Fu
il Fascismo, e solo il Fascismo,
a rendere generosa la Terra
08.05.08
- Ho ricevuto da un caro amico,
Auro Gonano, che vive in Australia,
dove ho avuto modo di conoscerlo
e stimarlo per la sua purezza
di spirito, una lettera dalla
quale estrapolerò alcuni
concetti. Egli scrive: <Ho
letto su l'Alpino di
gennaio e marzo le due lettere
scritte da Moglia e Gabella
circa l'adunata del 2009 a
Latina. La pressione del sangue
mi è andata alle stelle,
ho pianto dalla rabbia (
)>.
Poi Auro Gonano scrive di
essere stato alpino e ricorda
come da bambino vide partire
suo zio per l'Agro Pontino
e che <da laggiù
ci mandava foto e soldi a
mia nonna vedova con otto
figli la quale ha potuto liberarsi
dai debiti (
). L'ombra
di quel Gigante (Benito Mussolini,
nda) continua a fare paura
a tanti Pigmei (
)>.
Cosa e chi hanno turbato a
tal punto Auro Gonano da smuoverne
l'ira?
Vediamo per prima la lettera
del signor Gian Carlo Moglia
di Borghetto (Pc), il quale
fra l'altro scrive, circa
l'adunata degli Alpini che
si dovrà svolgere a
Latina: <Perplessità,
stupore, allucinazione
mi
piacerebbe che un consigliere
mi spiegasse le motivazioni
della scelta di Latina (ma
non era Littoria? nda) in
modo chiaro, conciso, non
politichese. Alcune malelingue
insinuano che ci sia un desiderio
sopito di rinvangare il mito
del colono a torso nudo e
i colli fatali>. La
seconda lettera è del
signor Domenico Gabella di
Borgotaro (Pr), il quale rifacendosi
alla lettera del signor Moglia,
dopo un ampio preambolo, scrive:
<Voglio ricordare il
sacrificio di ex combattenti
della Grande Guerra, parlo
in special modo dei contadini
veneti, friulani, lombardi,
abruzzesi e anche laziali
che si videro premiati
con un solo biglietto di andata,
spediti con le loro famiglie
a morire di stenti e di malaria.
Si parla di decine di migliaia
di morti. Dopo la guerra,
con le sue tragedie, morire
in una palude
>.
Facciamo un po' di storia,
perché, ritengo, che
tutti abbiano ragione: Gonano,
Moglia e Gabella
se
ho ben interpretato le varie
argomentazioni.
Da tempo immemorabile, imperatori,
Papi e Governi unitari, quelli
pre fascisti tentarono di
prosciugare le paludi; non
intendo solo quelle Pontine,
perché l'Italia era
ricca di queste calamità.
Tutti, e ripeto tutti fallirono.Verso
la fine dell'800 il tema delle
bonifiche assunse particolare
rilievo perché i contadini
chiedevano sempre con maggiore
insistenza terre da lavorare.
Il grande momento sembrava
che si presentasse sul finire
della Prima Guerra Mondiale,
con il ritorno dalle trincee
dei combattenti, tanto più
che ai soldati, in prevalenza
contadini, in pieno momento
bellico era stata promessa
terra da coltivare. Il ritorno
dei combattenti fu inconcludente,
non solo, ma deludente: le
promesse incontravano la tenace
resistenza dei latifondisti.
L'unica concreta iniziativa
del Governo Vittorio Emanuele
Orlando risale al 1917 con
la creazione dell'Opera
Nazionale Combattenti
il cui scopo era di facilitare
l'inserimento nella vita lavorativa
di coloro che avevano passato
anni nelle trincee. In merito
scrive Riccardo Mariani (L'Economia
Italiana fra le due Guerre,
pag. 445): <Per
molti anni l'Istituto fu solo
uno strumento di sottogoverno
e ai braccianti disoccupati
non restò che occupare
con la forza quella terra
che, seppure promessa, sembrava
impossibile ottenere democraticamente>.
Ovviamente fra le terre
occupate con la forza
ci furono anche quelle soggette
a rischio di malattie mortali.
Ma, ripeto, siamo ancora lontani
dall'avvento del Fascismo.
Questo trovò, fra gli
altri guai lasciati dai precedenti
Governi, anche quelli delle
terre promesse e mai assegnate,
una questione irrisolta e
aggravata da una fortissima
disoccupazione, che il fascismo
tentò di arginare con
la politica di lavori pubblici.
Per risolvere il problema
Mussolini si avvalse di un
personaggio, Arrigo Serpieri,
teorico e realizzatore delle
bonifiche integrali in Era
Fascista. Fu nominato
da Mussolini Sottosegretario
dell'Agricoltura, con l'incarico
alla Bonifica integrale,
quindi non solo al prosciugamento
delle paludi, ma con la più
ambiziosa meta di operare
sull'assetto integrale
del territorio.
Nel 1932 Mussolini visitando
i lavori di bonifica delle
paludi pontine, a lavori ormai
quasi completati, autorizzò
la costruzione di un villaggio
operaio rurale al centro della
zona risanata.
Quest'opera, definirla straordinaria
non è esagerazione,
suscitò uno straordinario
interesse nazionale, ma
ancor più internazionale,
tanto da richiamare da ogni
parte del mondo tecnici per
studiare il miracolo.
Ma non è tutto. Mussolini
autorizzò la costruzione
di cinque nuove città:
Littoria (altro che Latina),
Sabaudia (giudicata come uno
dei più raffinati esempi
di razionalismo europeo),
Pontinia, Aprilia, Pomezia.
Tutte edificate in tempi
fascisti e senza scandali
di sorta.
Per rendersi conto delle proporzioni
gigantesche dell'opera di
Serpieri e quindi del fascismo
nell'arco di pochi anni, occorre
ricordare, a parte la più
nota bonifica dell'Agro
Pontino, quelle dei bacini
di Sessa, Licola, Varcaturo,
del Sele e del Volturno inferiore
in Campania, dell'agro fra
Metaponto e Novastri in Lucania,
della piana di Sibari (circa
32.000 ettari), delle aree
tra Suvero e la foce dell'Angitola,
tra i fiumi Fallace e Neto
(circa 20.000 ettari) in Calabria,
del lago Lentini e di alcune
zone nelle province di Trapani
e Siracusa in Sicilia, e tante
altre, e non solo in Italia.
Ricordarlo a quarantotto anni
dalla morte di Serpieri, avvenuta
a gennaio 1960 a Firenze,
significa rievocare un'Italia
diversa da quella attuale
e soprattutto diversa nella
classe politica e nella classe
dirigente, operante al di
fuori d'ogni demagogia, nel
segno della fattività,
della competenza, della professionalità
e, vorrei dire, della genialità
e dell'onestà.
E mi richiamo alle espressioni
di Gonano Auro circa i Giganti
e i Pigmei: abbiamo
visto in queste poche righe
il realizzarsi di opere grandiose;
invito i lettori ad ammirare
l'opera dei Pigmei.
Il viaggiatore che proviene
da Nord sull'Aurelia, poco
prima di entrare a Roma, sulla
destra potrà ammirare
un gabbione incapsulato in
travi di legno. Ebbene, da
dieci anni quel gabbione
nasconde una fontana che erogava
acqua di gusto eccellente
e che attende di essere rimessa
in attività.
Aspetta e spera
Per concludere, torniamo alla
denuncia di Gonano Auro.
Certamente, e me lo auguro,
i signori Moglia e Gabella
si riferivano a fatti accaduti
nel periodo pre-fascista.
Se così non fosse,
beh, sarebbe un grave atto
di disonestà intellettuale.