Le
Firme * Filippo
Giannini
E'
patologia o cos' altro?
Sempre in memoria del "Male
assoluto"
15.09.08 - Un buon amico, Francesco,
mi scrisse qualche giorno fa
una lettera nella quale, fra
l'altro, mi ricordava: <Caro
camerata, l'Italia non da oggi
ma dai tempi di Pier delle Vigne,
è stata sempre ben fornita
di traditori tanto che non si
capisce, alla fine, se ci sia
qualcuno che non sia un potenziale
traditore (
)>.
Tristi considerazioni, anche
perché è verità.
Ovviamente questa breve premessa
per entrare nell'argomento che
molti lettori avranno intuito:
le ultime allucinanti dichiarazioni
di Gianfranco Fini, dichiarazioni
espresse dinnanzi ad una platea
di giovani (moltissimi in camicia
nera. Perché?) i quali,
così almeno mi è
sembrato, ad ascoltare quelle
parole, erano sbigottiti.
Il percorso di questo individuo
la cui taratura morale è
ben comprensibile conoscendo
il percorso, i giuramenti fatti
su bare, gli impegni solennemente
assunti, tutto poi azzerato
di fronte all'ambizione più
sfrenata nella quale ha coinvolto
persone che credevano in lui.
Egli passa su tutto, infanga
tutto, tutto stritola pur di
giungere ai suoi obiettivi.
Già da anni ho tanto
scritto di lui (e su coloro
che gli sono accanto), ma questa
volta mi voglio soffermare su
un punto del suo discorso pronunciato
alla festa nazionale di Azione
Giovani di A.N.. E principalmente
nella frase: <Non c'è
assolutamente compatibilità
fra chi combatté con
la R.S.I. e chi combatté
con la resistenza, perché
i primi combatterono per una
causa sbagliata, mentre i secondi
combatterono per una causa giusta>.
Capisco che per molti di "Noi"
queste parole smuovono un senso
d'ira, anche perché (e
questo stato di fatto è
per nostra colpa) siamo nell'impossibilità
di contestare simili mostruosità
dato che non disponiamo di mezzi
di comunicazione. Tuttavia sono
spinto a controbattere su questo
foglio quelle mascalzonate.
Nella sua immoralità
Gianfranco Fini è molto
intelligente ed ha saputo valutare
bene i tempi dei suoi interventi.
Prima ha saputo ammaliare Giorgio
Almirante, poi ha giurato che
sarebbe stato l'artefice
del Fascismo del XXI secolo,
poi ha sfruttato la buona fede
di coloro che mai avrebbero
sospettato una tale diabolica
meschinità morale, dette
luogo all'operazione Fiuggi;
operazione ben riuscita solo
perché il mondo intero
ha perso quel pur minimo senso
dell'onore e della dignità.
Io, forse più imbecille
che ingenuo, scrissi che mi
sarei aspettato che in quel
Congresso del gennaio 1995,
di fronte a quelle proposte
di condanne senza appello,
l'intera platea si fosse alzata
indignata e lasciati soli, nella
loro miseria, gli artefici di
quella manovra di stile badogliano.
Invece nulla, a parte pochi,
tutti seguirono la svolta verso
l'antifascismo. Che viltà!
Prima di entrare in argomento,
per misurare l'entità
del voltafaccia finiano, voglio
ricordare quel messaggio che
il Fini inviò agli ex
Marò della Decima
il 7 maggio 1992: <AI
COMBATTENTI DELLA DECIMA, ESPRESSIONE
PIU' ALTA DEL VALORE DEI NOSTRI
SOLDATI, VA IL CAMERATESCO SALUTO
DI TUTTO IL MSI. A CHI, COME
VOI, DIFESE L'ONORE E LA DIGNITA'
DELLA PATRIA NEL MOMENTO PIU'
TRAGICO E DOLOROSO DELLA NOSTRA
STORIA NAZIONALE, DEVE RENDERE
OMAGGIO OGNI ITALIANO: OGNUNO
DI VOI E CON VOI TUTTI I COMBATTENTI
DELLE FORZE ARMATE DELLA RSI,
RAPPRESENTA LA PROVA CHE CHI
E' VINTO DALLE ARMI MA NON DALLA
STORIA, E' DESTINATO, CON IL
PASSARE DEL TEMPO, A GUSTARE
IL DOLCE SAPORE DELLA RIVINCITA.
I VOSTRI IDEALI, RACCOLTI IDEALMENTE
DALLE GIOVANI GENERAZIONI, HANNO
GIA' TRIONFATO, ED I NEMICI
DI IERI, VINCITORI MILITARI
SOLO PER LA PREPONDERANZA DELLE
FORZE IN CAMPO, SONO I GRANDI
SCONFITTI DELLA FINE SECOLO.
DOPO QUASI MEZZO SECOLO IL FASCISMO
E' IDEALMENTE VIVO (
).
L'ORGOGLIO DI CHI SA DI ESSERE
NEL GIUSTO, IL 25 APRILE 1992,
CIOE' IL GIORNO IN CUI, PER
UNA IMPERSCRUTABILE VOLONTA'
DEL DESTINO IL CAPO DELLO STATO
HA SEPOLTO LA REPUBBLICA NATA
DALLA RESISTENZA (
)>.
