Bufale,
Bufalone, sciolte e in pacchetti
19.10.09
----- Original Message -----
From:
Franco N.....
To:
filippo.giannini@fastwebnet.it
Sent:
Thursday, October 15, 2009 6:04 AM
Subject:
INFO
Benito Mussolini
fue un espía británico que cobraba
6.500 euros a la semana
* Fue contratado por los servicios secretos
británicos MI5 en 1917.
* Escribía propaganda pro-guerra en el
periódico Il Popolo d'Italia.
* Lo ha desvelado un artículo en 'The
Guardian' a raíz de un trabajo de
investigación de Peter Martland.
Benito
Mussolini (1883-1945) fue algo más
que un dictador italiano. Así al menos
lo refleja un artículo de Tom Kington
en 'The Guardian'. Al parecer, Mussolini
fue contratado por los servicios secretos
británicos MI5 en 1917 para realizar
tareas de espionaje en su país, según
ha podido revelar un trabajo de investigación
realizado por un historiador de la Universidad
de Cambridge.
Una
de sus tareas era escribir a favor de mantener
a los soldados italianos luchando en el frente
de batalla
El
experto Peter Martland descubrió documentos
que aportan información bastante concreta
al respecto. Por ejemplo, la que habla de que
por entonces un joven Mussolini recibía
unas 100 libras esterlinas por semana del
Gobierno británico (unos 6500 euros actuales),
para que escribiera propaganda pro-guerra en
el periódico Il Popolo d'Italia.
"Era
mucho dinero para un periodista, pero
si se compara con los cuatro millones de libras
que el Reino Unido estaba gastando en la guerra
cada día, era un dinero insignificante",
comentó el historiador.
El
joven socialista escribía a favor de
mantener a los soldados italianos luchando en
el frente de batalla. "Sabemos que él
era un mujeriego y creemos que mucho del
dinero que cobró lo invirtió en
ello", dice Peter Martland.
La mia risposta:
Egregio
Segñor,
1)
Non conosco lo spagnolo e, probabilmente non
ho compreso appieno la Suo mail;
2)
vorrei vedere il "documento" prima
di dare un giudizio;
3)
anche se vedessi il documento, certamente non
si potrebbe parlare di "spia" (espìa)
perché, come lei ben sa, l'Inghilterra
era nostra alleata nella 1° guerra Mondiale
e non si può fare la spia a favore di
un Paese alleato;
4)
quindi, anche se il documento fosse reale e
autentico, si potrebbe, tutt' alpiù,
parlare di sovvenzionamento per "Il Popolo
d'Italia", cosa che sarebbe normale; (1)
5)
e, se di sovvenzionamento si trattava, nulla
di strano perché con questo Mussolini
(siamo nel 1917 e la guerra per l'Italia era
iniziata da due anni) non rinnegava la sua idea
di interventista, come erano interventisti italiani,
ad esempio: Togliatti, Gramsci, Nenni e centinaia
di altri poi divenuti antifascisti;
6)
qui finisco, ma voglio ricordare che su "quell'
uomo" sono state (e si dicono) tante menzogne.
Perché? Perché le sue idee sociali
mettono ancora tanta paura al capitale e alla
grande finanza.
Un
cordiale saluto.
Filippo
Giannini
**********************
E
necessario chiarire quanto sopra riportato.
Stavo
distrattamente abbandonato di fronte
ad uno dei Notiziari della Tv (doveva essere
il 15 ottobre) quando vidi passare sotto ad
uno dei tanti (o tante) mezzibusti, una scritta,
riportata più volte che attestava: <Mussolini
era una spia pagata dai Servizi britannici>.
La bufolona è tanto palese che non sarebbe
neanche il caso di parlarne. Questo per logica,
ma io non voglio essere logico, e allora
ne parlo.
Non mi rifaccio tanto al gentile signore che
mi ha scritto la succitata mail, inviatami a
pochi minuti dalla notizia apparsa in TV, ma
quanto a trattare la questione nei suoi aspetti
generali.
Si tratta di una notizia strabiliante
(tale sarebbe se non fosse un bufolone), niente
po po di meno sembrerebbe che, stando
ad uno storico britannico docente a Cambridge
Christopher Andrews, Benito Mussolini avrebbe
percepito dallautunno 1917 e per dodici
mesi un riconoscimento di ben cento sterline
a settimana, una cifra stratosferica equivalente
a circa 6.000 Euro al valore di oggi. E per
fare cosa? Mussolini, tramite il suo giornale
Il Popolo dItalia doveva
convincere gli italiani a continuare la guerra
anche dopo la sconfitta di Caporetto. E invece,
come riporta il Guardian, pur non avendo
prove, sospetta (bello questo sospetta) che
Mussolini di avere speso quasi tutto in donne.
