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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Nel 2004 ho scritto un articolo dal titolo :

L’ Italia come il Titanic
I POPOLI PAGANO, CON IL LORO SANGUE, GLI ERRORI DEI GOVERNI

Argomento ed ipotesi di sorprendente ispirazione che venne pubblicato sul nostro sito dove potrete leggerlo, www.solechesorgi.com: ANNO QUINTO - 2004 - N°1

Poi è stato anche diffuso anche da altri giornali on-line. Alla luce della realtà, devo confessare di avere comesso un errore. Io avevo parlato di una fine tragica della nostra Patria causata degli icebergs, non avevo previsto che non il ghiaccio ma montagne di monnezza sarebbero state la causa e la fine del “belpaese” e quella di una democrazia corrotta ed ormai realmente impresentabile.

Giancarlo Gallani
Direttore del NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA
Parigi, 08/06/2008

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L’ITALIA come il TITANIC

I POPOLI PAGANO, CON IL LORO SANGUE, GLI ERRORI DEI GOVERNI

Gentile Gianni Riotta, (lettera aperta)

ho appena scoperto, sul sito del Corriere della Sera, il tuo Forum battezzatoTITANIC: vedi http://www.corriere.it/corrforum/corriere/Riotta.html e vorrei sapere se hai scelto il nome TITANIC per caso oppure perché, come me, pensi che l’Italia è probabilmente destinata ad affondare, a colare a picco, tragicamente come avvenne al famoso piroscafo nel 1912. Mi sembra che tutti i segni della tragedia sono ormai chiari e visibili, ma nessuno lo dice, nessuno lo scrive, nessuno lo grida. All’orizzonte numerosi gli iceberg, ma i responsabili del potere economico, politico e dell’informazione, sembrano non vederli. Ogni giorno in Italia assistiamo angosciati, rattristati ed impotenti, ad una profonda crisi morale, politica, finanziaria, sociale e giudiziaria. Uno degli elementi tra i più gravi è certamente la cattiva informazione o la voluta disinformazione. Assassini, furti, strupi, scippi, truffe, incidenti, attentati, sequestri di persona (fortunatamente in calo grazie all’intelligente lavoro delle forze dell’ordine e della Magistratura). Mal-governo e male-opposizione, smottamenti, frane, alluvioni. Mafia, ndrangheta, sacra corona unita, camorra, un poker italiano, forse unico al mondo, di pizzi, di bombe, di stragi e di morti ammazzati. Poi ancora corruzione, fallimenti, costruzioni abbusive, carceri affollate con condizioni di vita disumane numerosi, come sempre, i suicidi. Prostituzione sul larga scala.Toghe sporche, lentezza della giustizia, spesso le istituzioni sono inneficienti, ma per obbiettività alcune in parte si salvano. Crisi di alcune tra le maggiori industrie nazionali. Risparmiatori truffati con la complicità di banche e di importanti istituti di credito e finanziari. La Banca d’Italia, riflesso dell’Italia, non si è naturalmente accorta di nulla, nessuno si dimete anche se la “distrazione” è certamente colpevole. Nell’affare Parmalat si è parlato di 2 milioni e 400 risparmiatori truffati, “fortunatamente” solo 800 mila erano italiani. Sulle strade nazionali ogni anno, migliaia di morti ammazzati e di feriti, spesso per incidenti dovuti ad incompetenza, distrazione, alcool o droga ma anche a causa del cattivo stato della rete stadale italiana. Le innumerevoli vittime del banditismo o della follia quotidiana, che sembra ormai incontenibile, intere le famiglie distrutte, figli che uccidono i genitori e genitori che amazzano i figli. Non di rado ci sono anche purtroppo le vittime per “errori” della polizia particolarmente gravi quelli avvenuti durante democratiche manifestazioni. Nessuno credo che sappia con precisione quanti sono stati i cadaveri in Italia, dall’avvento della democrazia ad oggi. Si è parlato per anni di quelli eliminati dopo la fine della guerra tra il 1945 e il 1946 dagli “eroici” partigiani, che fecero stragi quando ormai non rischiavano più nulla dal momento che gli avversari avevano deposto le armi e si erano arresi spesso, dopo l’assicurazione, non rispettata di avere salva la vita. Un perido durante il quale si preparava un colpo di stato comunista, chiamato il “Vento del nord” che in reltà fu vento di vendetta, di vergogna e di eccidi tragici e disumani. La cifra esatta di quei morti ammazzati non si è mai saputa. Si è parlato, con insistenza, di 30.000 alle 300.000 esecuzioni sommarie, ma tali cifre non sono mai state ufficialmente confermate. Ma per molti anni c’è stato chi dubitava anche della reale esistenza di quelle stragi. Oggi ormai, dopo la pubblicazione