Lettera
aperta a Gianfranco Fini
13.06.08
- «Le province non servono: aboliamole»,
Queste
le sue parole, egregio presidente della Camera
dei deputati, prima delle elezioni.
Le province dovevano già sparire nel
lontano 1970 con l'istituzione delle Regioni:
invece, non solo sono rimaste, ma sono anche
aumentate di numero.
Le province, attualmente ben 108, servono,
come lei ben sa, solo ed esclusivamente ai
partiti politici italiani, che per me sono
vere e proprie cosche mafiose, per parcheggiare
i loro uomini (picciotti) più fedeli,
quando rimangono disoccupati, perché
trombati alle elezioni.
Anche le comunità montane servono allo
stesso scopo e quindi devono essere eliminate.
Pensi che, qui da noi in Piemonte, i nostri
bravi consiglieri regionali, che godono degli
stessi vergognosi privilegi dei parlamentari,
stanno discutendo animatamente se inserire
alcuni Comuni di pianura nelle comunità
montane oppure no.
Sarebbe una comica tutta da ridere, se non
pagassimo noi profumatamente questi signori
a dir poco incapaci.
Comunque, per concludere, dopo le parole le
chiedo e mi aspetto i fatti conseguenti. Altrimenti
dovrò, mio malgrado, pensare che alla
presidenza della Camera dei deputati, dopo
il «parolaio rosso» Bertinotti,
sia arrivato il «parolaio nero»
Gianfranco Fini.
Ho letto recentemente che lei vuole far «lavorare»
di più i deputati: proposito molto
nobile, ma irrealizzabile.
Comunque auguri.
Livio
Costa, liviocosta@alice.it
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-06-12/04.spm