Perchè?
19.07.2010
Lo scorso venerdì 16 luglio la TV di Stato (che tutti noi, babbei paghiamo) ha messo in onda, su RAI/3 (neanche a dirlo!), un programma dal titolo La Grande storia ; un'accozzaglia, come è uso da decenni, di falsità, di verità distorte e quant'altro. Il programma era imperniato sulla storia dei Savoia . Ad un certo punto della trasmissione è stata presentata un'intervista di Umberto II rilasciata nel 1979. La stupidità è arrivata al punto tale che il commentatore ha detto (cito a memoria): < Gli italiani vedevano in Umberto II un possibile sostituto del Duce> . A questo punto ho spento la televisione disgustato da tante banalità.
Al termine di questo pezzo , riporterò alcuni giudizi di Umberto II proprio in merito a Mussolini e al Fascismo. Vediamo se qualcuno potrà sbugiardarmi.
Passo ad altro argomento, sempre attinente al titolo: “Perché” ?
Qualche tempo fa ricevetti dal bravo Alberto Bertotto un suo libro dal titolo: “La morte di Mussolini – una storia da riscrivere” , opera imperniata sull'ipotesi che Mussolini il 28 febbraio 1945 si sia suicidato con del cianuro. Non è su questo tema che chiedo ai miei lettori di seguirmi, ma su un altro episodio. Io vivo a Cerveteri, lo scorso 25 aprile sui muri della cittadina apparvero dei manifesti raffiguranti Benito Mussolini nell'atto di salutare romanamente. Quanto scrivo fu da me già trattato alcune settimane fa; ebbene, non passarono che un paio d'ore e il solerte ( solerte nel caso specifico, si intenda bene) sindaco della cittadina aveva sguinzagliato una o più squadre per cospargere di nera vernice l'immagine immonda . In quel frangente pensai: Cerveteri ha almeno cento buche per metro quadrato, se il solerte sindaco avesse agito, non pretendo con la stessa alacrità, ma con un minimo di responsabilità, molti cittadini non dovrebbero correre all'ospedale per curarsi dalle buche che tanti danni arrecano.
Torniamo al lavoro di Alberto Bertotto. Nel Capitolo I leggo e trascrivo un giudizio dell'Autore che mi sembra alquanto pertinente: < Sul Duce, dopo la morte, si è scritto forse più che su Napoleone Bonaparte. Due dittatori, due destini diversi, due postume valutazioni. La Francia, un paio di decenni dopo la scomparsa del generale corso, ha richiesto all'Inghilterra la restituzione della salma del Bonaparte, consacrandone la posterità al Boulevard des Invalides . Ha restituito, inoltre, alla parigina Place Vandome l'obelisco eretto col bronzo dei cannoni presi nella battaglia di Waterloo. Anche se Luigi XVIII ha fatto scalpellare la “N” dal ponte di Jena, Napoleone non è stato radiato dal patrimonio spirituale e cancellato dalla memoria storica della nazione francese. L'Italia, invece, ha demonizzato e continua ancora a demonizzare, da oltre mezzo secolo dopo la sua morte, la figura e il nome di Mussolini. Un perché ci deve essere ed è chiaro, anche se non tutti lo vogliono accettare. Tuttavia basta fare un salto in edicola o in libreria per accorgersi che il Duce, un politico rivoluzionario, l'ideatore del fascismo e un dittatore carismatico, colpisce ancora la fantasia di un pubblico vasto ed eterogeneo. Dai saggi impegnativi agli articoli pettegoli, dalle videocassette ai CD Rom, il focoso romagnolo, dopo essere penetrato nell'immaginario collettivo di tutti gli italiani resta il personaggio storico più gettonato in tutte le salse. Nonostante tutto, su di lui c'è ancora chi dubita, chi discetta e chi distingue> .
Prima di tornare su Umberto II, proviamo a rispondere succintissimamente a questo “Perché” ?.
Questi sono i giudizi sul Male assoluto espressi da Winston Churchill: <Il genio romano è impersonato da Mussolini, il più grande legislatore vivente. Egli ha pensato esclusivamente al bene duraturo del popolo italiano come Egli lo concepiva, e null'altro al di fuori di quel bene ebbe veramente importanza per Lui… Se fossi italiano sono sicuro che sarei del partito di Mussolini (1925)> . Nel 1933: < Il genio romano impersonato da Mussolini, il più grande legislatore vivente> . 1947. < Le grandi strade che egli tracciò resteranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo> . E di nuovo nel 1947: < Così terminò la dittatura di Mussolini in Italia, durata ventun anni, durante i quali egli aveva sollevato il popolo italiano dal bolscevismo, nel quale avrebbe potuto sprofondare nel 1919, a una posizione in Europa quale mai l'Italia aveva raggiunto prima> .
C'è una lettera scoperta dallo storico Fabio Andriola negli Archivi di Londra, del tenente generale W.D. Morgan scritta a Lamberti Bocconi, uno dei tre partigiani che trafugò, il 25 aprile 1945, dal camioncino i documenti, preziosissimi, dell'Archivio di Mussolini e poi venduti agli agenti inglesi; ebbene Morgan così scrive al trafugatore-traditore : < Queste carte sono una aggiunta molto preziosa a quelle che abbiamo già ottenuto (…). Potete essere sicuro che saranno usate per il discredito solo di Mussolini e di tutto quello che ha significato> . In altre parole: “Londra, la massoneria, il liberalcapitalismo continuano a suonare e gli italyoti continuano a ballare .
Felici loro!!
Ed ora veniamo a Umberto II e al suo antifascismo. E scoppiata la guerra, e l'11 giugno, preso il comando d'un Gruppo di Armate, Umberto telegrafa al Duce: < Tese verso la vittoria immancabile, le truppe del Gruppo Armate Ovest rinnovano all'infaticabile artefice del destino della patria la promessa di tutto osare per ricalcare le orme delle Legioni di Roma> . Se non bastasse, fra i tanti altri telegrammi, riporto quello del 28 ottobre '40: < Mentre la bandiera d'Italia sventola vittoriosa al di là di tutti i confini del Regno e dell'Impero, a voi Duce invio un fervido saluto augurale nella certezza che le mete da voi segnate saranno sicuramente raggiunte> .
Ai capiscioni di Rai/3 non è sufficiente? E allora meniamo un po' più duro.
Il 3 aprile 1956 il giornalista Loris Lolli, accompagnato dal collega de Il Messaggero di Roma , Filippo d'Errico, chiese ed ottenne un'intervista all'ex Re Umberto II a Cascais, luogo del suo esilio. Ad un certo momento dell'intervista Umberto II chiese a Lolli: < A proposito, il 9 settembre 1943 dove era?> . Loris Lolli. <Ero Allievo Ufficiale al 6° Battaglione d'Istruzione del 36° reggimento di fanteria motorizzata Divisione Pistoia > . Umberto II: <E, se non sono indiscreto, dopo, quale strada ha scelto? Il Sud o il Nord?> . Senza alcuna esitazione Lolli rispose: < La Repubblica Sociale Italiana> . Umberto II tese la mano a Lolli e disse: < Voi della Repubblica Sociale Italiana siete stati dalla parte giusta. La ragione e la Storia sono state e saranno sempre con voi> . E con grande stupore di Lolli concluse: < Se non fossi stato il figlio di Sua Maestà il Re d'Italia, io pure avrei scelto la via del Nord> .
Fa male, vero capiscioni di Rai/3? Quanto mi spiace!