di irrigazione,
centrali elettriche, scuole,
stadi, sports, aeroporti,
porti, igiene sociale, ospedali,
sanatori, bonifiche, industrie,
commercio, espansione economica,
lotta contro la malaria, battaglia
del grano, Littoria, Sabaudia,
Pontinia, Guidonia, Carta
del Lavoro, collaborazione
di classe, corporazioni, Dopolavoro,
Opera di Maternità
e Infanzia, Carta della Scuola,
Enciclopedia, Accademia, Codici
mussoliniani, Patto del Laterano,
Conciliazione, vittoria sulla
mafia ecc. ecc.. Tutto ciò
che il Fascismo ha fatto è
consegnato alla storia. E
niente riuscirà a cancellare
queste prove sorprendenti
di una volontà indomabile
di creatività e di
ricostruzione>. E'
qui che Paul Gentizon ha sbagliato.
Egli non ha considerato che
"il Fascismo essendo
davanti a noi" (e
quindi riproponibile con le
opportune variazioni necessarie
al periodo storico ben diverso),
e possa riportare a minacciare
il potere dei padroni delle
chiavi delle banche internazionali;
ecco spiegato il perché
della legge Scelba, della
legge Reale, della legge Mancino,
succube sentinelle al servizio
del potere finanziario e del
"Diktat".
Potrei citare mille e mille
altri giudizi, non dico positivi,
ma addirittura entusiasmanti
sulla figura di Benito Mussolini
e, fra questi: Pontefici,
uomini di stato, politici,
artisti, scienziati e tanti,
tanti, tanti altri.
Vorrei chiedere all'on. Giulietto
Chiesa: se a Zeev Sternhell,
a Winston Churchill, a Paul
Gentizon, e ai mille e mille
tanti altri, è stato
permesso l'esaltazione di
Benito Mussolini e del fascismo,
perché questo diritto
è negato a me?
<Poiché ci troviamo
su dimensioni fuori dal comune
diremo che nessun popolo fu
ingannato così magistralmente,
così preso in giro
e beffato, come il "popolo
italiano da tutti i partiti"
e dalla loro corte>
(George N. Crocker).
Se è vero quanto ha
scritto un intellettuale francese
(di cui non ricordo il nome):
<Diciamo la verità
vera: il 95% degli italiani
era per Mussolini>,
allora, e ripeto: se questo
è vero, sorge spontanea
una domanda: o erano imbecilli
i nostri padri e nonni, oppure
A voi la risposta.