del libro di Pansa “Il sangue dei vinti”, sappiamo con certezza che ci sono realmente state e che, oltre ai fascisti spesso innocenti, vennero eliminati, preti, carabinieri, proprietari terrieri, semplici cittadini ed anche non pochi partigiani anticomunisti. Ma nessuno ha mai realmente indagato per sapere, con precisione, quanti sono stati tutti i cadaveri di italiani morti ammazzati dal 1945 ai nostri giorni e, tra l’altro, molti i corpi che non sono mai stati ritrovati. I vari governi che si sono succeduti al potere in questi 64 anni devono avere pensato che statistiche di tale tipo avrebbero avuto ripercussioni negative sul morale degli italiani, sulla infausta genesi della democrazia italiana ed anche, logicamente, funeste agli occhi del mondo. Ma ritorniamo all’attualità. Con l’incredibile storia della Parmalat, l’Italia è diventata “ad honorem” uno dei maggiori soci certamente quello più in vista del “Club del gansterismo finanziario nazionale ed internazionale”. Tra non molto, probabilmente, scopriremo altri casi del genere Telekom Serbia, Cirio e Parmalat ma sempre, naturalmente, quando sarà troppo tardi per limitare i danni. Si preparano e si approvano nuove leggi per proteggere i risparmiatori, lavoro inutile dal momento che le leggi e i regolamenti già esistenti sono state sempre ignorati. Gli uomini che dovrebbero controllarle ed applicare i codici non esistono anzi probabilmente, nel nostro paese, non sono mai nati. Le “mani” degli italiani, dopo Di Pietro, oggi sono forse un poco più pulite, ma i piedi erano e restano certamente sporchi anzi sporchissimi e puzzolenti. Recentemente a Roma un commercialista mi ha confidato: “Di Pietro ci ha rovinati ! Prima di lui dovevamo pagare il 5% adesso si è passati al 20%”. Ma ritorniamo a bomba, a quanto pare il “comandante” del TITANIC/ITALIA, come nella reale storia del piroscafo, non trova o non usa il binocolo e quindi non vede la montagna di ghiaccio che prima o poi affonderà il nostro “bel paese”. Moltissimi e ben visibili sono i segnali di pericolo. La tragedia è ormai prossima ma tutti sembrano ciechi e sordi. L’orchestra suona, la televisione mostra belle cosce, bei seni e splendidi sederi femminili, sederi o culi per chi preferisce, di grande classe che si dimenano in maniera assai sexi e provocante. I temi più esplorati dalle varie TV sono gli amori ed i tradimenti delle più belle donne e dei più bei “fichi” italiani ed esteri. I discorsi degli uomini politici sono sempre più noiosi e ripetitivi, nessuno li ascolta più, nessuno ci crede più, ma loro parlano, parlano, parlano…… La democrazia è in crisi ed il numero dei votanti si restringe, in ogni caso chi ha la fortuna di essere stato eletto dimentica ogni promessa e pensa solo ad aumentarsi lo stipendio ed i rimborsi spese. Ormai si potrà dire promesse di politico e non più di marinaio. Chi “viaggia” in prima classe balla, ascolta la musica dell’orchestra rilassato, sdraiato su comode “poltrone”. I “poveracci” quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, non interessano a nessuno. Un morto di fame diventa visibile solo se rischia la vita come un barbone che a Roma è finito in coma per avere cercato di difendere alcune ragazze aggredite; poi gli hanno dato una casa e forse troverà lavoro, ma ha rischiato la pelle. La democrazia è in crisi, ma quale democrazia? Continuano a parlarci di dittatura, ma di quale dittatura? Molto probabilmente gli storici scriveranno: “ Nessuno, in quegli anni si rese conto, ispiegabilmente, che l’Italia era ormai in rotta di collisione !“ Oggi al popolo italiano non resterebe che pregare; ma per farlo, si deve necessariamente essere credenti e quanti ne sono rimasti? Probabilmente mi defininiranno un pessimista, poco importa. Il mio diritto/dovere è quello di tirare il segnale di allarme. Vorrei che tutti mi sentissero. Mi auguro che la nave ITALIA/TITANIC cambi di rotta. Ma ciò non accadrà e allora rivolgo un consiglio anzi un invito a tutti: «Cittadini italiani preparatevi al peggio! Forse tra non molto dovrete cercare di salire a bordo delle scialuppe di salvataggio ma, ATTENZIONE ! I posti nelle barche sono limitati e, generalmente, riservati ai fortunati, quelli delle prime classi. Consolatevi, i posti in paradiso o all’inferno sono invece illimitati ed a disposizione di tutti, dei ricchi come dei dei poveri ! »

Pace e bene e che Dio, per chi crede, ci protegga tutti !


Cordiali e mesti saluti a tutti.
Giancarlo GALLANI
Parigi, 10/02/2004



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