Le
Firme * Filippo
Giannini
Aiuto!
Oltre che imbecille, sono impazzito
Per
due
Avanti march; Un
due
Un
due
11.09.08
- Il
titolo è piuttosto stravagante,
lo riconosco, ma è anche
voluto. Perché? L'ho
appena scritto: "Sono
impazzito". Dopo quasi
settant'anni di demonizzazione
del Fascismo e del suo capo,
scrivere una collana che ha
per titolo "Benito Mussolini,
l'uomo della pace"
solo un pazzo può avventurarsi
in simile avventura. Uomini
di indiscussa serietà
e coerenza come lo furono Spadolini,
Gianfranco Fini, Giorgio Bocca
e, ultimamente il venerando
Presidente della Repubblica,
di cui nessuno può disconoscere
la coerenza politica. Personaggi
che al solo nominare "Fascismo"
entrano in rotta di collisione
con l'ambiente che li circonda.
D'altronde, l'ho riconosciuto
poco sopra: "Sono impazzito".
Lo "stinnicchio"
che ha investito Giorgio Napolitano,
Walter Veltroni, Gianfranco
Fini e tanti altri democratici
cervelloni, soprattutto quelli
con la "chippa",
dimentichi (ma attenzione, parla
un pazzo, l'ho confessato)
del bene ricevuto da "quell'
uomo" e dal suo Regime.
In questo momento ho un attimo
di lucidità (almeno lo
spero) e cercherò di
spiegare la natura stramba del
titolo: <Avanti march!
Un due
>
Dopo anni di "stinnicchiamenti",
in questi giorni lo "stinnicchio"
ha colpito Giorgio Napolitano
e la comunità ebraica;
il motivo degli "stinnicchi"
va ricercato in alcune dichiarazioni
del super coerente Alemanno
e del suo collega La Russa.
La loro colpa? Non hanno detto
sufficientemente male del "male
assoluto".
Dato che sono un pazzo confesso,
voglio portare meco altri pazzi
e imbecilli nella fossa dei
serpenti.
La prima fila, avanti march.
Un
due
De Gasperi ("Il
Trentino" 7 aprile
1921): <Noi non condividiamo
il parere di coloro i quali
intendono condannare ogni azione
fascista sotto la generica condanna
della violenza. Ci sono delle
situazioni in cui la violenza,
anche se assume l'apparenza
di aggressione, è in
realtà una violenza difensiva,
cioè legittima>.
Matteo Matteotti (Il
figlio di Giacomo): <(
).
No, il duce non aveva alcun
interesse a farlo uccidere (il
padre, nda): si sarebbe alienato
per sempre la possibilità
di un'alleanza con i suoi vecchi
compagni, che non finì
mai di rimpiangere>.
L'intellettuale Stanley Baldwin
(1928): <Non credo che
vi siano in Europa uomini di
eccezione come Mussolini>.
L'attore di Hollywood Wallace
Beery (1933): <Mussolini
grande! Italia bellissima! Italiani
simpaticissimi! Evviva Italia!
Evviva Mussolini>.
Renzo De Felice (in merito
alle leggi sulla comunità
ebraica - settembre 1931): <Le
critiche erano poche e, sostanzialmente
di scarso peso. Sempre nello
stesso numero dell'"Israel"
ancora più favorevoli
si mostrarono poi il presidente
Sereni e il rabbino Sacerdoti:
"La nuova legge che
io non esito a definire la migliore
di quelle recentemente emanate
in altri Stati - procurerà
un rifiorire degli istituti
ebraici italiani>.
Pio XI (1929): <E
forse ci voleva un uomo come
quello che la Provvidenza ci
ha fatto incontrare (
).
E dunque, con profonda compiacenza,
che crediamo di avere con esso
ridato Dio all'Italia e l'Italia
a Dio>.
Ildefonso Shuster (Religioso
- 1936): <Mussolini è
il simbolo della Nazione, dello
Stato, della Cristianità:
egli porta la Croce di Cristo,
spezza le catene degli schiavi,
spiana le strade ai missionari
del Vangelo (
). Dopo la
Marcia su Roma e dopo la Convenzione
del Laterano, Dio ha risposto
dal Cielo, ricingendo - per
opera del Duce - Roma e il Re
in un ripullulante lauro imperiale
la Pax Romana>.
