QUESTO
ARTICOLO E' DEDICATO ALL'UNICO,
VERO, GRANDE SOCIALISTA DEL
XX SECOLO. IL BENE CHE EGLI
HA FATTO ALLA CLASSE PROLETARIA
E' INCOMMENSURABILE, TUTTAVIA
FU TRADITO (NON DA TUTTI),
ASSASSINATO E IL SUO CORPO
VITUPERATO. ANCOR OGGI CALUNNIATO.
P.S. NON STO
PARLANDO DI GESU' CRISTO.
Parlo
a Te, lavoratore sfruttato,
truffato, tradito.
09.04.08
- Ho ricevuto una lettera
da persona che ha un orientamento
politico simile al mio e che,
fra l'altro, ha scritto: <Sarà
destino degli italiani riprendere
dall'esterno ciò che
hanno rifiutato in Italia
(
). I lavoratori italiani
si renderanno conto del patrimonio
che hanno gettato al vento
(
)>.
I lavoratori italiani non
<hanno rifiutato>
e non <gettato al vento>
il patrimonio che fu a loro
lasciato da Benito Mussolini,
per il semplice motivo che
non potevano "rifiutare"
ciò che non conoscevano,
dato che sono stati ingannati
da personaggi che hanno la
cupidigia come prodotto e
la menzogna come metodo.
Tu, lavoratore italiano -
e lo posso affermare con la
massima sicurezza - da sessanta
anni (e forse da qualche anno
in più) - sei stato
ingannato, truffato e derubato
dei diritti (quelli reali)
che Mussolini ti aveva assicurato.
Per illustrare il mio asserto
voglio avvalermi di un comunicato,
rilasciato alcuni giorni fa,
dal Presidente Provinciale
dell'Anpi (Associazione Nazionale
Partigiani Italiani) del Veneto,
pubblicato su "Il
Giornale di Vicenza".
Il comunicato, a firma dell'on.
Franco Bussetto, Presidente
dell'Associazione, chiede
scusa per l'eccidio di Schio
commesso nel 1945 da <schegge
impazzite del movimento partigiano>.
Non è questo l'argomento
che voglio trattare (provvederò
in altro momento), ma mi voglio
avvalere di una frase, contenuta
nel comunicato, molto in uso
in "quell"'ambiente,
cioè la raccomandazione:
<Senza alcuna revisione
storica>.
Secondo te, lavoratore, cos'è
questo terrore della "revisone
storica"? D'altra
parte la Storia è soggetta
ad una continua "revisione",
come attestano i più
seri studiosi.
Si può "revisionare"
la storia di Mazzini o Garibaldi,
anche di Napoleone; addirittura,
recentemente è stata
"revisionata"
la storia di Nerone; insomma,
la storia di tutti i Grandi
può essere "revisionata",
ma non di Mussolini e del
Fascismo. Per questi, appena
si pone qualche dubbio sull'autenticità
dell'asserto che "la
storia ha emesso la condanna
definitiva e senza appello",
sorgono come anime dannate
i "furbastri"
i quali, per chiudere quelle
corbellerie in cassaforte
e renderle inattaccabili hanno
posto a sentinella le leggi
liberticide di Scelba, di
Reale e di Mancino. Ma in
quella cassaforte è
rinchiusa anche la truffa
che è stata perpetrata
contro di te, lavoratore e
ne garantisce la continuità.
Provo a spiegare i motivi
del terrore che la parola
"revisionismo"
crea in un certo ambiente.
Tu, lavoratore, hai idea di
quanto percepisce un parlamentare
o senatore italiano, "un
eletto dal popolo"
e che dovrebbe essere al "servizio
del popolo"? E le
altre prebende che si sono
"autoriconosciute"?
I miei dati sono ripresi da
un lavoro di Umberto Scaroni.
E' recente la notizia che
il Parlamento ha votato all'unanimità
(senza astenuti), un aumento
di stipendio per i parlamentari
pari a circa 1.135 Euro al
mese. Inoltre la mozione è
stata camuffata in modo tale
da non risultare nei verbali
ufficiali. Operazione da banditi.
I nostri "rappresentanti"
percepiscono le seguenti somme:
Stipendio base Euro 9.980
x 15 mensilità; "portaborse"
(generalmente parente o familiare):
Euro 4.030 al mese; rimborso
spese affitto: 2.900 Euro
al mese; indennità
di carica: da Euro 335 circa
a Euro 6.455 al mese. Biglietti
stadio (tribuna d'onore, è
ovvio); telefono cellulare,
teatro, assicurazione infortuni
ecc., tutto gratis e così
a seguire, senza remora alcuna.
Con Mussolini tutto ciò
era impensabile: il deputato
o il senatore di allora, percepiva
un "gettone di presenza",
perché era considerato
un "onore essere al
servizio del popolo".
E Mussolini, se andava allo
stadio, si pagava il biglietto
come qualsiasi altro spettatore.
Vogliamo ricordare che "il
tiranno" morì
poverissimo e lasciò
la famiglia tutta nella miseria?
Cominci a capire perché
"la storia ha condannato
Mussolini e il Fascismo senza
appello"?
E questa è solo una
parte, anzi una frazione.
Ti hanno mai parlato di come
i tuoi diritti fossero garantiti
dalla "Carta del Lavoro"
(1927), dalla "Camera
dei Fasci e delle Corporazioni"
(1939) e, infine, dal "Manifesto
di Verona" (1943)?