Gianfranco Fini
Simili anomalie morali potrebbero
trovare spazio solo in una mente
soggetta a patologie psichiche,
oppure in un essere predisposto
al carcere perché la
sua ambizione è tanto
sfrenata da risultare un pericolo
per il prossimo. E' inconcepibile,
infatti, che un essere normale,
al quale posso pure riconoscere
il diritto di cambiare opinione,
ma non quello di non giustificare,
dinanzi al prossimo, i motivi
che lo hanno indotto a così
drastica riposizionamento di
campo.
E c'è gente che lo segue!!!
Come si può sostenere
che coloro che offrirono la
loro vita per continuare a combattere
dalla parte dove la guerra era
iniziata, erano dalla parte
sbagliata?
Come si può sostenere
che coloro che si opposero alle
orde barbariche marocchine o
senegalesi che violentavano
bambini, donne, vecchi e vecchie,
erano dalla parte sbagliata?
Come si può sostenere
che i combattenti che difesero
le città europee da programmati
attacchi terroristici dal cielo
per piegare la resistenza di
un popolo e vincere in tal modo
le guerre, erano dalla parte
sbagliata?
Come si può sostenere
che chi combatté contro
i fuorilegge (così erano
classificati dalle Convenzioni
di guerra del periodo) che sparavano
contro il LEGITTIMO COMBATTENTE,
per poi fuggire camuffandosi
fra i civili, così agendo
per promuovere le previste rappresaglie,
era dalla parte sbagliata?
Come si può sostenere
che coloro che combatterono
contro le barbarie titine e
le loro azioni di infoibamento,
erano dalla parte sbagliata?
Come si può sostenere
che chi combatté contro
i barbari d'oltre Atlantico
autori di guerre di sapore gangsteristico,
venuti nel nostro continente
per proseguirne l'opera, era
dalla parte sbagliata?
Come si può sostenere
che coloro che combatterono
contro i popoli plutocratici,
liberali e liberisti, fautori
dello strozzinaggio bancario
sempre in onore del dio dollaro,
erano dalla parte sbagliata?
Come si può sostenere
che coloro che combatterono
contro i nemici dell'unico Regime
che aveva portato progresso
sociale, erano dalla parte
sbagliata?
Come si può sostenere
che coloro che difesero col
sangue i valori della socializzazione,
erano dalla parte sbagliata?
Come si può sostenere
che chi combatté contro
coloro che volevano distruggere
l'economia europea portando
le Am-lire, erano dalla parte
sbagliata?
Come si può sostenere
che chi si oppose alla barbarie
proveniente da Est portatrice
di una ideologia che oggi centinaia
di milioni di persone maledice,
era dalla parte sbagliata?
Come si può sostenere
che il combattente che si opponeva
a coloro che ci avrebbero umiliato
costringendoci a firmare un
Trattato di pace di tale iniquità
come da secoli non era stato
più proposto, era
dalla parte sbagliata?
Come è possibile sostenere
che chi combatté contro
una genia di gangsters, i quali
approfittando della propria
forza, aggrediva (e aggredisce)
povere popolazioni con l'intento
di strappar loro le uniche ricchezze,
era dalla parte sbagliata?
Infine, ma non ultimo, come
si può sostenere che
coloro che combatterono per
opporsi a quei barbari che scesero
in campo per imporci la loro
sotto-specie di civiltà,
frutto di rapine, violenze,
immoralità, stupidità,
strozzinaggio, erano dalla
parte sbagliata?
Per quanto sopra ritengo che
solo Gianfranco Fini e i suoi
accoliti si trovano nella
parte sbagliata.
Invio a tutti, specialmente
ai giovani, un appello: NON
TRADITE ANCORA UNA VOLTA MUSSOLINI
E GLI ALTRI MARTIRI CHE DETTERO
LA VITA PER VOI. RIPROPONETE
INVECE LE LORO IDEE CHE SONO
VALIDE ANCOR OGGI. INFATTI QUESTO
E' IL MOTIVO PER CUI I GANGSTERS
DI TURNO SI SONO INVENTATI I
FINI.
Abbiate la forza, insieme a
"Noi" di combatterli,
non prestatevi al loro gioco,
gioco tendente al raggiungimento
delle loro ambizioni. Voi siete
solo un mezzo per quello scopo.
E ricordate quanto il Sommo
Poeta scrisse in merito
ai traditori:
<Da ogne bocca dirompea
cò denti
un peccatore, a guisa di maciulla,
sì che tre ne facea così
dolenti.
(
)>.
<Quell'anima la su c'ha
maggior pena>,
disse 'l maestro, "è
Giuda Scariotto,
che 'l capo ha dentro e fuor
le gambe mena.
De li altri due c'hanno il capo
di sotto,
quel che pende dal nero ceffo
è Bruto:
vedi come si torce, e non fa
motto!;
l'altro è Cassio, che
par sì membruto>.
Se
le bocche di Mefistofele sono
già occupate, dove troveranno
posto i Fini e i suoi accoliti?
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Filippo
Giannini è nato a Roma l8 agosto 1931.
Architetto,
ha lavorato oltre che in Italia, in Libia e in Australia.
E
collaboratore di numerosi quotidiani e periodici.
http://www.filippogiannini.it/
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