Tempo
di crisi, ma non per tutti
21.02.09
- Faccio alcune mie considerazioni e riflessioni,
sulla crisi economica e sociale del nostro paese
lItalia. Io dico che quando cè
in corso una crisi, il paese dovrebbe chiamare
a raccolta, tutte le sue forze e tutti i suoi
cittadini, a collaborare per superarla.
Il
governo che ha le maggiori responsabilità,
dovrebbe, riunire e consultare tutte le forze
del paese, non escluderne nessuna, dovrebbe cercare
di unire per fare fronte meglio alle difficoltà
esistenti, non dividere come purtroppo sta avvenendo
nei confronti dellopposizione e di alcune
organizzazioni sindacali.
In
questo momento delicato e difficile, cè
veramente bisogno delle idee e energie di tutti,
lasciando da parte gli interessi di particolari,
ma guardare quelli generali del paese. Cè
bisogno di una grande collaborazione di responsabilità,
di trasparenza, per trovare tutti insieme, le
strategie migliori, per fare fronte ai problemi,
e per fare ripartire leconomia italiana
e superare le difficoltà sociali.
Le
istituzioni a qualunque livello, sia nazionale
che locale, rendersi più efficienti, sulla
produttività ma anche sulla qualità
dei servizi, eliminare gli sprechi, fare la propria
parte per combattere levasione fiscale,
una maggiore attenzione ai cittadini più
bisognosi.
Anche
alle società ed organizzazioni sportive,
agli enti pubblici e privati, dalla rai a mediaset,
alle aziende, darsi una calmata, e gestire gli
stipendi con maggiore responsabilità. Per
dirigenti, presentatori, allenatori, calciatori,
conduttori di programmi televisivi, la crisi economica
sicuramente non la sentono, con i loro stipendi
doro, neanche per quei personaggi che hanno
ville lussuose sparse per lItalia. Non è
possibile cari cittadini stare a guardare e stare
zitti su queste cose, e in una crisi economica
e sociale, seria come quella che stiamo vivendo
in Italia, ci siano tanti allenatori, giocatori
di calcio, piloti di automobili, di motocicletta,
dirigenti, presentatori, personaggi dello spettacolo,
che prendono fior di milioni di euro lanno,
poi ci siano lavoratori dipendenti, magari anche
precari, che non arrivano a mille euro al mese
di stipendio. Poi la cosa che mi fa veramente
star male, vedere tantissimi pensionati che prendono
dai 500 ai 600 euro al mese di pensione, veramente
da fame.
Mi
chiedo dove è la serietà, la responsabilità,
la coscienza civile e sociale, del nostro paese.
Io dico che quando cè in atto una
crisi cosi seria, cè bisogno della
responsabilità e del contributo di tutti,
proporzionata al proprio reddito. Siccome dicono
gli esperti di economia che la crisi non è
arrivata al suo massimo di gravità, direi
che dobbiamo imboccarci tutti le maniche. A partire
dal governo in carica, consultare subito tutte
le forze sociali del nostro paese, ed elaborare
un piano straordinario anticrisi, dove ci dovrebbero
essere più stanziamenti per gli ammortizzatori
sociali, disoccupazione, cassa integrazione, per
il precariato, aumento delle pensioni e dei salari
per i lavoratori dipendenti, aumentare le detrazioni
fiscali, lotta seria allevasione fiscale,
(per pagare meno e pagare tutti) e per ricuperare
soldi e diminuire le tasse. Per dirigenti salari
più contenuti, diminuzione delle tasse
a partire dai ceti medi a quelli più in
basso, maggior investimento nella sicurezza, sul
territorio, sui posti di lavoro, sulle strade,
investire di più anche nelle energie pulite
alternative al petrolio, per la salvaguardia del
ambiente.
Per
quanto riguarda le società sportive, aziende
di ogni genere, diminuzione dei mega stipendi,
per i giocatori, allenatori, presentatori, conduttori
di programmi televisivi, dirigenti.
Ora
un invito tutti insieme diamoci da fare con molto
più impegno, prendersi ognuno la propria
responsabilità, da protagonisti non da
spettatori, con le nostre proposte, le nostre
idee, i nostri suggerimenti, se ci metteremo al
servizio del paese, con coscienza e responsabilità,
contribuiremo sicuramente a superare la crisi,
ma anche costruire una società, più
sicura, più equa, più solidale,
più giusta, nell'interesse del bene comune.