Come
e' stato tradito (anche) Giorgio
Almirante credevo
, pensavo
,
speravo. Invece: Che delusione
Dedicato ai "signori"
di Fiuggi: <L'otto settembre
è giorno memorando/volta
la fronte all'invasor nefando/l'Italia
con l'antico suo valore/alla
vittoria guidò il vincitore>
(C. Malaparte)
28.05.08
- Sì, credevo; credevo
che i delegati al Congresso
del Msi di Fiuggi del gennaio
1995, dopo aver letto le "Tesi
Programmatiche di A.N."
avrebbero preso a fischi "l'ideatore"
di quella mascalzonata. Invece:
che delusione!
Credevo che dopo la dichiarazione
di quel Gianfranco Fini, di
trascinare A.N. nel Partito
Popolare Europeo (democristiano),
ci sarebbe stata una sollevazione
popolare. Invece
Amico lettore che hai la pazienza
di leggermi, dimmi se "quello"
è un uomo. Mi correggo:
"se quelli sono uomini",
e mi riferisco, oltre al moderno
"Giuda" anche
ai vari Alemanno, La Russa
e altri immorali personaggi
che costellano il firmamento
dei futuri democristiani del
P.P.E..
Giorgio Almirante, e lo voglio
ancora ricordare, poco prima
di morire lanciò questo
ammonimento: <(
)
e un'altra cosa voglio dirvi
in questa specie di testamento
politico, attenzione alla
storicizzazione del Fascismo!
(
). Perché questa
non sarebbe storicizzazione:
sarebbe la liquidazione del
Fascismo! IL FASCISMO NON
E' DIETRO LE NOSTRE SPALLE:
IL FASCISMO E' DAVANTI A NOI!>.
Questo è il sunto del
testamento politico
lasciato da Giorgio Almirante
nel 1987. Per "Noi"
sono parole sacrosante.
Il 17 novembre 1986, due anni
prima della sua morte, Giorgio
Almirante scrisse una lettera
all'on. Cristina Moscardini,
dove fra l'altro si legge:
<Cara Cristina (
).
Puoi stare certa che il mio
ultimo respiro sarà
fascista, nel nostro senso
del termine. Perché,
per me, per noi, si tratta
della battaglia di tutta la
nostra vita>. Poi,
quasi presago di quel che
poteva accadere dopo la sua
morte, così terminò:
<SEI AUTORIZZATA A SBATTERE
IN FACCIA A CHICCHESSIA QUESTA
MIA LETTERA, CHE NON E' CONFIDENZIALE,
UN ABBRACCIO - Giorgio ALMIRANTE>.
Il 22 maggio 1988 il "delfino"
del vecchio Segretario del
Msi, Gianfranco Fini, in occasione
del funerale, poggiata la
mano sul feretro del suo maestro,
solennemente giurò
con queste parole, riportate
poi sul "Secolo d'Italia"
del successivo 23 maggio:
<E' morto un grande
italiano. Era un italiano
coerente, tenace, pulito,
coraggioso. (
). E' morto
un uomo che non può
morire. Un uomo che ci ha
consegnato quell'Idea, quella
bandiera, quell'onore che
in questo momento ci dice
di dovere andare avanti. Lo
faremo, Almirante! Te lo giuriamo
col cuore gonfio di dolore,
ma con l'animo colmo di fierezza
per essere stati con te in
tutti questi anni meravigliosi
e terribili nei quali tu ci
hai insegnato che le prove
più difficili possono
e debbono essere vinte (
)>.
Dopo queste parole, quell'"uomo",
che chi scrive queste note
disprezza solennemente, osò
aggiungere, sempre rivolgendosi
agli insegnamenti di Giorgio
Almirante:<Tu Almirante
hai vinto la prova della scissione
di palazzo quando i trenta
denari della corruzione piegarono
i vili (
). Tu Almirante
ci hai consegnato un partito
forte, orgoglioso e pulito.
E forti, orgogliosi e puliti,
come tu, col tuo esempio mirabile
ci hai insegnato ad essere,
andremo avanti insieme con
te>.
Tratteggiamo ora il percorso
del novello Segretario, di
quello dei <trenta denari
della corruzione piegarono
i vili>:
1988, è orgoglioso
di consegnare la tessera del
Msi a Le Pen;
1989: <Non dobbiamo
rischiare di perdere la nostra
identità nazionale
in Europa>;
1990, dichiara che il Fascismo
non è mai morto;
1991, <Il Fascismo è
un'esperienza non conclusa,
e noi ci sentiamo intimamente
legati ad esso>;
1992, capeggia la più
grande manifestazione a Roma
di "fascisti"
(la polizia ha indicato la
cifra in 70 mila missini in
piazza);
1993, definisce Mussolini
il più grande statista
del secolo. Sempre in quell'anno
dopo la grande vittoria del
Msi (solo contro tutti gli
altri partiti coalizzati,
sinistra e destra), "stranamente"
si reca a Londra e a New York,
note sedi della Massoneria,
la grande nemica del Fascismo,
e torna antifascista.
