Benito
Mussolini Nell' Italia dei Miracoli
e poi: Povera
Italia
19.11.09
- Una breve premessa: Benito Mussolini
nellItalia dei miracoli
è il titolo del mio ultimo libro che
verrà distribuito quanto prima. Ma il
titolo del libro rispecchia, in riduttivo, i
miracoli compiuti in quegli anni.
Dato che non è ancora in distribuzione,
non credo di fare facile propaganda. E poi,
anche se fosse
Ricordo, dovevo avere sette-otto anni, frequentavo
la scuola elementare Grazioli Lante della
Rovere, a Roma, nel corso di una lezione
la maestra, Signora Gandolfi, ci avvertì
di tenerci pronti e avvertire i nostri genitori
che era in programma una sorpresa: una gita
scolastica. Venne il giorno, indossai la mia
divisa di Figlio della Lupa e dalla scuola,
con altre classi, prendemmo posto su un pullman
e partimmo. Il breve viaggio si concluse quando
giungemmo ai piedi di una collina spoglia di
vegetazione dove era ad attenderci il Duce.
Ci vennero consegnate delle piantine ed un bastone
appuntito. Con un brevissimo discorso il Duce
ci spiegò il motivo della nostra convocazione,
poi si mise alla nostra testa ed iniziò
a piantare quelli che poi, in futuro, sarebbero
diventati alberi. Noi lo seguimmo e lo imitammo,
consci di fare qualcosa di importante.
Oggi, a oltre settantanni da quel giorno
assistiamo ai miracoli dellItalia democratica:
lItalia va in pezzi. Quello che allora,
con mirabile previdenza fu compiuto, è
stato distrutto. Il disboscamento, la cementificazione
dissennata del territorio hanno fatto sì
che si verifichino frane e smottamenti con morti
e distruzioni. Limponente patrimonio forestale
e demaniale dello Stato realizzato, curato,
protetto e incrementato grazie alla legge fascista
n. 3267 del 30/12/1923 fu tradotta in realtà
da Arrigo Serpieri, il quale con altri validi
dirigenti forestali trasse in realtà
norme sul <Riordinamento e riforme della
legislazione in materia di boschi e di terreni
montani>. Si consideri che la superficie
boschiva ereditata dal governo Mussolini ammontante
a 4,5 milioni di ettari del 1920 fu portata
a circa 6 milioni nel 1940. E questo significa
un incremento di centinaia di milioni di alberi
i quali, affondando le radici in profondità
nel terreno lo solidificano, allincirca
come agisce il ferro nel cemento.
Era tanto sentita la cura e susseguentemente
lassetto territoriale che il Governo fascista
istituì (come ha scritto Armando Casillo)
<lAccademia Militare Forestale (abolita
dai governi democratici nel dopoguerra) ove
si svolgevano i corsi universitari da cui uscivano
Ufficiali Forestali con il grado di C.m. (Tenente)
ed il titolo di studio in Dottori in Scienze
Forestali, che li poneva, rispetto ai pari grado
delle FF.AA. e di Polizia in una posizione di
particolare prestigio, analoga agli Ufficiali
Medici e Veterinari>. Aggiunge Casillo:
<Accademia che andrebbe ripristinata>.
Certo! Se gli amministratori democratici
di oggi avessero a cuore gli interessi del territorio
almeno simile a quello che animava il male
assoluto.
La saggia politica agraria ispirata e pilotata
da Arrigo Serpieri promosse numerose leggi di
carattere fondamentale, tra le quali, le più
importanti: la legge N° 3256 del 30/12/23,
sulla bonifica idraulica e della difesa del
suolo; la legge N° 753 del 18/5/24 sulle
trasformazioni agrarie di pubblico interesse.
Serpieri venne eletto deputato al Parlamento
nel 1924, incarico rinnovato fino al 1935 quando
fu nominato Senatore del Regno e capo della
Commissione Agricoltura. Dal Senato fu epurato
nel dopoguerra dal Governo Bonomi perché
fascista.
Come Sottosegretario di Stato organizzò
e diresse i servizi per la prima applicazione
della legge n° 3134 del 24/12/28 (Legge
Mussolini) per la Bonifica integrale,
le cui opere vennero affidate all'ONC.
Le prime bonifiche, con impianti idrovori per
il sollevamento delle acque, ebbero inizio nel
basso Veneto e in Emilia. Nuova terra venne
posta al servizio dell'agricoltura e, con essa,
si crearono nuovi posti di lavoro.
Dal suolo bonificato sorgono irrigazioni, si
costruiscono strade, acquedotti, reti elettriche,
opere edilizie, borghi rurali ed ogni genere
di infrastrutture. Con questa tecnica la bonifica
di Serpieri va ben al di là del semplice
prosciugamento e diventa strumento di progresso
economico.
