La
regina delle menzogne - Mussolini sterminatore
di Ebrei?
29.11.09
- E probabile che alcuni
concetti di questo articolo siano già
apparsi in altri miei pubblicati in precedenza.
In questo caso mi scuso.
Un amico lettore mi ha inviato una mail dalla
quale riporto le parti più salienti:
<(
). Da quali fonti, me le citi,
ha appreso che dopo la promulgazione della legislazione
razziale (1938), macchia dinfamia per
la nostra nazione, gli ebrei a migliaia e migliaia
si rifugiarono in Italia. Sia più preciso
sui numeri e mi citi i documenti in suo possesso.
Se fecero la loro scelta fu evidentemente assai
poco felice, forse furono ingannati dalle chiacchiere
del Mussolini pre-svolta razziale quando assicurava
amicizia e sostegno agli ebrei. A me risulta
invece che nella sola Roma, il 16 ottobre del
1943 furono catturati dai nazisti, con la complicità
dei fascisti (sic), 1022 ebrei, compresi 200
bambini, inviati nei campi di concentramento
nazisti. Di questi ben pochi hanno fatto ritorno
nelle loro case (
)>.
Antonio Pantano nel suo libro Ezra
Pound nelle pagine 110-111 ha scritto:
<Il sistema spionistico americano rallentò,
in maniera totale, tutti i documenti del Fascismo
e del regime fascista, specialmente mussoliniani.
Scopo: impossessarsi dei concetti, degli atti,
per poi condizionare la codificazione storica.
Il Fascismo idea, dottrina, regime
fu vera spina nel fianco del sistema
affaristico che si autodefinisce esempio di
democrazia (
). E emerso nel tempo
ed è confermata verità
inoppugnabile che i comandi Alleati di
occupazione fecero confluire migliaia di tonnellate
di documenti italiani e fascisti, sequestrati
e sottratti sistematicamente anche presso gli
archivi comunali, le anagrafi, le sedi politiche
e militari, files riguardanti uomini
ed attività non solo del Fascismo ma
dellItalia intera. Originali, copie fotografiche,
microfilms, con puntiglio furono traslati in
America, certamente per il poi manifesto scopo
di scrivere a piacimento e gloria del
vincitore una storia artefatta, adatta
ad esigenze di comodo>.
E veniamo ai fatti, ai nomi, alle date; non
prima però di invitare il valido interlocutore
di consultare il mio volume Mussolini,
il Fascismo e gli Ebrei se desidera
realmente una più completa documentazione
che, in questa sede come è comprensibile
non è possibile presentare. Il
volume in questione è composto di 349
pagine delle quali 124 sono documenti di origine
prevalentemente ebraica e per lelaborazione
di questo lavoro ho impiegato più di
venti anni di ricerche, non davvero facili.
Nel 1943/44 ero uno scolare, ma ricordo chiaramente
quelle giornate e posso testimoniare:
1) a quelletà e in quegli anni
frequentavo la scuola elementare Grazioli
Lante della Rovere a Roma e nella mia classe
cera un alunno, se ricordo bene il nome,
Pozzi, ebreo; ha frequentato con noi, insieme
a noi e tra noi sino alla quinta elementare.
2) Io allora abitavo a Roma in Via Po. Allangolo
con Via Simeto, cera un negozio di abbigliamento
a quattro o cinque vetrine, il cui proprietario,
Piperno (ebreo), svolse la sua attività
senza problemi alcuno. Ricordo che chiuse solo
per poche settimane dopo l8 settembre
1943 (quando non cera più Mussolini)
ma riaprì appena il Duce riuscì
a recuperare un minimo di autorità con
la nascita della Rsi.
3) Di fronte al mio portone, sempre in Via Po,
cera un negozio di ottica, Astrologo,
ebreo; poco più avanti Ginori, ebreo,
che gestiva un negozio di vasellame.
4) Il mio pediatra, dottor Ventura, ebreo, aveva
lo studio in Piazza Adriana. Il dottor Ventura
svolse normalmente la sua attività: visitava
i suoi piccoli clienti (come chi scrive queste
note) in studio e a domicilio. E tutto questo
nel pieno delle leggi razziali.
Le Leggi razziali furono certamente infami,
se non avessero una motivazione e se fossero
state attuate con crudeltà. Ma così
non fu. E allora: perché furono concepite
le Leggi Razziali? Per una risposta esauriente
dovremmo riportarci agli anni 30; ma questo
non è possibile in questa sede. Allora
vediamo di sintetizzare. Bernard Shaw nel 1937
aveva profetizzato: <Le cose da Mussolini
già fatte lo condurranno prima o poi
ad un serio conflitto con il capitalismo>.