18 giugno 1994, rilascia a
"Le Monde"
un'intervista nella quale,
fra l'altro, disse: <J'ai
répudié solennellement
la dictature de Mussolini>,
1995, seppellisce il Msi con
l'infame "operazione
di Fiuggi", presenta
le aberranti "Tesi
Programmatiche" e
attesta che <Il Fascismo
non deve più ripetersi>,
1996, chiede perdono agli
ebrei per gli orrori commessi
da Fascismo (forse intendeva
parlare di "errori"
commessi da Mussolini per
aver salvato gli ebrei);
1997, <Sono un conservatore
atlantista>,
1998, fa sapere che bisogna
condannare il Fascismo in
ogni sua forma,
1999, solennemente dichiara
che <L'America ha liberato
l'Europa>,
2000, <La Repubblica
Sociale Italiana fu la pagina
più vergognosa della
storia italiana>;
2002, il contrordine: "Mussolini
non è mai stato il
più grande statista";
2003, definisce Mussolini
e il Fascismo il male assoluto.
Questo è, ovviamente,
un breve sommario del tragitto
di Gianfranco Fini il quale,
come già accennato,
porterà i signori di
A.N. nel P.P.E.. E intanto
"lui" siede
sul più alto scranno
del Parlamento italiano; ma
è solo un passaggio,
perché l'ambizione
di questo personaggio non
ha limiti. E nella corsa è
sorretto da individui altrettanto
immorali e privi di scrupoli.
Il bravissimo Pietro Cappellari
mi ha inviato una mail nella
quale riporta alcune parti
di un'intervista rilasciata
da Gianni Alemanno al "Sundey
Times". E' un capolavoro
di meschinità e ipocrisie
degne del Gianfranco Fini.
A te lettore il giudizio.
Al "Sundey Times"
Gianni Alemanno, in occasione
della vittoria nella corsa
al Campidoglio, ha dichiarato:
<Non sono fascista,
né postfascista>.
Poi, dato che il candido mondo
italiano è diviso tra
"cattivi"
e "buoni",
una linea che parte da circa
settant'anni fa, dove i "buoni"
sono gli antifascisti e i
"cattivi",
è ovvio, sono i fascisti,
Alemanno, con una serie di
contorsioni cerca di rientrare
nella categoria dei "buoni"
ed ecco la tecnica seguita.
"Del resto Alemanno
è nato molti anni dopo
la fine del ventennio. Dunque
non può essere stato
né fascista, né
ex fascista. Semmai può
essere definito ex missino
che è altra cosa
(scusate, ma il Msi non era
un Movimento di chiara impostazione
fascista? nda). Ex fascisti
sono coloro che aderirono
al Pnf durante il regime,
magari da giovani ai Littoriali".
E la danza del ventre di Alemanno
continua su questa linea.
Al che Pietro Cappellari,
giustamente risponde: "Alemanno
era fascista e come. Me lo
ricordo cosa diceva ai tempi
del Msi, ai tempi del suo
arresto a Nettuno per aver
interrotto il corteo presidenziale
statunitense. Certo, errori
di gioventù dirà
qualcuno
Ma certo senza
quegli errori il caro amico
non sarebbe mai salito nella
gerarchia politica del Msi
che, poi, lo proiettarono
al golgota del firmamento
democratico. Una volta tutto
ciò si chiamava tradimento,
ma oggi di certo non fa testo,
questo è solamente
"stile", "opportunità".
Uno stile che comunque mi
fa schifo".
Caro Cappellari, una volta
le parole avevano un senso,
una volta, non oggi. "Una
volta" l'operazione
Fiuggi sarebbe stata chiamata
"tradimento",
oggi può essere definita:
"operazione democratica".
Ma sempre "schifo"
fa, almeno a chi scrive queste
note e a Pietro Cappellari.
E Cappellari continua: <Incredibile
la giustificazione che una
persona essendo nata dopo
il Ventennio non può
essere fascista. Ma ci prendete
in giro? Allora nessuno può
definirsi cristiano perché
è nato dopo la morte
di Gesù Cristo?>.
Ho letto da qualche parte
che lo sport italiano di accorrere
in aiuto del vincitore dipende
dal fatto che non vuol essere
lasciato indietro, cioè
che vuole essere partecipe
della storia.
Caro Pietro, vorrà
dire che "Noi"
non siamo italiani; d'altra
parte aver per compatrioti
simili personaggi non è
una grande perdita.
Avrei voluto concludere con
un "credevo"
,
ma è troppo tardi,
concludo, più appropriatamente,
con un: "che schifo"!!!