L'Italia
e le critiche degli espatriati
23.05.08- Caro Beppe e cari Italians in Italia,
perché vi scocciamo tanto le critiche
al Bel Paese degli espatriati? Le nostre analisi
sociologiche da strapazzo sono addirittura
diventate un ulteriore peso sulle spalle di
questo povero Paese? Non saranno invece frutto
del grande amore che abbiamo per l'Italia?
Della frustrazione di essercene dovuti andare
per trovare condizioni di vita normali? Di
confronti diretti con realtà meno che
perfette ma funzionanti e civili? Parlo a
nome degli Italians che se ne sono andati
all'estero a lavorare - ricerca universitaria
o marketing non fa differenza: alle stesse
condizioni torneremmo tutti di corsa. E proprio
per i motivi per cui i turisti stranieri amano
tanto l'Italia. Il clima, il cibo, le chiese
barocche di Roma, le Alpi, le spiagge della
Sardegna. Che da soli, purtroppo, non bastano.
Cari Italians in patria, riconosceteci il
punto di vista privilegiato; come un pittore
che ha fatto un passo indietro e osserva il
suo quadro. Pensate che, solo perché
ci siete abituati, le storture italiane siano
normali? Non a caso Walter Ferrarini (Denigrare
l'Italia, un gioco sbagliato, 3 maggio) definisce
le dichiarazioni razziste di Moggi contro
i gay una «battutaccia». Pensateci
su.
Saluti da Vienna,
Monica
Mel, monica.mel@gmx.at
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-05-22/03.spm