Ci sarebbe altro da aggiungere? Invece sì,
e vado avanti.
Perché: Mussolini dopo quella sconfitta
prospettava la possibilità di uscire
dal conflitto?
Stava tramando una badogliata?
Il suo giornale era tanto potente da poter influire
sullopinione pubblica italiana, su un
argomento così delicato?
Ma quando mai! Eppure anche il quotidiano (serio,
bah!) come Repubblica, il giorno
dopo titolava Agente Benito Mussolini
al servizio di Sua Maestà.
Minchia, dicono in Sicilia, se lo dicono gli
inglesi
Ma la minchiata era una
bufolona, tanto che già due giorni
dopo sulla strabiliante notizia, per quanto
ne so, è calato il silenzio.
Losservazione sorge spontanea: perché
comprare Mussolini che già e da sempre
sosteneva la necessità della lotta ad
oltranza sino alla vittoria finale?
Se Sua Maestà Britannica voleva comprare
qualcuno, era sufficiente guardare a sinistra,
infatti erano Filippo Turati e Claudio Treves,
socialisti entrambi a chiedere al Governo, a
giugno del 1917, a intavolare trattative di
pace, questo mentre Mussolini con i suoi scritti
incitava alla lotta.
E ancora: il 22 agosto, sempre del 1917, guidata
dai socialisti, a Torino ebbe inizio una sommossa
operaia che si trasformerà presto in
una aperta ribellione. Occorreranno quattro
giorni perché lesercito riesca
a riprendere il controllo della città.
Poi il 24 ottobre successivo il fronte italiano
crolla a Caporetto. Quindi è sufficiente
sfogliare Il Popolo dItalia
del 1917 per avere la conferma di quanto asserito:
Mussolini non aveva alcuna simpatia per quegli
scioperi che esigevano la pace subito e senza
eccezione alcuna.
Perché allora Sua Maestà britannica
avrebbe dovuto sborsare quelle cifre per una
operazione che il futuro Duce stava svolgendo
con documentata determinazione?
E visto che stiamo parlando del futuro Duce,
perché Sua Maestà britannica non
usò quei documenti per screditare Benito
Mussolini quando lItalia fascista era
ai ferri corti con la Gran Bretagna, e precisamente
negli anni 1935 sino alla dichiarazione di guerra?
Cari lettori, la risposta è sempre la
solita: screditare il nome del Duce e della
sua creatura, il Fascismo. Perché?
Lho scritto uninfinità di
volte, e lo disse Mussolini stesso nel corso
dellultima intervista concessa a Gian
Giacomo Corbella, poche ore prima di essere
assassinato: Con le nostre idee abbiamo
spaventato il mondo della grande finanza.
E dato che quelle idee sono
ancora oggi valide, si rende necessario screditare
quotidianamente quel nome
e quellidea. Ecco,
allora alcune accuse: essere omosessuale perché
cantava: Per la maschia gioventù;
aver fatto uccidere il figlio in un manicomio;
essere uno sterminatore di ebrei; avere
il pene freddo, come ha riportato
qualche anno fa il periodico Focus;
ed ora, ma non davvero lultima: essere
stato una spia al servizio di Sua Maestà
britannica.
La prossima bufala? Io non ho idea, posso solo
proporre un concorso: il lettore che lo indovinerà
avrà come premio un Libretto Rosso;
ricordate?
Quello di Mai Tse Thung. Cosa dite? Che anche
quello era una bufala?
Certamente, se così fosse, non è
stata colpa mia!
Gli italiani, quando apriranno
gli occhi?
*****************
1)
Per precisare questo argomento, desidero
riportare quanto scrissi su un mio libro: Sia
De Felice che Montanelli non escludono che Il
Popolo dItalia sia stato finanziato.
Montanelli, ad esempio, ricorda di un suo incontro
avvenuto nel 1937 con lallora direttore
de Il Resto del Carlino, Filippo
Naldi, il quale, circa lespulsione di
Mussolini da l Avanti!, dal
partito e delle successiva fondazione de Il
Popolo dItalia, così riferisce:
<Mussolini sulle prime non voleva neppure
riceverlo, e all offerta di denaro si
adombrò. Ma Naldi, chera una sirena,
provvide subito a rassicurarlo: sarebbe stato,
disse, denaro pulito e senza condizionamenti:
Mussolini sarebbe stato libero di difendere
le cause che voleva, senza risponderne a nessuno.
E su questa condizione l intesa fu raggiunta>.