Era il momento del massimo sforzo di Hitler
per riarmare la Germania, ma era anche il momento
delle sanzioni economiche inflitte allItalia
fascista, ma era anche il momento nel quale
stranamente i Paesi plutocratici e più
imperialisti si erano alleati e allineati con
lUnione Sovietica per intervenire insieme
nella guerra civile spagnola contro la Spagna
franchista e lItalia di Mussolini che
insieme tentarono e riuscirono a bloccare il
braccio di Stalin che mirava a penetrare nella
penisola iberica prima, e in Europa tutta dopo.
Mussolini cercò in ogni modo e
questa è storia e posso dimostrarlo con
documentazione di evitare allEuropa
e al mondo un nuovo e più catastrofico
conflitto, ma linteresse dei centri del
potere del mondo si sentirono seriamente minacciati
da quelle idee, che una volta ancora partivano
dallItalia e che si stavano espandendo
in tutto il mondo.
Le offerte di Berlino per unalleanza militare
erano continuamente rigettate da Mussolini,
il quale, pur riconoscendo valide le ragioni
del Governo tedesco, diffidava del personaggio
Hitler, e anche questa è storia e facilmente
dimostrabile. E, come aveva ben visto Bernard
Shaw, le grandi democrazie, seguendo
un piano politico ben determinato, spingevano
lItalia verso quellalleanza, grazie
allisolamento e ad una serie di gravi
provocazioni nella quale il nostro Paese si
venne a trovare. A marzo del 1938 Hitler, con
lentusiastico consenso degli austriaci,
concretizzò lAnschluss senza
che il mondo muovesse un dito per impedirlo,
ma con questa operazione la Germania si affacciava
al Brennero. Tutto ciò ha fatto scrivere
a Winston Churchill (La Seconda Guerra Mondiale,
1° Volume, pag. 209): <Adesso che
la politica inglese ha forzato Mussolini a schierarsi
nellaltro campo, Germania non è
più sola>. E quasi con le stesse
parole è il giudizio dello storico inglese
George Trevelyan (Storia dInghilterra,
pag. 834): <LItalia fu gettata in
braccio della Germania>. Nel corso di
unintervista televisiva, Renzo De Felice
attestò. <Una volta che Mussolini
fu costretto ad allearsi con la Germania, era
impensabile che anche lItalia non avesse
le sue leggi razziali>. E qui potrei
terminare il dialogo con il mio cortese interlocutore.
Come
furono applicate le (certamente) odiose leggi
razziali? Per avere unidea di ciò,
sarebbe sufficiente ricordare che decine di
migliaia di ebrei che fuggivano dalla Germania
e dai Paesi caduti sotto loccupazione
tedesca, si rifugiavano in Italia; eppure qui
vigevano le leggi razziali, e perché
non nei Paesi democratici? Perché
la Svizzera li respingeva, lInghilterra
minacciava di silurare le navi cariche di esuli,
Roosevelt fece intervenire la sua Navy per respingere
i fuggiaschi. Il mio interlocutore desidera,
giustamente, dati e nomi; certo! Allora cito
quanto ha scritto Daniele Vicini su LIndipendente
del 20 luglio 1993: <Ebrei e comunisti
sciamavano verso il Brennero, frontiera che
possono varcare senza visto a differenza di
altre (americana, sovietica ecc.) apparentemente
più congeniali alle loro esigenze>.
Dello stesso parere è Klaus Voigt che
nel suo volume Rifugio precario osserva
quanto fosse strana la dittatura fascista. Infatti
scrisse: <Fino allentrata in guerra
dellItalia non risulta neppure un caso
di condanna o allontanamento di un migrante
per attività politica (
). Eppure
dal 1936 (?), la Germania è il principale
alleato e quegli emigranti sono suoi
nemici. Polizia e carabinieri ricevono disposizioni
dal Duce, chiare ed essenziali, anzi ridotte
ad una sola parola: Sorvegliare, non
arrestare>. Come ho scritto,
per motivi più che chiari in questa sede
non posso elencare i nomi dei fuggitivi, ma
vengono riportati dal giornalista Daniele Vicini
nellarticolo citato; tuttavia un nome
in questo articolo posso ricordarlo e, per il
momento, vale per tutti, quello di Edward Luttwak,
ebreo, che il mio interlocutore deve conoscere
perché molte volte è apparso sullo
schermo televisivo italiano in quanto profondo
conoscitore della nostra lingua appresa quando
la sua famiglia fuggì dalla Romania per
rifugiarsi nellItalia fascista. <Strana
dittatura quella fascista, Strana democrazia
quella americana>, conclude Daniele Vicini.