Il commediografo George B.
Shaw - 1936: <E' la
lotta tra la civiltà
e la barbarie. E' perfettamente
inutile scandalizzarsi davanti
all'Italia di Mussolini che
si preoccupa di imporre in Abissinia
la cultura e il progresso>.
Winston Churchill (Seconda
Guerra Mondiale, 1° Vol.
pag. 209): <Adesso che
la politica inglese aveva
forzato Mussolini a schierarsi
nell'altro campo, la Germania
non era più sola>.
George Trevelyan (Storia
d'Inghilterra, pag. 834): <E
l'Italia fu gettata in
braccio alla Germania dalle
sanzioni economiche(
)>.
Léon Nöel
(1980): <Colpa della Francia
se, dopo Stresa, il Duce è
stato spinto ad allearsi
con Hitler. Ci siamo lasciati
sfuggire Mussolini>.
Renzo De Felice (nel
corso di una intervista televisiva):
<Una volta che Mussolini
fu gettato nelle braccia
della Germania di Hitler,
era impensabile che anche l'Italia
non avesse le sue leggi razziali>.
Mordechai Poldiel (Storico
israeliano): <L'Amministrazione
fascista e quella poltica,
quella militare e quella civile,
si diedero da fare in ogni
modo per difendere gli ebrei,
per fare in modo che quelle
leggi rimanessero lettera morta>.
Daniele Vicini (giornalista
de l'Indipendente - 20 luglio
1993): <Ebrei e comunisti
sciamano verso il Brennero,
frontiera che possono varcare
senza visto a differenza di
altre (americana, sovietica,
ecc.) (
). Polizia e carabinieri
ricevono disposizioni dal
Duce, chiare ed essenziali,
anzi ridotte ad una sola parola:
"Sorvegliare".
Non arrestare (
).
Strana dittatura quella fascista.
Strana democrazia quella americana>.
Rosa Paini (Storica ebrea.
Il Sentiero della speranza,
pag. 22): <Quel colloquio
lo aveva voluto Mussolini ancora
più favorevole agli ebrei,
in modo da essere indotto a
concedere tremila visti speciali
per tecnici e scienziati ebrei
che desideravano stabilirsi
nel nostro Paese>.
George L. Mosse (Docente
nell'Università di Gerusalemme,
autore del libro Il razzismo
in Europa, pag. 245): <Mentre
in Germania Hitler restringeva
sempre più il numero
di coloro che potevano sottrasi
alla legge, in Italia avveniva
il contrario: le eccezioni furono
legioni. Come abbiamo già
detto, era stato Mussolini stesso
a enunciare il principio "discriminare
non perseguire". Tuttavia
l'esercito italiano si spinse
anche più in là,
indubbiamente con il tacito
consenso di Mussolini>.
Zeev Sternhell (Studioso
ebreo, autore del libro La
Terza Via Fascista): <Il
Fascismo fu una dottrina politica,
un fenomeno globale, culturale,
che riuscì a trovare
soluzioni originali ad alcune
grandi questioni che dominarono
i primi anni del secolo (
).
Le ragioni dell'attrazione esercitata
dal Fascismo su eminenti uomini
della cultura europea, molti
dei quali trovarono in esso
la soluzione dei problemi relativi
al destino della civiltà
occidentale (
). Il Corporativismo
riuscì a dare la sensazione
a larghi strati della popolazione
che la vita fosse cambiata,
che si fossero dischiuse delle
possibilità completamente
nuove di mobilità verso
l'alto e di partecipazione>.
Winston Churchill (1925):
<Il genio romano è
impersonato da Mussolini, il
più grande legislatore
vivente>.
André F. Poncet (Diplomatico
- 1951): <Se nel 1936
la Francia e la Gran Bretagna
fossero state disposte ad imitare
Mussolini, sarebbe scoppiata
la guerra e per Hitler sarebbe
stata la catastrofe>.
Winston Churchill (1947):
<Le grandi strade che
egli tracciò resteranno
un monumento al suo prestigio
personale e al suo lungo governo>.