Ti hanno mai parlato della
legge sulla "Socializzazione"?
Certamente no, o, tutt'al
più, per rinnovare
la truffa ai tuoi danni ti
hanno descritto il tutto per
quello che non fu, celando,
invece, quello che è
stato.
Con la "Socializzazione
delle Imprese" (primo
passo per "Socializzare
lo Stato") Mussolini
poneva come base ed oggetto
primario il lavoro in tutte
le sue manifestazioni, con
una differenza sostanziale
rispetto a quanto sancisce
la Costituzione "nata
dalla Resistenza";
infatti questa lascia voi
lavoratori alla mercé
del sistema capitalista perché
rimangono inalterati i rapporti
fra capitale e lavoro. Invece
lo "Stato del Lavoro
Fascista" conferiva
una assoluta preminenza del
lavoro rispetto al capitale.
Per maggior chiarezza, il
capitale veniva accettato
solamente quale strumento
del lavoro.
Cos'è, allora, una
"Azienda socializzata"?
<L'azienda si dice socializzata
quando viene gestita contemporaneamente
dalle rappresentanze del capitale
e dei lavoratori, togliendo
la gestione stessa all'arbitrio
dei capitalisti>. Ne
consegue che il lavoratore
potrà godere della
ripartizione degli utili,
come fu previsto nel citato
"Manifesto di Verona".
Il "capitalista"
che per produrre ricchezza
per sé sfrutta al massimo
il lavoro altrui, spinto da
questa sua volontà
di ottenere i massimi guadagni
con minime spese, costringe
il lavoratore al massimo rendimento
riconoscendogli il minimo
salario.
Tutto ciò era inaccettabile
per Mussolini.
E' spiegato, quindi, perché
il grande capitalista, i grandi
industriali, la grande finanza
internazionale abbiano foraggiato
i movimenti antifascisti,
pagandoli centinaia di milioni
(del valore di allora) per
assicurarsi, a guerra finita,
la soppressione di quelle
leggi a loro tanto invise.
Cosa che avvenne: ancora si
sparava quando i partiti antifascisti,
come primo atto (25 aprile
1945) con legge a firma di
Mario Berlinguer (padre di
Enrico) decretarono la fine
delle leggi sulla Socializzazione.
Benito Mussolini era un vero
rivoluzionario, era l'uomo
che i lavoratori attendevano
da secoli, ma ha avuto la
sventura di cozzare contro
la pochezza di alcuni uomini
e, soprattutto contro le invincibili
lobbies economiche e finanziarie
internazionali.
Brevemente vediamo come e
perché queste "potenze"
si coalizzarono.
Pochissimi italiani hanno
letto l'indegno "Trattato
di Pace" che ci fu
imposto (Diktat) nel 1947
dai "liberatori"
e i cui tentacoli sono ancor
oggi attivissimi. L'art. 17
di questo "diktat"
proibisce tassativamente la
ricostituzione di partiti
o organizzazioni "fasciste".
Anche ad un lettore poco smaliziato
un impedimento così
chiaramente antidemocratico
può apparire incomprensibile.
"Può apparire",
ma per i "grandi manovratori
del mondo" è
una preclusione che li salvaguarda.
Il Fascismo nella sua spinta
rivoluzionaria stava investendo
quei settori, come abbiamo
poco sopra accennato, i cui
poteri sono inattaccabili.
Tutti sanno che, almeno all'epoca,
il valore del denaro era vincolato
all'oro. Mussolini aveva "osato"
mettere in discussione questo
dogma e si apprestava a capovolgerlo;
cioè il valore della
moneta sarebbe stato vincolato
al potere del lavoro e della
produzione. Dato che i principi
del fascismo si stavano espandendo
in ogni angolo del mondo (Mussolini
negli anni '30 era l'uomo
più popolare della
terra), i possessori dell'oro,
per parare il pericolo mortale,
esercitarono il loro potere
sull'apparato politico.
Assistiamo da anni ai grandi
festeggiamenti per gli "anniversari
dell'abbattimento del nazifascismo".
A prescindere dal fatto che
la Germania nazista poteva
essere considerata solo un
pericoloso concorrente commerciale
- certamente a livello mondiale
- ma niente di più,
il vero nemico dei Paesi plutocratici
(cioè dove le classi
ricche sono egemoni nella
vita pubblica) era il Fascismo:
perciò ne fu decretata
la morte.
Dal 1935 al giugno 1940 i
"paesi democratici"
misero in atto nei nostri
confronti una serie di provocazioni
per costringerci alla guerra,
argomento che in questa sede
non posso trattare perché
esula dal tema, ma sulla cui
esistenza ho ampia documentazione,
e nella quale anche l'attestazione
dello stesso Churchill.
E con la guerra fu la fine
del Fascismo e l'inizio della
grande truffa ai tuoi danni,
lavoratore, perché
fu bloccata una grande rivoluzione
che poteva rappresentare un
nuovo Rinascimento: "Il
Rinascimento del Lavoro".
E la truffa è ancora
in atto; e affinché
non perda di smalto, da ogni
dove, di giorno, di notte,
da destra, da sinistra, su
"quell'uomo",
su "quel regime"
vengono rovesciate menzogne:
perché, come disse
"qualcuno",:
ci sono uomini che debbono
morire mille volte.
Quel che rende la cosa ancora
più triste è
che i profittatori, gli sfruttatori
del tuo lavoro, per garantirsi
la propria dorata esistenza,
si sono avvalsi proprio di
te, lavoratore.