TRADITI
E TRADITORI
Repetita
juvant? Non credo. Lessere umano
è uno zoccolone!
13.11.09
- <Non cè niente di più
difficile e pericoloso che introdurre un nuovo
ordine di cose, perché il cambiamento
ha per nemico tutti coloro che si trovano bene
nelle vecchie condizioni e solo tiepidi difensori
in quelli che potrebbero trovarsi bene nelle
nuove>. (Niccolò Machiavelli)
E
molto probabile che questi argomenti furono
da me già trattati; quindi chiedo perdono
ai miei pazienti lettori se li ripropongo, dato
che non ho ancora digerito e mai digerirò
la mascalzonata di Fiuggi. Daltra
parte gli antichi sostenevano che repetita
juvant.
Appena dopo la nascita del MSI, da noi giovanissimi
era stato accettato con entusiasmo un inno del
quale desidero citare alcuni versi: <Siamo
nati in un cupo tramonto di rinuncia,
vergogna, dolore siamo nati in un atto
damore riscattando laltrui
disonor (
)>. Questi versi che trovo
tuttora bellissimi (e struggenti), oggi
sono dimenticati o, addirittura sconosciuti,
eppure dovrebbero essere stati riproposti subito
dopo la mascalzonata di Fiuggi.
Perché questa premessa?
Qualche tempo fa fui invitato in una cittadina
umbra per un incontro con alcuni giovani di
Destra. Lorganizzatrice conoscendo i miei
sentimenti verso quel partito, mi pregò
di non entrare in polemica politica e di attenermi
scrupolosamente solo allargomento storico,
in quanto quei <giovani sono completamente
a digiuno di storia contemporanea>. Mi
attenni alla richiesta e notai, nel corso dellesposizione,
il notevole interesse che suscitava nei presenti,
largomento.
Ricevetti, poi, una lunga lettera spedita da
uno dei partecipanti a quellincontro,
nella quale, fra laltro si legge: <Ho
ascoltato con interesse il suo intervento in
occasione della inaugurazione del Circolo (
).
Desidero sottolineare alcune questioni di carattere
storico-politico, in ordine alle quali desidererei
conoscere il suo pensiero>. Andando avanti
nella lettura è aumentato in me il dubbio
che nel corso dellesposizione mi fossi
spiegato male o la platea avesse mal compreso
il mio intervento. Questo giovane che mi ha
scritto, che è giovane, ma non giovanissimo,
e di cui per motivi intuibili non faccio il
nome, si richiama alle idee della Destra
sociale . Più avanti scrive:
<A questo punto la destra sociale può
e deve trovare il modo di incidere
(come ha detto Fini) proponendo azioni che proseguano
il cammino interrotto dagli avvenimenti della
storia>.
Che significa? Forse anche i lettori che mi
leggono interpretano questa frase come la intendo
io? Cioè, colui che mi ha scritto ci
vuol dire che Fini propugna la ripresa di quel
cammino che fu interrotto nellaprile 1945
a seguito della sconfitta militare ottenuta
grazie allapporto delle forze massoniche
e plutocratiche? Se così fosse Gianfranco
Fini, che gode la mia più profonda disistima,
dimostrerebbe una capacità di truffare
la buona fede del prossimo tale da insegnare
la materia ad Arsenio Lupin.
Benito Mussolini a cui tanto spesso faccio
riferimento ammonì: <La
corruzione NON è nel sistema, ma è
DEL sistema>. Cioè, è
il sistema (quello parlamentare democratico,
per intenderci) che tutto corrompe, tantè
che senza questo sistema non si sarebbe
verificata la mascalzonata di Fiuggi.
Allora, qualora mi fossi mal spiegato, invito
chi mi ha scritto, a rileggere le dichiarazioni
del suo presidente, dichiarazioni di inequivocabili
denunce del fascismo e del suo Capo; si vada
a rileggere le Tesi Programmatiche presentate
nellinfame Congresso: <Lantifascismo
fu il momento essenziale per il ritorno dei
valori (belli, questi valori,
li godiamo ogni giorno, nda) democratici
che il fascismo aveva concultato (!!!)>.
Si vada a rileggere quanto disse in unintervista
nella City di Londra (non per nulla è
una delle sedi della massoneria internazionale):
<Mussolini è stato già
condannato (?!) dalla storia>;
o laltra dichiarazione rilasciata al quotidiano
parigino Le Monde il 16 giugno 1996:
<Jai rèpudiè solennellement
la dictature de Mussolini>. O anche,
vada a riascoltare con quanta foga Fini condannò
Mussolini, il fascismo e la Repubblica Sociale
nella trasmissione Rosso e Nero
rispondendo al super rosso super milionario
Santoro.
Potrei continuare, ma qui mi fermo, non prima
però di aver chiarito un concetto: quando
scrivo di Storia, non lo faccio per una meritevole
difesa di un Onesto, ma perché ancora
credo che questo sistema che tutto corrompe
può essere sostituito con un altro che
negli anni 30 del secolo scorso, pur se
appena tracciato, dette ottimi risultati.
E concludo con una sentenza del Duce
il quale, riconoscendo la sua ingenuità
tutta romagnola, disse: <Il tradito può
essere un ingenuo, ma il traditore è
sempre un infame>. E linfame
riesce a salire sempre più in alto nella
scala delle cariche istituzionali.
Mi riprometto di riprendere questo argomento
ancora e ancora e ancora.