Alemanno-Rutelli:
Bella accoppiata
16.04.08
- E allora siamo al ballottaggio:
Francesco Rutelli da una parte
e Gianni Alemanno dall'altra.
Del primo me ne frego altamente,
perché se rieletto
continuerà a non far
niente per quella che era,
una volta, la Città
Eterna. Per l'altro ho
ben altre riflessioni che
qui di seguito ripropongo
alla memoria di quegli amici
lettori che hanno la mente
scordarella. Ripercorriamo
insieme la carriera politica
che ha visto Gianni Alemanno
giungere sulla soglia del
Campidoglio. Come tappa; poi
lo vedremo confluire insieme
ai finiani nel Partito
Democratico Cristiano del
PPE.
Come anticipo vorrei ricordare
che Gianni Alemanno fu uno
degli artefici dell'operazione
di Fiuggi, operazione che
ha portato a riappendere per
i piedi il corpo di quell'uomo
a Piazzale Loreto.
Ecco allora la storia del
fiuggino.
Ai funerali di Giorgio Almirante
e di Pino Romualdi un ben
noto ometto pose solennemente
la mano sul feretro del segretario
del Msi e assicurò
che sarebbe stato l'artefice
del Fascismo del 2000.
Io rimasi positivamente colpito
da quel giuramento e, dato
che sono un bischero,
credetti a quel gesto tanto
solenne.
Passarono alcuni anni e le
cose cambiarono radicalmente
e, probabilmente a suon di
dollaroni, fino a giungere
al gennaio del 1995.
Non è cosa nuova che
l'operazione condotta a Fiuggi,
in quel mese e in quell'anno,
ha prodotto in me (e certamente
in molti amici lettori) un
forte sconcerto e disgusto,
l'uno e l'altro perdurano
nel tempo.
E' amaro constatare che nel
nostro popolo si annida, da
secoli, il seme del tradimento.
Non nascondo che "quel
giorno" mi sarei
aspettato, dopo la lettura
delle "Tesi Programmatiche",
quale anticipo per lo spegnimento
della "Fiamma"
e la nascita del "Giuda",
mi sarei aspettato, ripeto,
un rifiuto generale all'operazione
finiana. Questo non avvenne.
La maggioranza, a parte un
piccolo drappello, dette seguito
alla nascita della "cosa
AN".
"Quel giorno",
fatte le dovute proporzioni,
fu compiuto un tradimento
che ricorda quello dell'8
settembre '43: allora Badoglio
e i suoi si consegnarono ai
nemici; nel gennaio '95 Fini
e i suoi trasferirono un partito
che, nel bene e nel male aveva
una precisa collocazione,
nel campo dei tradizionali
nemici.
E i "Giuda"
perseverano nel loro intento.
Pochi giorni fa uno dei cervelloni
di questo disgraziato Paese
ha osservato che in Italia
c'è un burattinaio
e ci sono dei burattini. Per
la verità io vedo solo
burattini e se c'è
un burattinaio, questi alloggia
oltre oceano. Ciò è
tanto vero che non appena
"qualcuno che conta"
afferma che Mussolini non
fece uccidere nessuno, i burattini
insorgono, ligi al vecchio
- ma sempre rigorosamente
osservato - "Trattato
di Pace" del 1948
che imponeva, e tutt'ora impone,
le più rigide sanzioni
contro il sorgere di un nuovo
Fascismo e delle sue idee.
Come i lettori hanno potuto
osservare, i burattini (tutti)
sono insorti confermando,
una volta di più, il
timore che "quell'uomo"
incute a questa masnada di
disonesti e incapaci. I "tarantolati"
sono consci che se il popolo
tutto conoscesse la verità
sulla nostra recente storia,
probabilmente le loro fortune
avrebbero, finalmente, fine.
Essi sono giunti al punto
da indurre il Presidente del
tempo (Ciampi) a convocare
l'infelice che ha avuto la
malaugurata idea di "riabilitare"
Mussolini.