Ezra Pound (Poeta americano
- 1940): <Churchill credeva
nella forza brutale mentre Mussolini
era molto umano>.
Pio XII (1952): <Mussolini
è il più grande
uomo da me conosciuto e, senz'altro,
fra i più profondamente
buoni; al riguardo ho troppe
prove per dimostrarlo>.
Paul Gentizon (Le
Mois Suisse - maggio 1945):
<Coloro i quali vogliono
ad ogni costo raffigurarlo come
un essere intrattabile, rude,
duro come il granito si ingannano
completamente. Il potere non
lo logorò per niente.
Per tutta la vita egli conservò
intatta la sua spontaneità
emotiva. Non si possono enumerare
i suoi atti di bontà
(
). Il bilancio del Fascismo?
Ha nome: autostrade, ferrovie,
canali di irrigazione, centrali
elettriche, scuole, stadi, sports,
aeroporti, igiene sociale, ospedali,
sanatori, bonifiche, industrie,
commercio, espansione economica,
lotta contro la malaria, battaglia
del grano, Littoria, Sabaudia,
Pontinia, Guidonia, Carta del
Lavoro, collaborazione di classe,
Corporazioni, Dopolavoro, Opera
Maternità e Infanzia,
Carta della Scuola, Enciclopedia,
Accademia, Codici mussoliniani,
Patti Lateranensi, Conciliazione,
pacificazione della Libia, marina
mercantile, marina da guerra,
aeronautica, conquista dell'Abissinia.
Tutto ciò che ha fatto
il Fascismo è consegnato
alla storia. Ma se c'è
un nome che, in tutto questo
dramma, resterà puro
e immacolato, sarà quello
di Mussolini>.
Sarà per la mia condizione
di soggetto paranoico e imbecille,
ma pur avendo a disposizioni
altri mille e mille giudizi
di altri pazzi e imbecilli,
qui termino. Ma, nel contempo,
mi metto rigidamente sull'attenti
e radunati i "pazz e
imbecillii", autorizzo
il Presidente Giorgio Napolitano
a farli marciare: "Per
due, avanti march
Un due
Un due
¨fino a
condurli nella fossa dei serpenti.
Tra i "pazzi e imbecilli"
intravedo anche Pio II, Pio
XI, gli ebrei George L. Mosse,
Rosa Paini, Mordechai Poldiel,
Zeev Sterrnhell, Angelo Sacerdoti,
Angelo Sereni, studiosi e attori,
storici-giornalisti, come Paul
Gentizon e di seguito. Tutta
gente di secondo se non di terzo
piano intellettuale a confronto
dei Giorgio Napolitano, dei
Walter Veltroni, dei Gianfranco
Fini e geniacci simili, tutti
colti da "stinnicchi"
al solo nominare il "male
assoluto".
Diventiamo seri, anche se in
questo contesto risulta difficile.
Chi scrive queste note è
un "romano de Roma"
da almeno sette generazioni,
e sente, oltre ad un non comune
senso della Giustizia, anche
la spinta civilizzatrice dei
suoi antenati.
Il motivo del mio disprezzo
verso tutto e tutti lo chiarisce
l'intellettuale francese Claude
Ferrere, che nel 1946 sentenziò:
<Alcuni italiani si
sono vendicati di un Capo troppo
grande per loro, le cui stesse
benemerenze apparivano troppo
gravose. E tutti i governanti
d'Europa anche se non osarono
approvare apertamente, gioirono
in segreto. Dinanzi a quell'Uomo
(così nel testo, nda)
erano afflitti da un conplesso
di inferiorità insopportabile,
come era accaduto tempo prima
con Napoleone. Duemila anni
or sono per le stesse ragioni,
venne ucciso Giulio Cesare>.
Ed io "non-ce-stò!¨.
E allora, "italioti",
avanti march.
Io torno indietro. Retro-front:
un due
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Filippo
Giannini è nato a Roma l8 agosto 1931.
Architetto,
ha lavorato oltre che in Italia, in Libia e in Australia.
E
collaboratore di numerosi quotidiani e periodici.
http://www.filippogiannini.it/
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