Avrei tanto da aggiungere, ma tanto. E tanti
sono gli storici israeliani (onesti e riconoscenti)
che attestano lesistenza di uno Scudo
Protettore (termine usato dallo storico
ebreo Léon Poliakov nel volume Il
Nazismo e lo sterminio degli Ebrei) fatto
innalzare da Benito Mussolini per sottrarre
gli ebrei dai campi di concentramento tedeschi.
Desidero, prima di concludere, soffermarmi sulla
frase: <che nella sola Roma, il 16 ottobre
del 1943 furono catturati dai nazisti, con la
complicità dei fascisti, 1022 ecc.>.
Certo quel 16 ottobre 1943 i tedeschi penetrarono
nel ghetto di Roma, ma Mussolini, grazie alla
mascalzonata di Badoglio del mese precedente
non aveva più il governo del Paese, così
e solo per questo i tedeschi poterono fare quel
che inutilmente avevano tentato negli anni precedenti
quando al Governo cera Mussolini: la cattura
degli ebrei italiani. Con la complicità
dei fascisti, scrive il mio interlocutore.
Certo, cerano i fascisti, ma per
la verità ce ne era uno solo, in Camicia
Nera, Ferdinando Natoni che riuscì a
bloccare i tedeschi pretendendo la liberazione
di tanti ebrei già catturati. Ma il mio
interlocutore esige, e ripeto giustamente, fatti
e testimonianze. E allora, di nuovo linvito
a leggere quanto mi attestarono le gemelle Mirella
e Marina Limentani, ebree, salvate anche loro
dal signor <Natoni che si fece avanti
verso i tedeschi con decisione, presentò
me e mia sorella come sue figlie e, mostrando
la sua divisa, li invitò con fermezza
ad andarsene, cosa che fecero scusandosi per
il disturbo>. Visto che ho citato Ferdinando
Natoni, e dato che intervistai anche Sua figlia,
la Signora Anna, la quale mi ha pregato di ricordare
che <il padre morì a 96 anni e
non rinnegò mai la sua fede>.
Come il mio interlocutore può vedere,
ho citato autori e testimonianze non fasciste;
però mi si conceda una deroga; Giorgio
Pisanò ha scritto (Noi fascisti e
gli Ebrei, pag. 19): <Si giunse così
al 1939, vale a dire allo scoppio della guerra
e fu allora che, allinsaputa di tutti,
Mussolini diede inizio a quella grandiosa manovra,
tuttora sconosciuta o faziosamente negata anche
da molti di coloro che invece ne sono perfettamente
a conoscenza, tendente a salvare la vita di
quegli ebrei che lo sviluppo degli avvenimenti
bellici aveva portato sotto il controllo delle
forze armate tedesche>.
Quindi ricapitolando e per terminare: ho presentato
lo scritto di Antonio Pantano che accusa le
Potenze vincitrici del Secondo Conflitto mondiale
di aver sottratto documenti per creare una
storia artefatta; abbiamo le testimonianze
di Winston Churchill e Trevelyan che accusano
la politica inglese di aver costretto lItalia
di Mussolini ad allearsi con Hitler; a seguito
di ciò, Renzo De Felice attesta che lItalia
non poteva non avere le sue leggi razziali,
il giornalista Daniele Vicini che scrive che
centinaia di esuli ebrei (e non solo ebrei)
si rifugiarono in Italia nel periodo delle Leggi
Razziali; abbiamo la testimonianza di due gemelle
ebree che hanno attestato che Ferdinando Natoni,
fascista, salvò loro ed altri ebrei dallarresto
da parte dei tedeschi e, non davvero ultima,
la dichiarazione di Giorgio Pisanò (ma
essendo fascista è da prendere
con le pinze). Chi scrive queste note afferma
di aver raccolto centinaia di documenti che
attestano quanto sopra scritto e che, in questa
sede è impossibile riportare. Dallaltra
parte abbiamo un interlocutore che afferma esattamente
il contrario di quanto sin qui detto. Evidentemente
deve essere in possesso di documenti a me, a
Pantano, a Pisanò sconosciuti. In questo
caso lo invito a presentarli per farmi uscire
dallequivoco. E di questo lo ringrazierò.
E se concludessi accusando il primo Governo
antifascista (per intenderci, Badoglio) a seguito
della sua fuga il 9 settembre 1943, di aver
di fatto consegnato ai tedeschi gli ebrei sino
ad allora protetti dal Male assoluto,
di quanto sarei in errore?