Ovviamente i più accaniti
sono, come al solito, gli
ex "epigoni"
di Stalin, ma non meno feroci
sono proprio gli ex "discendenti"
di Mussolini e fra questi
spicca un certo Alemanno che,
ancora unto dell'acqua di
Fiuggi, ha sentenziato: <c'è
una condanna storica che è
unanime e non è stata
mai messa in discussione ecc.
ecc.>. E no, caro
Alemanno, forse nel crogiolo
dorato della "casa
delle libertà",
dove hai fondato le tue fortune
materiali, esiste una
condanna del genere, ma sino
a pochi anni fa la pensavi
in modo completamente diverso.
Non sarai un Pico della Mirandola
e, allora provo a rammentarlo.
Giovanni Alemanno aveva iniziato
la sua attività politica
dal 1971 in seno al Movimento
Sociale Italiano (partito
notoriamente fascista) emergendo
come attivista convinto e
convincete. Dal 1972 al 1976
è stato dirigente della
corporazione studentesca del
Fronte della Gioventù
(i nuovi "Giovani
Fascisti"). Dal 1976
al 1981 ha ricoperto l'incarico
di dirigente provinciale del
Fronte della Gioventù
di Roma e di dirigente federale
del MSI per la politica scolastica.
Sempre in seno al "partito
notoriamente fascista"
ha svolto una intensa attività
politica, passando dalla carica
di segretario provinciale
del FdG (1982) a dirigente
dell'Esecutivo nazional giovanile,
per poi fare parte del Comitato
Centrale del MSI (1984). Nel
1988 venne eletto Segretario
Nazionale del Fronte della
Gioventù, succedendo
al Segretario del Partito
Gianfranco Fini.
Ma ora viene il bello: il
suo antiamericanismo (di allora)
lo portò ad organizzare,
il 28 maggio 1989 a Nettuno,
una drammatica manifestazione
con i giovani del FdG: manifestazione
che riuscì a bloccare
il corteo del Presidente americano
Bush (padre) per protestare
contro la celebrazione della
occupazione alleata del 1945.
La durissima reazione delle
Forze dell'Ordine causò
il ferimento e l'arresto di
Alemanno e di numerosi altri
militanti, provocando in tutta
Italia manifestazioni di solidarietà
da parte del mondo giovanile
e dei reduci della Repubblica
Sociale Italiana.
Insomma una bella carriera
in "camicia nera".
Come si vede, il bagno nell'acqua
di Fiuggi era lontano e Alemanno,
con i "camerati"
Maceratini, Fini, Bontempo
e tanti e tanti altri ancora,
erano intenti a cantare "Giovinezza",
ad esaltare Mussolini e il
Fascismo; e non fantasticavano
stupide, ignobili e antistoriche
"condanne"
che servono solo a tenere
in vita uno Stato che non
c'è, se non quello
dei corrotti e dei corruttori.
Poi l'illuminazione "sulla
strada di Fiuggi",
e come per incanto, non più
"Giovinezza",
ma "Stars and Strips",
mai più il saluto romano,
ma una "condanna senza
appello" di Mussolini
e del Fascismo, non più
socializzazione, libero mercato.
E allora: o Alemanno e i suoi
ex "camerati"
erano imbecilli prima di Fiuggi,
o sono imbecilli oggi. Questo
se sono in buona fede e in
perfetta onestà. Oppure
Alemanno e "camerati"
hanno furbescamente sfruttato
la credulità di coloro
(e fra questi c'è anche
il bischero che scrive queste
note) che hanno creduto nelle
idee innovatrici del Duce
del Fascismo facendone il
trampolino di lancio per sedersi
sulle poltrone dorate del
benessere materiale.
E' questo il trionfo della
materia sullo spirito, delle
Banche sul pensiero, del piacere
sul dovere, dell' ipocrisia
sulla lealtà, di Giuda
su Cristo, o, sempre parafrasando
Appelius, l'apoteosi definitiva,
e senza altre speranze, dell'oro
sul sangue?
In ogni caso: <Il
tradito può essere
un ingenuo, ma il traditore
è sempre un infame>
(Benito Mussolini).
E il traditore non deve essere
premiato, ma disprezzato e
punito.
E allora, per tornare a bomba,
come si usa dire, amici che
mi chiedete come la penso,
la risposta è semplicissima:
nessuna preferenza al traditore.
Oltretutto chi ha tradito
non può essere premiato,
addirittura, da chi ha subito
il tradimento.
Quindi al ballottaggio, tutti
al mare.
Anche se dovesse diluviare.
Io ci andrò!