Dalle Paludi Pontine sorsero in tempi fascisti
(così detti per indicare in poco
tempo) vere e proprie città: Littoria,
inaugurata il 18 dicembre 1932, Sabaudia (giudicata
uno dei più raffinati esempi di urbanistica
razionale europea) il 15 aprile 1934; Pontinia,
il 18 dicembre 1935; Aprilia, il 29 ottobre
1938; Pomezia, il 29 ottobre 1939. Nell'Agro
Pontino furono costruite ben 3.040 case coloniche,
499 chilometri di strade, 205 chilometri di
canali, 15.000 chilometri di scoline. Furono
dissodati 41.600 ettari di terreno, furono costruiti
quattordici nuovi borghi che portano il nome
delle principali battaglie alle quali parteciparono
i nostri fanti. La bonifica di Maccarese, nell'Agro
romano, è un'altra importante realtà:
unazienda modello agricolo-zootecnico-vivaistica,
sorse su oltre 5 mila ettari di terreni bonificati
con centinaia di case, campi sperimentali, caseifici,
cantine sociali: tutto gestito da oltre 1.500
lavoratori tecnici ecc.
La bonifica integrale continuava senza
soste: quella dell'Isola Sacra a Roma, con la
fondazione di Acilia e di Ardea; quella dove
poi sorgeranno Fertilia (Sassari), Mussolinia
(oggi Arborea-Oristano); quella del Campidano
(Cagliari), quella di Metaponto (Matera). E
così le bonifiche si estenderanno in
Campania, Puglie, Calabria, Lucania, Sicilia,
Dalmazia.
Questi miracoli venivano seguiti e apprezzati
anche allestero, tanto da muovere lammirazione
e la curiosità di tecnici europei, americani
e sovietici. Le Corbusier, il maestro del movimento
moderno darchitettura, venne a Roma e
in una conferenza tenuta allAccademia
dItalia, ne elogiò i pregi.
Non possono essere dimenticate le grandi opere
realizzate in Somalia, Eritrea e in Libia; a
solo titolo d'esempio citiamo il lavoro svolto
da Carlo Lattanzi che visse per oltre quarantanni
sulla Quarta Sponda. Si deve alla sua
instancabile attività la bonifica e la
messa a coltura di ampie aree a grano, oliveti,
vigneti, frutteti ecc. su oltre 2.600 ettari
di terreni aridi e sabbiosi.
Un cenno merita anche la gigantesca opera realizzata
dall'ingegnere idraulico Mario Giandotti progettista
di un poderoso canale che, attingendo acque
dal Po, irriga ampie aree di terreni coltivati
nelle province di Modena, Mantova, Bologna,
Ravenna, Forlì. Oltre 340 chilometri
di canali danno vita a ben 325 mila ettari di
terreno.
Armando Casillo (dal cui lavoro abbiamo attinto
alcuni dati) riporta i risultati delle bonifiche
e delle leggi rurali. Ecco un sommario elenco:
5.886.796 ettari bonificati, tra il 1923 e il
1938, un confronto è necessario fra il
periodo pre-fascista, quando in 52 anni nell'intera
Penisola furono bonificati appena 1.390.361
ettari. A queste vanno aggiunte quelle delle
colonie, dell'Etiopia e, poi, dell'Albania.
Si aggiungano 32.400 chilometri di strade; 5.400
acquedotti; 15 nuove città e centinaia
di borghi; oltre un milione di ettari di terreno
rimboscati; un milione di fabbricati rurali;
l'incremento della produzione che passò
da 100 a 2.438; il lavoro agricolo per ettaro
che aumentò da 100 a 3.618; i lavoratori
occupati nelle opere di bonifica e nei nuovi
poderi superavano le 500 mila unità.
Politica territoriale se ne faceva anche in
periodo pre-fascista, ma fu solo col fascismo
che si parlò per la prima volta esplicitamente
di piani generali,
speciali, zonali, di settore ecc in altre
parole il tutto veniva abbracciato in un programma
strategico di sviluppo, il piano mussoliniano
della società italiana.
Per presentare un parallelo con la società
di oggi, possiamo sostenere che non tutte le
iniziative del Ventennio in materia di assetto
del territorio nacquero dal nulla; al contrario
la politica fascista del territorio riprese
e rilanciò vecchi progetti delletà
giolittiana, quando, cioè tutto si stava
stancamente trascinando da anni di rinvii. Il
fascismo avviò, in tutta Italia, con
decisione quei lavori imprimendogli quelle caratteristiche
dellinconfondibile stile del Regime: scuole,
prefetture, stadi, mercati, colonie e quantaltro
fosse necessario, sia per lassetto del
territorio, che per la modernizzazione del Paese.
Né va dimenticato che questo miracolo
fu compiuto nel pieno della gravissima crisi
congiunturale esplosa nel 1929. Non può
mancare una nota antifascista (sempre quella
nata dalla Resistenza); ha scritto Piero Palombo,
a pag. 84 ne LEconomia Italiana
tra le due guerre: <(
).
