Csm
al di là delle sue competenze
06.07.08
- Caro Beppe,
hanno
ragione Umberto Eco, Camilleri e altri «intellettuali»:
la nostra democrazia è a rischio. Quando
facevo le elementari mi insegnavano che in
una democrazia come la nostra è fondamentale
che i tre poteri dello Stato (legislativo,
esecutivo e giudiziario) siano ben separati,
e siano esercitati da chi ne ha competenza,
senza invasioni di campo. Il governo, piaccia
o non piaccia, fa il suo dovere: governa.
Forse in modo sbagliato, discutibile, ma fa
quello che ha pieno diritto e dovere di fare.
Il Consiglio superiore della magistratura
invece è andato al di là delle
sue competenze, esprimendo pareri sulla costituzionalità
delle leggi che il governo propone, e cercando
in questo modo di condizionare l'operato di
chi esercita gli altri poteri dello Stato.
Stiamone certi: in assenza del richiamo del
presidente della Repubblica, i partiti di
opposizione avrebbero sposato il parere del
Csm in sede parlamentare, facendone la propria
principale arma di contrapposizione nei confronti
della maggioranza. Il presidente Napolitano
ha detto bene nella sua lettera, ma sia ben
chiaro che non poteva fare altrimenti. Egli
del Csm è il presidente: non intervenire,
e non dissociarsi da una posizione illegittima
significava esserne in qualche modo partecipe,
e questo sarebbe stato un'inaccettabile violazione
del dettato costituzionale del quale egli
deve essere invece il primo difensore. Nella
situazione di scontro che si è venuta
a creare sarebbe opportuno che tutti rientrassero
nell'alveo delle rispettive competenze, e
in questa ottica mi piacerebbe che il presidente
Napolitano esercitasse appieno il suo ruolo
di presidente del Csm, intervenendo alle sue
riunioni come avrebbe pieno diritto di fare.
Un cordiale saluto agli Italians.
Lorenzo
Bolzi, lbolzi@yahoo.it
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-05/03.spm