DA
BUFALA A BUFALA (E INSISTONO!)
Mussolini
coureur de jupon? E anche «
espion »?
23.10.09
- Dopo il mio precedente articolo: Bufale,
Bufalone non avrei voluto tornare
sullargomento ma, visto il persistere
di alcuni organi dinformazione, molti
dei quali stranieri, anche se a malincuore,
riprendo la penna.
Prendiamo ad esempio il giornale svizzero Tribune
de Geneve il quale, in un articolo
a firma di Yannik Van Der Schueren, senza alcun
ritegno titola: Benito Mussolini, un
espion à la solde des Britanniques,
oppure Il Sole 24 Ore: Mussolini
spia degli inglesi per 100 sterline alla settimana.
Certo che per molti editorialisti le parole
non hanno più un senso, questo per un
giornalista onesto ma ignorante; per quelli
il cui senso delle parole hanno ancora un valore,
laccusa è più grave: provocatori
o calunniatori. O entrambi le cose. Andiamo
ad aprire il Dizionario Fondamentale
della Lingua Italiana e vediamo quale
senso reale dare al sostantivo Spia
e leggiamo: <Chiunque indagando di nascosto,
riferisce i fatti altrui o notizie importanti
e riservate, come segreti militari, politici
e industriali; in particolare, informatore clandestino
al servizio di una nazione straniera>.
Ed ora mi rivolgo alle persone oneste e a coloro
che ancora riconoscono il valore delle parole:
Mussolini è stato una spia?
Riporto alcuni cenni di Maurizio Barozzi, concetti
che condivido a pieno: <Questo termine,
in ogni caso, così denigratorio e non
dissociabile da quello di traditore,
non può essere utilizzato per qualificare
lattività e la posizione di Mussolini
al tempo notoriamente impegnato a sostenere
lo sforzo bellico italiano in sintonia con lalleata
Gran Bretagna e neppure per insinuare il suo
interesse venale quando è storicamente
acquisito che mai il futuro Duce palesò
desiderio di arricchimento>.
Il 5 dicembre 1912 al ventinovenne Mussolini
venne affidata la direzione dellAvanti!
Il dinamismo dimostrato dal giovane direttore
creò gelosie e preoccupazioni nella direzione
del partito stesso. Queste si accrebbero ancor
più a seguito di un discorso tenuto al
teatro Banci di Cesena, nel quale Mussolini
puntualizzò la netta distinzione esistente
fra il partito socialista e il socialismo. E
una distinzione di valenza storica nella quale
già si nota levoluzione del pensiero
mussoliniano. Ecco il passo più interessante:
<Il socialismo non ha bisogno di Karl
Marx (
). Il nostro socialismo sarà
una civiltà superiore, perché
erediterà dalla società capitalistica
quanto ha di buono, come la produttività
sempre più intensa e febbrile, eliminando
quanto vi è di nocivo, come lo sfruttamentp
e la servitù>. Già da queste
poche parole, si può intravedere il motivo
di tanto rancore, da parte delle consorterie
finanziarie, verso quelluomo.
1914, è linizio del grande conflitto
che poi diverrà mondiale. Il 1° agosto
lItalia dichiara la propria neutralità.
La posizione di Mussolini era chiara: <Abbasso
la guerra!>, come titolava a tutta pagina
su lAvanti! Nello stesso tempo Mussolini
prendeva coscienza che i partiti dellInternazionale
socialista si sfaldavano e si schieravano, da
una parte e dallaltra delle trincee, con
i governi dei propri Paesi in guerra. Questo
si rivelerà un passaggio fondamentale
nellazione rivoluzionaria di Mussolini,
coerente al pensiero mazziniano quale grande
prova di popolo. Mussolini intuì,
come altri pensatori socialisti, che la vera
evoluzione delle masse proletarie poteva avvenire
con la forza di rivoluzionarie trasformazioni
nellambito di ogni singola nazione. E
la strada era la guerra e verso quella strada
dirigerà la sua azione. Così,
se il 1° agosto aveva scritto Abbasso
la guerra!, il 18 ottobre scrisse
un articolo dirompente: Dalla neutralità
assoluta alla neutralità attiva e operante.
A seguito di questa svolta politica, il 20 ottobre,
durante una riunione del PSI, Mussolini fu costretto
a dimettersi dalla direzione del giornale.
Le correnti interventiste divenivano sempre
più agguerrite e ricche di personalità
autorevoli. Fra queste troviamo, oltre al futurista
Filippo Tommaso Marinetti, Gabriele DAnnunzio,
i repubblicani Eugenio Chiesa, Luigi De Andreis
e i socialisti Leonida Bissolati e Gaetano Salvemini.
Domenica 15 novembre 1914, vide la luce il primo
numero de Il Popolo dItalia
Quotidiano socialista, nel quale il
futuro Duce chiariva i motivi della sua scelta:
linterventismo. E da questa linea non
ha più derogato, avendo preso atto del
fallimento dei partiti socialisti europei e
la guerra, come abbiamo visto, aveva reso lInternazionale
una parola senza più contenuti. A conferma
di ciò è sufficiente leggere tutti
gli scritti di Mussolini, ognuno di questi è
una campagna per la continuazione della guerra
a fianco degli alleati; e questo anche, e ancor
più, dopo il disastro di Caporetto. Quindi
quale motivo aveva Sua Maestà Britannica
a finanziare un giornale che tanto bene sosteneva
la volontà di proseguire la lotta? Questo
è solo uno dei motivi (perché
ce ne sono ben altri, che in questa sede non
è possibile esaminare) per cui ritengo
che il documento di Peter Mortland è
un falso. Daltra parte che tutta questa
storia sia una bufala, è data dal fatto
che lintento degli estensori era di diffamare
quanto più possibile quel morto appeso
per i piedi a Piazzale Loreto. A controprova
propongo quanto ha scritto larticolista
de Tribune de Geneve, il quale con malcelata,
sciocca ironia e senza prove, ha scritto: <Je
nai aucune preuve, mais je soupçonne
Mussolini, connu pour étre un coureur
de jupon, davoir dépensé
une bonne partie de cet argent (il salario
fornito dalla Gran Bretagna per fare la
spia, nda) pour ses maitresses, précise-t-il>.
Evidentemente larticolista, o il signor
Peter Mortland, ha trovato le ricevute delle
marchette rilasciate dalle maitresses a Mussolini,
per ogni prestazione sessuale fornita.
Al giornalista svizzero Yannick Van Der Schueren
contrappongo quanto scrisse il ben più
noto e ritenuto il miglior giornalista di quel
Paese, Paul Gentizon: <Se vè
un nome che nel dramma resterà puro ed
immacolato, sarà quello di Mussolini.
In tutte le circostanze ed anche dinanzi alla
più atroce avversità, Egli è
rimasto di una fermezza incrollabile; sino alla
morte è rimasto fedele allonore,
e non ha capitolato. I suoi avversari, senza
parlare dei suoi fedeli, non possono che inchinarsi
sulla sua tomba in rispetto e ammirazione>.
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