Duole (sì, è scritto proprio così:
duole, nda) ricordarlo: i primi ecologisti indossano
lorbace>.
Per tornare ai miei alberelli piantati
ai piedi di quella collina, come ho
scritto allinizio, voglio doverosamente
ricordare che in quellepoca, che oggi
non si può nominare, venne istituita
la Festa degli Alberi, per proteggerli e incrementarli,
festa caduta in disuso proprio perché
voluta da Mussolini.
In questi giorni assistiamo al continuo, costante
dissesto idrogeologico, alle disastrose frane
avvenute in provincia di Messina e a Ischia
che non sono che un microscopico esempio di
come, oggi, il territorio sia stato abbandonato.
Ma un richiamo ancora più severo va prospettato
per la leggerezza (termine riduttivo, assolutamente
improprio) con la quale sono state permesse
costruzioni eseguite sino quasi alla bocca del
Vesuvio. Lincuria, la superficialità
criminale, la leggerezza di tutto ciò
è solo un classico esempio di come la
cura del cittadino non venga assolutamente presa
in considerazione. Si pensi solo cosa potrebbe
accadere se quel vulcano riprendesse ad eruttare,
come è già accaduto in passato,
con violenza ed improvvisamente.
Gli attuali amministratori dellItalia
antifascista e democratica (nata dalla Resistenza),
impelagati come sono a salvaguardare
il presente e lavvenire del popolo italiano
(bah!) non hanno tempo né modo (certe
cose sono tassativamente proibite dal Diktat
imposto dai liberatori) di ispirarsi
alle iniziative dei grandi italiani, nomi come
quello di Arrigo Serpieri del quale desidero,
per terminare, aggiungere una brevissima nota.
A questo grande italiano si debbono, oltre alle
leggi sopra citate, anche quelle della bonifica
integrale del 1928 e, soprattutto quella del
1933, a lui si deve anche la legge del 1940
per la colonizzazione del latifondo siciliano.
Abbandonata la politica attiva, fu Rettore dellUniversità
di Firenze dal 1937 al 1943. Epurato dai liberatori,
riprese linsegnamento solo nel 1949.
Non bastano certo le presenti brevi considerazioni
a rendere dellUomo unimmagine completa,
sia per quanto riguarda il suo contributo scientifico,
sia per ciò che si riferisce alle opere
da Lui promosse. Volendo approfondire la Sua
personalità citiamo le parole con le
quali dettò il Suo testamento nel 1946:
«Ho stracciato commosso un mio primo
testamento scritto l'11 giugno 1940 primo giorno
di guerra, con l'animo vibrante di fede nella
vittoria e nell'avvenire della Patria; lo riscrivo
in uno dei più tristi periodi della mia
vita, quando è crollato quel fascismo
nel quale avevo creduto; quando l'Italia è
tragicamente sconfitta, materialmente e moralmente
rovinata; quando è pure caduta in rovina
quella posizione sociale e quella modesta posizione
personale che con quarant'anni di assiduo, onesto
lavoro avevo conquistato e pensato di poter
godere - per me, ma soprattutto per la mia Iole
- nella vecchiaia. Quando la morte verrà
sarà una liberazione. Iddio protegga
e salvi l'Italia».
La preghiera NON è stata ascoltata da
Dio.
Termino questa testimonianza ricordando che
anche nella Repubblica Sociale Italiana, quindi
nel periodo più grave, ma anche più
puro, la cura del territorio continuò;
ne fa fede quanto ha scritto Antonio Pantano
nel suo libro Ezra Pound e la Repubblica
Sociale Italiana, nel Capitolo Edoardo
Pantano (padre di Antonio Pantano) Commissario
straordinario a Valenza nel 1944:
<(
). 6) Trasformazione radicale
della provincia comunale dellalluvione
del Po, con impianto di 5.300 pioppi, di 3.000
salici e di 6.000 talee in vivaio, per una superficie
complessiva di 16 ettari. Utilizzazione di qualsiasi
superficie, che ha portato a realizzare, tra
laltro, negli intervalli dei nuovi pioppi,
un seminativo di 12 chilometri di fagioli. Piantagioni
sperimentali di girasoli>. Nel paragrafo
8): <Progetto di nuove innovazioni per
la creazione di una vera e propria azienda agrario-boschiva-comunale>.
E tutto questo, ripetiamo, nel pieno di una
guerra distruttiva, fra bombardamenti terroristici
e altrettanto terroristici attentati dei partigiani
e incitamenti al sabotaggio provenienti da Radio
Londra, Radio Bari, Radio Napoli.
Questi erano gli uomini del miracolo di Mussolini.
Poi sono arrivati i liberatori e ne godiamo
le attività.